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Nuovo Erbario figurato. *


Autore: G. Negri
Data edizione: 2010
Editore: Hoepli
Località: Milano
Nr. 470


Il titolo non inganni: si tratta in realtà della ristampa anastatica della quinta edizione di un opera apparsa nel lontano 1904 e aggiornata nel 1979, la cui titolazione originale completa era "Erbario figurato - descrizione e proprietà delle piante medicinali e velenose della flora italiana, con cenni alle principali specie dell'Africa settentrionale e orientale". L'autore, Giovanni Negri (1877-1960), fu allievo del Mattirolo e direttore dell'Istituto Botanico dell'Università di Firenze dal 1925 al 1950.
E' indubbiamente un lavoro frutto di grande, anzi grandissima, erudizione, ma ...
Le descrizioni morfologiche sono dettagliatissime e insistono su ogni minimo particolare, quasi a livello di protologo, ma risultano decisamente eccessive e per il lettore moderno e, in fondo inutili, perché rischiano di confonderlo e annoiarlo (gli increduli provino a leggere, a titolo esemplificativo, la descrizione di Euonymus europeus, a pag. 238). Anche la parte dedicata alle proprietà farmacologiche (evidenziata dall'impiego di un diverso carattere tipografico) è ricchissima di informazioni, ma non è assolutamente pensabile che, sulla base di queste, l'eventuale lettore possa preparare da sé estratti, cataplasmi o semplicemente degli infusi. Le tavole a colori sono abbastanza pregevoli, ma in fondo sono più utili, per la determinazione, le incisioni (di Adriano Fiori) che accompagnano le descrizioni delle singole specie.
Mentre il valore scientifico del testo è fuori discussione, è forse improprio riproporre oggi quest'opera, contando sul richiamo esercitato su un pubblico superficialmente interessato alle "erbe" della salute. In effetti nel risvolto di copertina si citano farmacisti, erboristi, medici professionisti, medici legali, igienisti, persone colte che soggiornano in campagna e agricoltori che intendono dedicarsi alla coltivazione delle piante officinali: credo che anche per tutti costoro esistano testi assai più appropriati.
Però mi sono veramente goduto le poche pagine iniziali dedicate alla storia degli erbari, intesi come una necessità dimostrativa e didattica per le opere dedicate alle piante medicinali.






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