AQUIFOLIACEAE (famiglia)
Ilex aquifolium L.
Agrifolio


Per una certa somiglianza delle sue foglie e quelle della quercia leccio, pare sia stato attribuito a questa pianta il nome di ilex, in aggiunta a quello di aquifolium con il quale era già conosciuta dai romani. Allo stato spontaneo ha generalmente aspetto arbustivo, se coltivata può però assumere anche la forma di alberello e raggiungere e sorpassare i 10 metri di altezza. Ha foglie ovali o ellittiche, coriacee e persistenti, lucide nella parte superiore, e a margine ondulato, dentato-spinoso negli individui giovani e nella parte inferiore del fusto; lisce, intere e piatte negli individui adulti e nella parte superiore della pianta. Specie a fiori unisessuali, piccoli, bianchi i femminili; orlati di rosso i maschili, produce drupe subsferiche di color rosso brillante, o raramente giallo, contenenti 4 o 5 semi. Ama l'umidità e il suolo poco calcareo e può essere osservata nei boschi di latifoglie, e soprattutto di faggio. Il legno di questa pianta, molto duro e colorabile, è utilizzato per la fabbricazione di manici per teiere e vasellame per bevande molto calde. Certi individui non hanno che fiori femminili, altri solo fiori maschili, può però accadere che il sesso cambi da un anno all'altro. La fioritura avviene in maggio-giugno, le bacche però maturano in autunno. Nell'antichità probabilmente non ebbe usi medicinali, solo il Matthioli (1554) ne consiglia l'uso delle radici e delle loro scorze, nelle articolazioni indurite dalle lussazioni. Le foglie furono usate come diuretiche, lassative, toniche e soprattutto febbrifughe. Le bacche sono purgative, nei bambini però possono produrre tali disturbi infiammatori degli organi della digestione da divenire pericolose o addirittura mortali. Con la corteccia della pianta si può produrre una specie di vischio per gli uccellatori. La frequente utilizzazione del legno duro di questa pianta l'ha resa oggi rara allo stato spontaneo. La raccolta dei rami con bacche, che si è andata diffondendo come tradizione natalizia, oltre a danneggiare gravemente le poche piante ancora esistenti, impedisce la disseminazione, rendendo ancora più difficile la sopravvivenza della specie. In molte zone vengono portate a casa le fronde di agrifoglio che sono servite ad ornare le chiese durante le funzioni sacre, nella credenza che siano efficaci contro i fulmini e gli incantesimi. Allo stesso genere Ilex appartengono alcune specie sudamericane (specialmente l'ilex paraguajensis) dalle quali si produce il cosidetto "Maté". Specie protetta in senso assoluto in provincia di Bergamo.