F.A.B. - Flora Alpina Bergamasca - PASSEGGIATA DA VALCANALE AL RIFUGIO ALPE CORTE
Il logo del FAB, la Linaria tonzigiiFAB - Gruppo Flora Alpina BergamascaFAB - Fiori di montagna
Ultime novità
Iniziative FAB
Per conoscere
Consigli
Curiosita'
Flora protetta
Photogallery
Archivio immagini
Ricerca scientifica
Biblioteca
Pubblicazioni
Iscrizione
Contatti
Links
English version English version
Chi siamo

Meteo sulle Prealpi Orobie



PASSEGGIATA DA VALCANALE AL RIFUGIO ALPE CORTE
Testo e fotografie di Danilo Donadoni



Scarica l'itinerario in formato Pdf (176Kb)

Prima della partenza, informatevi sulle condizioni metrologiche e della neve!


Il rifugio Alpe Corte (m 1415) è conosciuto da molti escursionisti che camminano nelle nostre Prealpi, poiché non solo si raggiunge comodamente da Valcanale (m 987), in Alta Valle Seriana, ma è punto di partenza per le più belle traversate delle Orobie (verso il lago Branchino e il Pizzo Arera, verso i Laghi Gemelli, verso Roncobello attraverso il passo della Marogella).

Il massiccio dell'Arera Baita Montagnina
Baita presso il Rifugio Alpe Corte Il Rifugio Alpe Corte

In inverno, anche con neve si può arrivare al rifugio Alpe Corte in circa 60’ a piedi, con scarponi da montagna e ghette, con racchette da neve (ciaspole), o con sci e pelli di foca, per immergersi nel silenzio e nei paesaggi immacolati delle Orobie.

Il Rifugio Alpe Corte Sci alpinismo verso il Rifugio Alpe Corte

Si segue il tracciato della mulattiera (sentiero delle Orobie orientali CAI n°220) che porta al rifugio (in genere la pista è ben tracciata dagli sciatori). Dal punto di vista botanico ciò che salta all’occhio è la bella foresta di abete rosso (Picea abies) lascia il posto a qualche larice (Larix decidua) e frammista, specie nei dintorni di Babès, Zulino e Piazza Bassa a nuclei di abete bianco (Abies Alba); l’abetaia più in alto ai boschetti di ontano verde (Alnus viridis).

Il massiccio della Presolana Sci alpinismo verso il Passo Branchino Verso il passo Branchino

E’ sempre interessante soffermarsi e notare i disegni e gli arabeschi che i cristalli di neve formano al suolo o sui ramoscelli. Spesso i rigagnoli d’acqua lungo il sentiero inglobano come in medaglioni trasparenti, piccole foglie, steli d’erba e piccole pietre.
Il rifugio è contornato da una decina di alberelli di sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia), che mantengono i grappoli colorati di frutti anche in pieno inverno. Qui lo spettacolo dei monti innevati è stupendo: a 360 gradi la vista spazia tra le più interessanti cime orobiche. la Presolana, il massiccio del Monte Secco e l’Arera.

Aghi di ghiaccio su steli d'erba Sorbus aucuparia Stalattiti di ghiaccio alla baita Neel Rametto con cristalli di ghiaccio

Se l’innevamento non è eccessivo si può continuare verso il passo del Branchino, dopo il rifugio a sinistra, attraversando il ponte sul torrente Acqualina e la baita Neel. Il ritorno avviene attraverso lo stesso sentiero dell’andata; in circa 45’ si arriva a Valcanale.


Itinerario collaudato da Danilo Donadoni (socio FAB)








Copyright © by F.A.B. - Flora Alpina Bergamasca - All Rights Reserved.

Data pubblicazione: 2005-12-14 (437 letture)

Strumenti utili

Versione per la stampa Invia ad un amico