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CURIOSITA' SU CASTANEA SATIVA





Castanea sativa Miller - Castagno comune (albero), Castagna (frutto)
Molto controversa è la spiegazione semantica del nome di questo albero, perché vi si rispecchia l’incertezza circa il suo preciso luogo d’origine; esso infatti, pur essendo conosciuto fin dall’antichità, in Italia ha una complicata storia botanica (cfr. S. Pignatti, Flora d’Italia, v. I, pag 113). Le fonti consultate danno infatti le seguenti risposte in parte contradditorie: In greco il castagno era chiamato κάστανον (leggi cástanon), dal nome della città di “Castanaía, in Tessaglia, luogo della Grecia dove per prima fu cominciato a coltivarsi” (B. Bonazzi, 1919, Dizionario Greco-Italiano, pag. 567). Nel Compendio della Flora Italiana di Cesati, Passerini e Gibelli del 1867, pag. 220, l’origine geografico-nomenclaturale del nome è invece la seguente: “Da Kastana, città alle falde del Peneo nell’antica Tessaglia, dove l’albero cresce rigoglioso”. La probabile origine tessalica del castagno (regione centrale della Grecia a sud della Macedonia, la cui costa occidentale dicevasi Magnesia) è confermata da R. Rocci, (1957, Vocabolario Greco Italiano, pag. 974); a quei tempi esisteva però un'altra Magnesia, città della Lidia, in Asia Minore, per cui detta localizzazione resta incerta; inoltre lo stesso Rocci propone un’altra spiegazione per cástanon con derivazione dal nome armeno kask (O.c., idem).
In latino erano dette castanea (nome unico femminile sia per l’albero che per il frutto); secondo Plinio (Naturalis historia, XV, 92-93: “…Sardibus hae provenere primum, ideo apud Graecos Sardianos balanos appellant…nam Δίος βαλάνου (leggi: «dios balanu» e traduci: ghianda di Zeus) nomen postea imposuere excellentioribus satu factis.” (traduci: Esse sono giunte per la prima volta da Sardi e perciò presso i Greci le chiamano balani [= ghiande] di Sardi [Sardes era l’antica capitale della Lidia, ad oriente di Efeso in Asia Minore]: infatti la denominazione di «Balano di Zeus» fu loro conferita più tardi, quando la specie fu migliorata grazie alla coltivazione”; questa ipotesi confermerebbe un’origine medioorientale e non greca del castagno. A. Cattabiani, (1996, Florario, pag. 60) riassume infine le ipotesi semantico-geografiche più sopra esposte nel modo seguente: “…le castagne [erano] soprannominate dai latini «Ghiande di Zeus», perché quest’albero…originario dell’Iran… evocava il dio supremo. Il suo nome è la traduzione del latino Castanea, identico al greco, che a sua volta derivava da Castanis, una città del Ponto, in Asia Minore, dalla quale la pianta passò in Grecia e poi in Italia”.
Lascio ai lettori la scelta fra le diverse ipotesi prospettate. Il binomio scientifico, Castanea (per le premesse di cui sopra) + sativa (= coltivata) è stato coniato dal botanico inglese Philip Miller (1691-1771) nell’opera The Gardeners Dictionary, London, 1768, che ha sostituito il precedente taxon di C. Linneo Fagus castanea (1753). Data la diffusione del castagno nella media-bassa collina bergamasca, E. Caffi, mentre ha registrato solo tre denominazioni dialettali per l’albero [castègna (comune), castìgn (Vertova) e èrbol (Calolzio)], riporta invece ben 49 diciture per le diverse forme di conservazione o cottura del suo prelibato frutto: la castagna (cfr. Voc. Berg. Sc.Nat., 1932, pag. 33-34) a cui si rimanda il cortese lettore.
Castanea sativa

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Data pubblicazione: 2006-09-19 (3611 letture)

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