F.A.B. - Flora Alpina Bergamasca - IN VAL D'ANCOGNO, nel regno della Primula albenensis
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IN VAL D'ANCOGNO, nel regno della Primula albenensis
Testo di Pino Falgheri - immagini di Cesare Solimbergo, Luigi Boglioni e Pino Falgheri




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Primula albenensis Premessa

Se è vero che il "locus classicus" della Primula albenensis è il M.Alben, è altrettanto vero che uno dei luoghi più belli in cui questo splendido fiore cresce è la Val d''Ancogno, una zona impervia situata sulla destra orografica del torrente Stabina (la valle Stabina è un ramo dell''alta Valle Brembana).
Molti Soci del FAB ritengono che questo sia realmente uno dei templi naturalistici più belli ed intatti delle Prealpi Orobie e lo hanno frequentato più volte.
La bellezza degli ambienti è eccezionale nella sua integrità. La ricchezza di flora (in particolare di specie rare e endemiche) è straordinaria.
Qui vivono numerosi animali e in particolare colonie di camosci che è facile avvistare.
Ma soprattutto qui, sulle strapiombanti pareti costituite da dolomia principale, regna Primula albenensis, rarissimo endemita orobico (anzi campanilisticamente direi meglio endemita bergamasco visto che, come la Linaria tonzigii, non è stata ancora reperita al di fuori dei confini amministrativi della provincia di Bergamo!).
Questo itinerario vuole pertanto stimolare gli appassionati di flora e di montagna a conoscere un luogo unico, che, a parte i mesi più freddi, è facilmente percorribile in ogni stagione.
Per ammirare la Primula albenensis occorre tenere presente che il periodo migliore è la prima metà di maggio, anche se esiste una certa sfasatura tra il periodo di fioritura alle quote più basse ancora nel bosco (fine aprile) e le quote più alte, ove addirittura può essere ancora fiorita a metà giugno!


L''itinerario

A chi percorre in auto la provinciale che conduce da Olmo al Brembo a Valtorta, la Val d''Ancogno appare in tutta la sua selvaggia bellezza guardando in alto a sinistra poco dopo il breve tunnel che si incontra superato il bivio per Ornica.
Ma l''accesso per chi la volesse percorrere a piedi è qualche chilometro oltre, quando un ponte di recente costruzione permette alla provinciale di passare sulla destra orografica: qui occorre girare subito a sinistra dopo il ponte in una stradella sterrata che porta ad un''area attrezzata con tavoli e panche per pic-nic.
Lasciata l''auto, si deve percorrere per qualche centinaio di metri una carrareccia che conduce ad una bella baita con pascolo a circa 850 m slm.
La Val d''Ancogno La Val d''Ancogno La Val d''Ancogno
Proprio prima del pascolo un cartello di legno indica "Sentiero delle marmitte": attualmente questa è una delle poche e scarse indicazioni che ci sono.
Certamente la carenza di segnaletica e il sentiero in più punti malmesso sono problemi che andrebbero valutati dalle Amministrazioni locali, e tuttavia l''itinerario proposto, percorso con adeguata attrezzatura da montagna e con attenzione, non presenta pericoli particolari. In questa prima parte il sentiero contorna il pascolo e poi penetra in una bella pecceta e poi in una faggeta, fornendo già scorci di rara bellezza sul sottostante rumoroso torrente che forma pozze dai magici colori.
Saxifraga vandellii e Primula albenensis Primula albenensis
Tra i fiori che si incontrano in questa prima parte e sui quali non mi soffermo, voglio segnalare la simpatica Aposeris foetida (strofinate in mano una sua foglia e sentirete un caratteristico odore che sembra quello della buccia di patata!).
Dopo circa mezzora di cammino in moderata salita, si raggiunge così un enorme masso che forma una sorta di anfratto e qui, già alla fine di aprile, cresce copiosa la splendida Primula albenensis.
Una caratteristica di questo fiore è proprio il fatto di esigere per la sua crescita piccoli o grandi anfratti al riparo d''acqua e di vivere solo grazie all''umidità relativa dell''aria.
Non è raro infatti trovarla in piccole nicchie o sotto sbalzi rocciosi sopra i quali invece, più esposta agli agenti atmosferici, cresce Primula glaucescens.
Aposeris foetida Primula glaucescens
Il sentiero ora si porta al torrente e, grazie ad un ponticello di legno malmesso (attenzione!!) passa sul versante destro orografico della valle e poi risale faticosamente guadagnando un centinaio di metri di quota.
Se guarderete con occhio attento gli sbalzi rocciosi sopra di voi vedrete quante primule ci sono!
Successivamente il sentiero si abbassa di pochi metri per guadare nuovamente il torrente (attenzione alle rocce umide!) e riportarsi sul versante sinistro.
Qui la valle appare in tutta la sua incontaminata bellezza e l''acqua forma, passando sopra un enorme masso incastratosi sul fondo, una cascatella meravigliosa che nasconde dietro di sé una piccola grotta (se la portata d''acqua non è abbondante vi potrete avvicinare con attenzione per non scivolare sulle viscide rocce e scattare belle immagini).
Tutto attorno sulle pareti circostanti regna la nostra primula!. Il sentiero affronta ora la parte più faticosa e risale per circa duecento metri fino ad arrivare ad un salto che racchiude splendide "marmitte dei giganti".
Ora, dopo circa un''ora e mezzo di cammino, ci possiamo fermare in questo luogo magico, sedendoci sui levigati massi del torrente, cullati dal fruscio delle acque e incantati dalla loro limpidezza (1200 m circa). Memorabili, sulla via del ritorno nelle giornate calde e assolate, sono spesso stati in queste vasche naturali i nostri pediluvi ristoratori (non credo inquinanti più di tanto, e che vivamente vi consigliamo!!). Qui più tardivamente si osserva sulle rocce anche la fioritura di Physoplexis comosa, Telekia speciosissima, Campanula raineri ed elatinoides, ma già a fine aprile è di solito fiorito anche il superbo Lilium bulbiferum ssp croceum.
In ogni caso non vi stancherete mai di ammirare Primula albenensis, a maggio regina incontrastata di queste rupi dolomitiche.
La Val d''Ancogno La Val d''Ancogno La Val d''Ancogno



















Dopo la sosta si guada nuovamente il torrente e si ripassa sul versante destro per salire ancora nel bosco fino a sbucare dopo mezzora in un enorme e straordinario anfiteatro roccioso, dominato da una possente parete con cascata (ad inizio aprile è talvolta ancora ghiacciata!) a circa 1450 m.
Piccoli gruppi di camosci si possono facilmente avvistare sui ripidi prati erbosi colonizzati da mughi e attorno alle lingue residue delle slavine.
Se dopo avere superato seicento m di dislivello avrete ancora forze portatevi, sempre seguendo il sentiero che si fa ora decisamente ripido, alla base della grande parete con cascata, dove è incredibile la quantità di Primula albenensis che qui vive spesso assieme all''altrettanto splendida Saxifraga vandellii.
Chi lo volesse, tenendo presente che il sentiero poi supera tratti un po'' pericolosi per la presenza di strapiombi, può continuare fino a sbucare alla testata della valle negli ampi pascoli della Baita delle Raisere, ma credo che anche solo arrivare in questo anfiteatro e goderne degli immensi silenzi sia del tutto appagante.









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Data pubblicazione: 2006-10-18 (441 letture)

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