La lingua cervina ha un’ inconfondibile e caratteristica lamina intera ed allungata, con sori lineari sul retro. La singolarità della lamina dà ragione del nome del genere Phyllitis (J. Hill, 1769-70) derivante dal greco φύλλον (leggi fùllon) che significa soltanto “foglia”. Il secondo termine dell’attuale binomio scientifico, scolopendrium, è stato coniato da Linneo (che inseriva questa felce nel genere Asplenium) e fa riferimento alla forma dei “sori” grossolanamente imitativi dell’aspetto di un “millepiedi” (in latino scolopendra).
In Italia esiste soltanto la subsp. scolopendrium.
Nel tempo questa specie, come capita per la maggioranza delle felci, ha cambiato numerosi nomi. Dal primitivo Asplenium scolopendrium L. (1753) si è passati successivamente a Scolopendrium vulgare Smith(1793), Scolopendrium officinarum Swartz (1801), Scolopendrium officinale DC. (1815) e Scolopendrium phyllitis Roth (1800), per finire al nome attuale di Phyllitis scolopendrium (L.) Newman (2005, cfr Conti, Abbate, Alessandrini, Blasi, An Annotated Checklist of the Italian Vascular Flora, p. 37).