TRA NATURA E STORIA, CAMMINANDO IN TRANQUILLITA' A MONTISOLA Testo e fotografie di Danilo Donadoni
L'Itinerario e le informazioni sono ricavate dall'escursione naturalistica effettuata nella primavera del 2008 dall'Associazione Botanica Bresciana (ABB) e dal gruppo Flora Alpina Bergamasca (FAB). Si ringrazia Livio Pagliari (ABB).
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Peschiera Maraglio 190m – Cure 460m – Santuario della Ceriola 600m – Masse 399m Siviano 253m – Olzano 340m – Novale 237m – Carzano 190m – Peschiera Maraglio
Montisola con i suoi 4,5 kmq è l’isola lacustre più grande dell’Europa centro-meridionale, una montagna nel centro del lago d’Iseo. La morfologia dell’isola è caratterizzata da un versante orientale molto ripido, con pareti rocciose coperte da fitti boschi poco praticabili, mentre il versante rivolto ad occidente è costituito da dolci pendii, un tempo dedicati all’agricoltura, dove si trova la maggior parte dei centri abitati. Il nostro itinerario inizia da Peschiera Maraglio, dove si sbarca dal traghetto proveniente da Sulzano, si risale per sentiero ben segnalato, il versante sud-ovest della montagna tra boschi di carpino nero (Ostrya carpinifolia), frassini (Fraxinus excelsior) e roverelle (Quercus pubescens). Tra boschi e piccoli coltivi si giunge a Cure, la frazione più alta dell’isola, antico centro rurale dove in passato si lavavano, si pulivano e si stendevano al sole la lana, le tele e la canapa usata per fare le reti. Qui parte la mulattiera che in breve ci porta al Santuario della Madonna della Ceriola, punto più elevato dell’isola e dell’escursione, splendido punto panoramico su tutto il Sebino e il territorio circostante. In giornate calde e di bel tempo non è raro vedere il volteggio del nibbio bruno (Milvus migrans) che ha il suo nido sulle pareti scoscese o sostare nell’aria il gheppio (Falco tinnunculus), sempre alla ricerca di piccoli insetti.

Il Santuario del 12° secolo è costruito su uno sperone roccioso di Dolomia a Conchodon, la formazione rocciosa più antica dell’isola, appoggiato su strati più giovani. Ci si dirige verso nord attraversando la “Terra Promessa”, la pianura più estesa dell’isola circondata da castagneti, quindi si raggiunge Masse, un borgo ben conservato, antico insediamento agricolo del 10° secolo.
Si scende di quota percorrendo stradine immerse nel verde fino ad incontrare l’abitato di Siviano dominato dalla bella torre medievale, la frazione più popolata dell’isola e sede comunale. Dal centro di Siviano prendiamo la vecchia strada acciottolata consumata da secoli di cammino, nei pressi della quale possiamo osservare alcuni massi erratici testimoni silenziosi dell’azione glaciale che ha modellato il territorio. In primavera, nei prati che si incontrano tra una frazione e l’altra, fioriscono abbondanti le orchidee spontanee, e per il naturalista Montisola è veramente uno scrigno di biodiversità.
Salendo si arriva al piccolo nucleo di Olzano, la frazione più settentrionale di Montisola, dove lo sguardo rivolto a nord permette di vedere l’isola di Loreto e i monti dell’alto Sebino dominati dalla mole del Monte Guglielmo, dalla Corna Trentapassi e dal Monte Bronzone. Sempre percorrendo un’antica mulattiera si scende ora verso il vertice nord-est dell’isola, attraversando il piccolo borgo di origine medievale di Novale, e arrivando così a Carzano, tipico villaggio di pescatori costruito direttamente a lago. Nel porticciolo si possono vedere i telai e gli archetti per essiccare il pesce al sole, come le rinomate “sardine”, e la tipica barca da pesca del lago d’Iseo, il “Naet”, dalla caratteristica forma affusolata.
L’ultima parte dell’escursione è meno interessante, ma non faticosa perché si percorre la pianeggiante strada in riva al lago che ci riporta a Peschiera Maraglio, chiudendo il periplo di questo piccolo mondo così vicino geograficamente, ma così lontano dal nostro quotidiano vivere.

* Curiosità: Il territorio si chiama Montisola mentre il Comune è Monte Isola. Non è permesso traghettare automobili (le uniche ammesse sono quelle dell’ Amministrazione comunale, dell’ufficio postale, del medico e qualche veicolo usato per il lavoro); i motocicli sono riservati solo ai residenti e si può circolare a piedi, in bicicletta o con l’autobus del servizio pubblico comunale che collega le frazioni. I due principali punti di attracco sono Carzano e Peschiera Maraglio, raggiungibili in battello rispettivamente da Sale Marasino e Sulzano. Famosa per la produzione di reti, antica come la sua storia, per i cantieri dove si costruiscono le caratteristiche barche in legno del lago (i cosiddetti “naecc”), il pesce essiccato al sole e conservato sott’olio e per il caratteristico salame con la carne di maiale tagliata a coltello e non macinata. Si produce un ottimo olio extravergine d’oliva dal sapore caratteristico. Gli isolani quando devono attraversare il lago dicono che vanno in terraferma!
Parcheggio: meglio lasciare le auto negli ampi parcheggi a pagamento a monte dell’abitato di Sulzano
Tempo di percorrenza: 4/5 ore
Dislivello: 500 m circa
Difficoltà: facile. E’ richiesta una discreta preparazione fisica
Stagione consigliata: Primavera, ma interessante in ogni stagione
Distanze: Bergamo - Sulzano, via autostrada A4 – uscita Rovato, Km 50 circa
Copyright © by F.A.B. - Flora Alpina Bergamasca - All Rights Reserved. Data pubblicazione: 2008-11-07 (719 letture) |