Questo nuovo recente binomio scientifico applicato ad una comune pianticella dai fiori bianchi diffusa sui macereti calcarei, appartenente alla famiglia delle Brassicacee (già Crucifere) e fino al 1985 conosciuta come
Hutchinsia alpina (L.) R.Br. ha una ricca storia sinonimica, in quanto nel tempo ha cambiato ben cinque diversi nomi di genere, con la seguente sequenza:
- 1756 Lepidium alpinum L., (“Amoenitates academicae”, 4, p.321): da questa prima classificazione linneana proviene il secondo termine del binomio scientifico della specie, che è rimasto immutato nel tempo, salvo il cambio alternativo del genere (neutro o femminile). Il termine Lepidium deriva dal greco Lepis-ídos (= squama di pesce) per la forma del frutto (siliquetta).
- 1812 Hutchinsia alpina R.Br. Questo binomio è stato creato dal botanico inglese Robert Brown (e pubblicato in W. Aiton, Hortus kewensis, vol. 4, pag. 82) che dedicò la pianta alla collega irlandese Miss Hutchins, in quel tempo esploratrice delle Alpi.
- 1832 Noccaea alpina Reich. Questo binomio è stato coniato dal botanico tedesco H.G.L. Reichenbach, in Flora germanica excursoria, pag.663 che ha dedicato la pianta al botanico italiano Domenico Nocca, autore con G. Battista Balbis, della Flora ticinensis.(1816) e prefetto dell’Orto Botanico di Pavia.
- 1884 Capsella alpina Nob. Questo nuovo cambio di genere è stato proposto da Cesati, Passerini e Gibelli , autori del Compendio della Flora Italiana pag. 824, desumendone il nome dal diminutivo latino di capsa (= scatoletta) per la forma del frutto.
- 1891 Pritzelago alpina Kuntze : questo botanico tedesco, K.E.O. Kuntze, ha dedicato la pianta al medico Georg August Pritzel (1775-1869); la desinenza”ago” applicata ad un nome deriva dal verbo latino “agere” col significato in generale di celebrare qualcuno, quindi “in onore di.[Pritzel]”.
- 2004 La precedente denominazione è stata ripresa nel 2004 da Aeschimann, Lauber, Moser, Theurillat , 2004, nell’ opera Flora Alpina, ed. italiana Zanichelli, vol . 1°, pag. 568 che l’hanno desunta dall’opera di K.E.O. Kuntze, Revisio Generum Plantarum vascularium omnium vol. 1: 35 e che, aggiornata, è divenuta Pritzelago alpina (L.) Kuntze, sostituendo il precedente nome scientifico Hutchinsia alpina R.Br., che il più noto dal 1812 e che è quello ancora riportato da S: Pignatti in Flora d’Italia, 1982.vol. 1° pag. 443.
Foto: vedi pag. 37 Sentiero dei fiori.