Anche in questo caso il binomio scientifico è stato creato da C. Linneo sia per il genere (1737, Genera plantarum) che per la specie (1753, Species plantarum p. 717).
Il nome greco Dryas significa “quercia” e fa riferimento alla forma della lamina delle foglie di questo suffrutice prostrato appartenente alla flora artico-alpina e che si insedia sui ghiaioni e sui detriti calcarei dell’Arera; le foglie, che crescono in rosetta all’apice dei rami, sono ellittiche, crenate, revolute al margine e niveo-tomentose sulla pagina inferiore e somigliano molto a quelle di una quercia.
I suoi fiori sono grandi, solitari e possiedono normalmente una corolla di otto petali bianchi, da cui il nome octopetala per la specie.
Il nome italiano del genere, “camedrio”, ha uguale significato di quello scientifico, perché composto dal prefisso chamae (= simile a) + drias = quercia.
Foto: vedi pag. 53 Sentiero dei fiori