Il nome del genere è stato creato da C. Linneo nel 1735 ((Systema naturae, la sua prima opera botanica) e da lui confermato nel 1737 in Genera plantarum, p. 424, traendolo dal vocabolo latino astrum = stella, per la forma del suo capolino; egli però nel 1753 (Species plantarum, 886) iscrisse questa pianta nel genere Doronicum con il basionimo di Doronicum bellidiastrum L., il cui nome di specie richiama l’aspetto della comune margheritina dei prati (Bellis perennis L.)
Ma il binomio scientifico fu cambiato nel 1769 dall’italiano Giovanni Antonio Scopoli (Anni historico-naturales, 2: 64) e divenne Aster bellidiastrum (L.) Scop., che è quello ancora oggi ritenuto valido, col significato generale di “Pianta con fiore a forma di stella e simile alla margheritina di prato”.
Questa piantina, che decora i pascoli alpini calcarei da 1100 a 2500 metri e le rupi stillicidiose, è ancora conosciuta col sinonimo di Bellidiastrum michelii Cass., utilizzato da Adriano Fiori nel 1924 (Nuova flora analitica d’Italia, vol. 2°, pag. 609), binomio che era stato creato nel 1816 dal botanico francese Alexandre Henri Gabriel [vicompte] de Cassini (1781-1832), in onore del botanico fiorentino Pietro Antonio Micheli (1679-1737).
Foto: vedi pag. 56 Sentiero dei fiori
Errata corrige: L'immagine riportata sul libretto cartaceo Sentiero dei fiori, corrisponde a Leucanthemum vulgare Lam. agg.- ce ne scusiamo con i lettori. La foto corretta è qui a fianco.