Il binomio scientifico è linneano (1753, Species plantarum, 884); nel genere utilizza il nome Arnica già da lui proposto nel 1735 (Systema naturae) e che deriva, deformato, dal greco πταρμικός (leggi ptarmikόs) col significato « che fa starnutire », in quanto la radice di questa pianta, se sfregata, libera un’essenza leggermente pungente e irritante che provoca lo starnuto (cfr. F.Perugini Billi, 2000, Le nostre piante medicinali, Junior, p.26.)
Il nome di specie, montana, è facilmente interpretabile come suo luogo “montano” di crescita.
Si precisa inoltre che l’arnica appartiene alle specie medicinali, ma che per l’uso interno essa deve essere considerata come pianta velenosa (cfr. Giovanni Negri, 1960, Erbario figurato, 2^ ed., 1974, pag 394); anche l’uso esterno sotto forma di olio, di impacchi e di pomate contro ematomi e contusioni va utilizzato con precauzione e sotto controllo medico.
Il nome dialettale bergamasco, dove quest’erba era molto conosciuta per le sue proprietà antitraumatiche è identico a quello italiano e latino.
Foto: vedi pag. 73 Sentiero dei fiori