Il binomio scientifico di questa pianta alpina è stato coniato nel 1944 dal botanico austriaco Rechinger Karl Heinz (=Rech. f.) che ne pubblicò la prima descrizione nel repertorio berlinese Feddes Repertorium Specierum novarum Regni vegetabilis, 52-69, 1943-1964; egli separò infatti questa specie da Crepis jacquinii Tausch con cui era stata fino allora confusa; quest’ultima è oggi limitata alle popolazioni del bordo settentrionale delle Alpi e dei Carpazi, Crepis kerneri è invece una specie orofita Estalpino-Dinarica che vive sulle zolle pioniere a Carex firma, su terreno calcareo, come in Arera.
Il nome del genere Crepis, secondo Cesati, Passerini, Gibelli (1867-1901, Compendio della Flora Italiana, p. 454) esso «corrisponderebbe al nome greco della C. (Pterotheca) Dioscoridis», ma il senso non è del tutto chiaro.
Secondo Giuseppe Dalla Fior (1926, La Nostra Flora, 3^ ed.,1974, p. 666) deriva invece «dalla parola greca κρηπίς (leggi “crepís”) = sandalo, forse per la forma dei frutti».
Secondo Eva Mameli Calvino (1992, Piante da fiore e ornamentali, pag.62) esso deriva dal greco krepis = calzare, ma «per la forma delle foglie basali di alcune specie, adagiate al suolo».
Il nome della specie kerneri fa riferimento invece al botanico austriaco A. J. R. Kerner von Marilaun (1831-1898), professore a Innsbruck e Vienna, in onore del quale Rechinger ha denominato la nuova specie.
Foto: vedi pag. 77 Sentiero dei fiori