Questa pregevole specie endemica dell’Insubria, trae il nome del genere dalla forma del suo fiore, che somiglia ad una piccola campana; tale denominazione generale per tutte le specie (1735, Systema naturae) è opera dello svedese Carlo Linneo, “padre” della botanica moderna.
Diverse sono invece le tradizioni che spiegano il suo secondo nome scientifico: esso fa riferimento all’arciduca Raineri d’Austria, allora Vice-Governatore del Regno Lombardo-Veneto, al quale la specie fu dedicata dalla botanica comasca Candida Lena Perpenti (che l’aveva scoperta in Valsassina nel 1815), “perchè egli si dimostrava protettore esimio delle scienze”.
La pubblicazione valida della nuova specie è stata fatta dalla stessa Perpenti sulla rivista.Biblioteca italiana, ossia Giornale di Letteratura, Scienze ed Arti, 1817, Milano,. Tomo 5°, pag. 134.
Un’altra tradizione riferisce invece che la nuova specie nel 1816 venne dedicata dalla scopritrice ad un omonimo arciduca austriaco, cioè Moritz Rainer de Haarbach, studioso della flora delle Prealpi venete, che in quell’anno si trovava di passaggio a Bellano.
Per il Bergamasco la specie è citata sia da L. Rota (1853, Prospetto della flora della Provincia di Bergamo, p. 60), che da Rodegher-Venanzi (1894, Prospetto, ecc. Pag. 63).
Foto: vedi pag. 104 Sentiero dei fiori