Interessante è la spiegazione del binomio scientifico proprio di questa specie di orchidea spontanea, coniato nel 1813 dal botanico scozzese Robert Brown e pubblicato da William Aiton, in Hortus kewensis, or a Catalogue of the Plants cultivated in the Royal Botanic Garden at Kew,modificando il basionimo linneano Orchis conopsea (1753, Species plantarum: 942).
Per formarlo Brown ha preso in considerazione le caratteristiche proprie di questa specie di orchidea e cioè la mancanza di una borsetta alla base dell’antera, per cui le ghiandole (in greco adèn) dei pollinii sono scoperte (in greco ghymnos = nudo) e l’aspetto del suo lungo sperone filiforme che è simile alla proboscide della zanzara (in greco konops).
Il nome italiano “manina rosea” fa invece riferimento al suo colore ad alla forma dei suoi tuberi palmati.
Foto: vedi pag. 139 basso Sentiero dei fiori