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SAMBUCUS NIGRA L. - Sambuco
Estratto da un articolo di botanica farmaceutica




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Famiglia: Caprifoliaceae.

Habitat: Siepi, incolti e macerie di zone umide, pressi di vecchie case coloniche, sentieri e prode di fossi.

Morfologia: È un arbusto di 3-5 metri di altezza con corteccia verde scura sui rami giovani, successivamente cinereo-brunastra, cosparsa di lenticelle verrucose. I rami hanno la zona centrale costituita da midollo spugnoso biancastro e presentano sulla corteccia, alla caduta delle foglie, le cicatrici a semiluna.
Le foglie opposte, picciolate e pennate sono composte da 5-7 foglioline brevemente picciolate, ellittiche, cuneate alla base, dentellate al margine, acuminate. I fiori con corolla gamopetala a 5 lobi, biancastra tendente al giallo chiaro, sono riuniti in corimbi terminali di 10-20 centimetri di diametro. I frutti sono piccole drupe globose violaceo-bluastre a maturità. Le foglie, stropicciate, emanano sentore disgustoso, i fiori odore greve.

Parti da raccogliere: Corteccia seconda, foglie, fiori, frutti.

Epoca di raccolta: Corteccia seconda: primavera o autunno. Si libera dal sughero quando si stacca dal ramo. Si presenta verdognola all’esterno e bianchiccia all’interno, da essiccata bianco-grigiastra, sottile, leggera e fragile. Foglie: estate; Fiori: maggio-giugno; Frutti: agosto-settembre; Erboristeria, parti usate: Corteccia seconda, foglie, fiori, frutti.

Principi attivi: Corteccia seconda: tannini, resine, sali di potassio, sambucina, acido valerianico. Foglie: tannini, acido malico, acido valerianico, essenza, carotenoidi, sambucina, sambunigrina. Fiori: essenza, sambucina, sambunigrina, flavonoidi, colina, sali di potassio. Frutti; glicosidi antocianici, acido citrico, malico e tartarico, sambunigrina e pectina.

Proprietà: Le foglie e la corteccia seconda essiccate godono di proprietà diuretiche e lassative. È molto difficile individuare la dose ottimale per cui conviene escluderle dall’uso familiare. Dosi errate provocano nausea, vomito, diarrea, spasmo intestinale e vertigini. Responsabile di questa sintomatologia sembra la corteccia fresca, le foglie fresche e i frutti verdi per la loro elevata tossicità, che provoca senso di raschiamento e bruciore in gola, scialorrea, nausea, vomito, diarrea, cefalea, respirazionedifficoltosa, crampi. Le foglie essiccate e polverizzate si usavano secondo la tradizione erboristica per cataplasmi da porre sulle emorroidi infiammate. I fiori godono di azione diuretica, diaforetica e antinevralgica, utili nelle malattie da raffreddamento- raffreddore, tosse, febbre, nevralgie e dolori reumatici per la loro capacità di favorire la rimozione dei prodotti di degrado dall’organismo. Inoltre attenuano la gravità degli attacchi della rinite allergica da pollinosi. L’uso non va mai protratto a lungo per la presenza del glicoside cianogenetico sambunigrina, che per idrolisi produce acido cianidrico, aldeide benzoica e glucosio. I fiori, per un’azione depurativo-drenante e febbrifuga di maggiore intensità, si associano di solito a quelli di epilobio, spirea e camomilla, alle sommità favorite di verbena e alla corteccia di salice. Inoltre godono di blanda attività lassativa e rinfrescante se si associano a quelli di malva, altea e viola. Sono tuttora diffuse a livello popolare le vecchie ricette a base di fiori per gargarismi nella tonsillite, per sciacqui nella congiuntivite, per pediluvi nella gotta, per impacchi nelle eruzioni cutanee. I
fiori freschi applicati sulla cute provocano forte irritazione con eritema e flittene, viceversa essiccati hanno proprietà emolliente e lenitiva su foruncoli, scottature ed emorroidi. I frutti maturi svolgono azione diuretica-depurativa, antinevralgica e lassativa. Per un’efficace azione antinevralgica ne servono purtroppo dosi elevate, che però, come effetto collaterale, manifestano attività lassativa intensa.

Preparazioni: Infuso o enolita dei fiori, frutti al naturale, succo, sciroppo, marmellata; Cosmesi: Parti usate Fiori.

Funzioni: La moderna fitocosmesi con i principi estratti da questi fiori mette a punto lozioni astringenti, decongestionanti ed emollienti per normalizzare la secrezione sebacea, bagnoschiuma, emulsioni e maschere per pelli impure e grasse, acque distillate come tonico per pelle seborroica. L’antica ricetta del bagno emolliente e lenitivo con l’infuso dei fiori tuttora gode di meritato credito per normalizzare il film idroacidolipidico cutaneo, alterato dall’azione violenta di quei detergenti cutanei che non rispettano l'equilibrio epidermico.

Alimentazione: Parti usate fiori, frutti. Modalità d’uso: Fiori: frittelle dolci e salate, per dar aroma a marmellate, succhi, sciroppi, vino, grappa. Altri impieghi: Parti usate Legno, midollo, frutti.

Elaborazione:Il legno dei rami serve per fabbricare gli strumenti musicali a fiato, mentre quello delle radici per gli stetoscopi. Il midollo era impiegato, ma può anche esserlo tutt’ora, per includere le particelle di organi da sezionare per studiare al microscopio. I frutti servono per tingere le fibre naturali nelle varie tonalità del viola. Mordenzando ad esempio con allume di potassio e cremortartaro si ottiene il viola più o meno carico, se però si aggiunge al bagno-colore l’acido ossalico si ottiene il violetto-rossastro, invece se si aggiunge l’aceto bianco il color magenta.

Frittelle di fiori
Si prendono le ampie ombrelle di fiori, privandoli dei peduncoli, si lavano velocemente, si lasciano sgocciolare, si bagnano nella pastella preparata con acqua, farina e sale q.b., si friggono in abbondante olio, si scolano con il mestolo forato, si passano sulla carta assorbente e si servono calde e croccanti.

Aceto aromatico
Si mettono in un vaso di vetro 1 litro di aceto di vino bianco, 50 grammi di foglie fresche di dragoncello e 200 grammi di fiori di sambuco senza peduncoli. Si chiude il recipiente, si lascia macerare per 10 giorni al calore del sole, si scuote 1-2 volte al giorno, si filtra e si conserva in una bottiglia di vetro scuro. Quest’aceto serve per insalate, salse, bolliti di carne o di pesce, legumi e patate lessati.

Cavolo cappuccio al sambuco
Si prende un cavolo cappuccio, si taglia a listarelle, si cuoce velocemente al dente in acqua salata, si scola, si condisce con il sale e una manciata di frutti interi di sambuco. Si mescola velocemente, si versa il tutto in una pirofila, si distribuisce qua e là qualche riccio di burro. Si mette al forno a 180 °C per 10 minuti. Si serve caldo. Per 4 persone.

Liquore di sambuco
Si prendono 500 grammi di frutti di sambuco, si pestano e si lasciano fermentare per almeno 12 ore, si filtra e il succo ottenuto si pone in un vaso con 250 grammi di zucchero, la buccia, soltanto il giallo, tagliata a listarelle di un limone, 10 foglie di cedrina, Lippia citriodora, e tanto alcool a 95° quanto serve per riempire un vaso da 2 litri. Si pone il recipiente a macerare al calore del sole, si scuote una volta al giorno durante la prima settimana, si lascia riposare per un paio di mesi prima di filtrare e iniziare il consumo.

Frappè
Si mettono nel frullatore 350 grammi di frutti, 12 cubetti di ghiaccio tritato, 1 bicchiere di latte freddo, 1 bicchierino di brandy. Si lascia il tutto frullare per una paio di minuti. Si serve. Per 4 persone.

Bevanda di latte di soia
Si prendono 500 grammi di frutti maturi, si passano al frullatore con 50 grammi di zucchero di canna e 500 cl di latte di soia. Si serve freddo con una foglia di menta e una scorzetta di limone nel bicchiere.

Sambuco alla cannella
Si raccolgono 300 grammi di frutti di sambuco, si mettono in una terrina con 2 cucchiai di miele di acacia, 150 grammi di yogurt e l’odore della cannella. Si mescola e si lascia macerare il tutto almeno per un paio d’ore in frigorifero.
Al momento di servire si uniscono 3 cucchiai di pinoli. Per 4 persone.

Sambuco allo spumante
Si raccolgono 350 grammi di frutti di sambuco, si mettono in una terrina con 1 cucchiaio di miele di acacia, 10 foglie di cedrina, 1 bicchierino di brandy, si mescola e si lascia riposare almeno per 2 ore nel frigorifero. Al momento di servire si versa un bicchiere di spumante, si mescola e si serve. Per 4 persone.

Crepes al kiwi
Si preparano 12 crepes, su ognuna si stende un velo di marmellata di sambuco, una spruzzatina di buccia grattugiata di limone, una leggerissima di cannella e delle fettine molto sottili di kiwi. Si ripiegano, si pongono in una pirofila, si cospargono di zucchero, si mettono al forno a caramellare, si bagnano con la grappa, si fiammeggiano e si servono. Per 4 persone.

Sciroppo
Si prendono 300 grammi di frutti maturi, si mettono in una terrina per 72 ore con 300 grammi di zucchero, quindi si fa bollire il tutto per 5 minuti, si passa al setaccio evitando di schiacciare. Questo sciroppo accompagna i dessert a base di frutta o serve per dar sapore ed aroma a macedonie di frutta.

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Data pubblicazione: 2005-09-29 (7412 letture)

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