F.A.B. - Flora Alpina Bergamasca


Stampa la pagina

DUE NUOVE SPECIE DESCRITTE PER IL TERRITORIO BERGAMASCO
Le due Alchemille - a cura di Germano Federici e Enzo Bona

Alchemilla bonae S.E. Fröhner, nov. spec. (sect. Splendentes Buser)



Alchemilla federiciana S.E. Fröhner, nov. spec. (sect. Glaciales Buser)


Descrizione completa




Articolo su "L'ECO DI BERGAMO" del 2 aprile 2006

Ai laghi Gemelli scoperta una nuova Alchemilla

E’ stata chiamata “federiciana” in onore del professore che l'ha trovata. Federici: una grande soddisfazione


Un grande atlante con la geografia delle piante esistenti in tutta la Bergamasca è in fase di eleborazione: si tratta del frutto di 15 anni di lavoro sul territorio alla ricerca di tutti i vegetali, dalle famiglie più appariscenti fino ai gruppi critici, cioè quegli aggregati di specie che non si riproducono sessualmente e quindi tendono a essere molto simili e difficili da discriminare.
Proprio nell'ambito di questa ricerca a tappeto è giunta una sorpresa d'alta quota. Sono state scoperte nuove entità: due esemplari di Alchemilla che sono state catalogate dal massimo esperto in materia, il pastore protestante Sigurd Frohner di Dresda, in Germania, il quale ha pubblicato la scoperta sulla rivista specializzata Wulfenia. E per rendere omaggio ai fortunati e tenaci scopritori, Frohner ha battezzato le due piante critiche con i loro nomi: Alchemilla federiciana e Alchemilla bonae. La prima è stata trovata dal bergamasco Germano Federici di Seriate nella zona a sud dei Laghi Gemelli, mentre la seconda è stata colta dal bresciano Enzo Bona di Capodiponte al passo della Crocetta nella zona dell'Alben.
"E’ stata una grande gioia - spiega Germano Federici, che insegna ai liceo Lussana di Bergamo - scoprire questa nuova pianta. E ammetto anche un pizzico di orgoglio perché Frohner le ha assegnato il mio nome. Mi ricordo che, quando la vidi in alta quota, mi colpì per la forma a dentatura grossa. Chissà da quanto tempo esisteva. Ora abbiamo aggiunto un tassello alla nostra ricerca che dura da anni".
Il professor Federici appartiene al Gruppo flora alpina bergamasca (FAB) che è stato fondato nel 1988. Il FAB coltiva contatti privilegiati con le istituzioni bergamasche che ne condividono i fini, in particolare con l'Orto botanico Lorenzo Rota, con il Museo di scienze naturali, con la Provincia (Assessorato alla Cultura e d'Ambiente) e con il Comune di Bergamo. Proficue sono anche le collaborazioni con le Università lombarde e con i Musei di scienze naturali di molte città italiane e di alcune straniere.
Dal 1989 il FAB sta portando avanti un'attività di indagine floristica denominata dapprima progetto di revisione della flora spontanea bergamasca e poi, dal 2001, "Atlante corologico delle piante vascolari del territorio bergamasco". Questo difficile lavoro, che richiede grande impegno e serio rigore scientifico, è tuttora in atto e costituisce l'attività scientifica di punta del FAB. Un lavoro che richiede tanta passione, proprio come quella di Germano Federici. Il professore, infatti, una volta lasciata la cattedra si incammina sui sentieri della Bergamasca, dalla pianura alle Orobie, per catalogare le piante che incontra sul suo cammino. In casa, lo zaino è sempre pronto e bene in vista, difficilmente lo si trova nell'armadio. E quando rincasa, Germano Federici trasforma il tavolo della cucina in uno spazio espositivo di botanica dove scegliere il meglio delle piante raccolte. Un lavoro che gli ha consentito di scoprire la nuova Alchemilla e che contribuirà a completare l'atlante delle piante bergamasche.

Vedi la pagina di  "L'ECO DI BERGAMO"




Pagina proveniente dal sito:
F.A.B. - Flora Alpina Bergamasca
http://www.floralpinabergamasca.net/

Indirizzo pagina:
http://www.floralpinabergamasca.net/pagina_119.html