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CURIOSITA' SU POLYGONUM BISTORTA



Polygonum bistorta L.
Poligono bistorta, Serpentaria
La spiegazione del nome latino e italiano di questa erba, diffusa in tutta Italia (tranne che nelle isole) e propria dei prati concimati e ricchi di nitrati, è abbastanza semplice, in quanto il binomio scientifico fa preciso riferimento alla forma di alcune parti nascoste della pianta stessa che, per altro, è facilmente riconoscibile, in quanto si presenta con una rosea, unica e compatta spiga all’apice del caule. Per capire la ragione del nome scientifico e volgare bisogna però risalire alle caratteristiche morfologiche del fusto e della radice: il primo si presenta nodoso, la seconda incurvata due volte a guisa di serpente. In base a tali caratteristiche Carlo Linneo ha costruito prima (1737) il nome del genere, unendo le due parole greche πολύς (leggi polùs = molto) e γόνυ (leggi gònu = nodo di stelo) e cioè “piante con molti nodi”, poi (1753) quello della specie, utilizzando i vocaboli latini bis (= 2 volte) e tortus (= tortuoso), chiamando quindi complessivamente l’erba “Poligono dalla radice due volte contorta”. Enrico Caffi nel suo Vocabolario bergamasco di Storia Naturale – Botanica (1932) riporta soltanto due nomi dialettali per questa erba, Lenguete per Carona e Tortorela per Costa Imagna.
Polygonum bistorta


 

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