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CURIOSITA' SU HEPATICA NOBILIS



Hepatica nobilis Miller
Erba trinità
Apparentemente semplice sembra la spiegazione del nome scientifico e italiano di questa pianta; invece entrambi hanno lontane origini medioevali, una sacrale e una profana, ma che fanno entrambe riferimento alla inusuale forma delle sue foglie; infatti il nome italiano deriva da quello latino-medioevale della pianta, herba trìnitas, (ricordato da P.A. Mattioli nel 1544), perchè negli affreschi e nelle sculture medioevali delle chiese europee si utilizzava la caratteristica forma delle sue foglie per raffigurare simbolicamente il mistero della Santissima Trinità (unica foglia con tre lobi uguali = Unico Dio, in tre Persone uguali e distinte). A questo significato simbolico si è probabilmente ispirato il botanico inglese P. Miller quando, nel 1768 (?), ha proposto il termine nobilis come specifico di questa pianta, che Linneo nel 1753 aveva classificato come Anemone hepatica L., riprendendo il secondo nome dalla profana e fantasiosa “Teoria della Segnatura”, che nel XVI e XVII secolo affermava il principio che “il Creatore aveva messo un “segno” sulle piante non utilizzabili direttamente dall’uomo come cibo o come fibra, per indicarne le proprietà medicinali”; in questo caso la forma e il colore della pagina inferiore delle foglie richiamano forma e colore del fegato (in greco = epar-epatos), da cui il nome di hepatica; oggi l’uso medicinale di questa pianta velenosa è totalmente abbandonato.
Hepatica nobilis


 

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