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ITINERARIO PRIMAVERILE (dalla Selva di Zandobbio alla chiesetta di S. Bernardo)
Testo di Pino Falgheri, foto di Luigi Boglioni e Pino Falgheri


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Premessa

Le colline attorno a Zandobbio mostrano profonde ferite, dovute ad un''intensa, forse in alcuni punti esagerata attività estrattiva, che peraltro ha dato lavoro e benessere alla popolazione del luogo e non solo: come sempre la medaglia ha due facce e il giudizio cambia a seconda che la si guardi da una parte o dall''altra! In ogni caso negli ultimi decenni, anche a causa della costruzione di numerosi stabilimenti industriali nella piana in cui si insedia, sotto l''aspetto paesaggistico la Selva di Zandobbio ha subito gravi deturpazioni che sono sotto gli occhi di tutti coloro che transitano in quella zona.


Pulsatilla montana Eppure, vero miracolo della natura, anche un''area così alterata dagli interventi antropici custodisce piccoli tesori, e noi con questo breve itinerario ne potremo ammirare uno particolarmente raro in Bergamasca: Pulsatilla montana, splendido fiore precoce, che di solito apre le sue corolle di un intenso colore violaceo verso la fine di marzo.

Molti appassionati di flora del FAB sanno bene che Pulsatilla montana è il simbolo del lecchese Parco del Monte Barro, oppure che sul crinale del bresciano Monte Orfano è particolarmente frequente, e in questi luoghi sono stati ad ammirarla e fotografarla. Sul territorio bergamasco invece questa specie è veramente rara e sono pochissimi i luoghi ove è stata reperita.

Clicca qui per visualizzare la cartina dell''itinerario

L''itinerario (da farsi a fine marzo-primi di aprile)

Superato l''abitato di Zandobbio si continua in auto verso la Selva per alcune centinaia di metri e poi si gira a sinistra in via Sei. Si arriva poi a percorrere la via Grena, ove si segue l''indicazione per il Colle San Bernardo. Lasciata l''auto al termine della via San Bernardo nell''ampio parcheggio asfaltato vicino ad una cava, ha inizio la passeggiata, che altro non è che una stradella all''inizio della quale, al centro della carreggiata, sono inseriti nel cemento sassi bianchi a formare la dicitura "Via Rifugio Stella".

In effetti sarebbe possibile transitare anche in auto, ma noi consigliamo di percorrerla a piedi, anche perché non è molto impegnativa e in circa un quarto d''ora di salita di media difficoltà porta alla Chiesetta di S. Bernardo e al Rif. Stella, gestito dagli Alpini del luogo. Questa stradella, che contorna inizialmente alcune cave tuttora attive, è anche un luogo della memoria, perchè presenta sul lato di monte numerosi piccoli cippi di marmo recanti targhe con i caduti di Zandobbio durante numerose battaglie della Prima e della Seconda guerra mondiale.

La salita si svolge in una boscaglia termofila con prevalenza di nocciolo e roverella. Nel sottobosco un occhio attento scorgerà presto tra l''altro Ruscus aculeatus con le sue eleganti e rotonde bacche rosse (girate le foglie per vedere nella pagina inferiore il fiore… Se siete fortunati perché non sempre si fa vedere!), Daphne laureola
Daphne laureola, Hepatica nobilis, Polygala chamaebuxus (con fiori tanto gialli che rosso-violacei), mentre dove l''ambiente si fa più roccioso non sono rari Asplenium trichomanes, Globularia nudicaulis e Potentilla tabernae-montani.

Polygala chamaebuxus









Purtroppo quando l''occhio si alza non può fare a meno di vedere le ferite inferte alla montagna dalle cave…

Ruscus aculeatus Ma ora siamo arrivati già alla Chiesetta di San Bernardo, poco dopo la quale la strada termina in un piazzale sterrato dove campeggia un obelisco affiancato da due cannoni e subito dietro è stato edificato il rifugio degli Alpini.

Adesso dobbiamo solo portarci nei ripidi prati magri sottostanti la Chiesetta, di recente oggetto di un rimboschimento discutibile con essenze arboree di vario tipo: speriamo che non ne sia ostacolata la crescita futura del nostro fiorellino! Tra l''altro in questi praticelli è evidentissima un''altra ferita, stavolta non meritevole di nessuna assoluzione: i solchi lasciati dai motocross!

Dimentichiamo tutto e, cercando con attenzione anche per evitare di calpestarli, potremo presto trovare magnifici esemplari di Pulsatilla montana, di cui è veramente straordinaria la pelosità bianco-grigiastra.

Dopo averla ammirata e fotografata, certamente concorderete con noi che si tratta di uno dei fiori esteticamente più belli che crescono in Bergamasca, e che meriterebbe ben altra tutela e valorizzazione!!!

 





Pagina proveniente dal sito:
F.A.B. - Flora Alpina Bergamasca
http://www.floralpinabergamasca.net/

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