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DALLA "FOPPA" A CATREMERIO, tra orchidee e vecchie contrade
Testo di Pino Falgheri - immagini di Luigi Boglioni e Pino Falgheri
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L''itinerario che suggeriamo, da effettuarsi preferibilmente nella seconda metà di maggio, ha inizio dalla frazione Foppa di Brembilla: ad essa si perviene facilmente in auto, percorrendo per circa 1 km la strada che da Brembilla porta a Catremerio e abbandonandola poi (ci sono le indicazioni) per imboccare una carrabile che da essa si stacca e che in pochi minuti permette di raggiungere la Foppa (700 m).

Questa bella contrada, come dice il suo nome, è adagiata in un ampio avvallamento del terreno e, pur in fase di evidente ristrutturazione, merita una breve visita per la presenza di vecchie case e di un''antica chiesetta.
Lasciata l''auto sul curvone sopra la Foppa, prendiamo a destra una mulattiera che, ben segnata con bolli CAI, si alza ripida nel bosco e conduce a Cà Donzelli, splendido agglomerato rustico.

Qui sono interessanti e copiose a maggio le fioriture residue di Anemone ranuncoloides e di una ricca flora ruderale, tra cui ad esempio Alliaria petiolata ( provate ad annusarne le foglie dopo averle un poco sfregate!) e Chelidonium majus ( attenzione al suo lattice che ha sia sulla pelle che sulle mucose un''azione urticante ed anche corrosiva!)

Imboccata poi una ripida scalinata in mezzo a prati da fieno e a casolari in parte in rovina, si incrocia nuovamente la strada asfaltata che sale dalla Foppa e che qui comunque finisce.
La mulattiera prende a destra e, con percorso pianeggiante, adduce ora all''antico e affascinante nucleo rurale dei Fienili (900 m) dove una sosta è d''obbligo.
La parte più interessante dal punto di vista floristico inizia adesso, ed è costituita da vecchi coltivi in parte terrazzati, da bosco rado di roverella e castagno, e soprattutto da prati aridi con spuntoni rocciosi, che attraverseremo in costante e leggera salita contornando tutto il fianco sud del Pizzo Cerro, fino ad arrivare a Catremerio (1000 m).

In questo tratto si possono ammirare moltissime specie appariscenti come Lilium bulbiferum ssp croceum (prati rocciosi), Cardamine bulbifera (angoli di bosco ombrosi) o la profumatissima Daphne cneorum, così come altre meno evidenti, ma altrettanto belle se si osservano con attenzione, quali Carex baldensis.
Ma certamente qui è un vero paradiso per le orchidee, in quanto si possono trovare Cephalanthera longifolia e damasonium, Limodorum abortivum, Orchis tridentata, pallens e mascula (con esemplari anche albini), Listera ovata, Anacamptis pyramidalis, Platanthera bifolia e chlorantha, Gymnadenia conopsea, Ophrys insectifera.
Si tratta di orchidee che hanno una fioritura un po'' sfasata e pertanto magari se ne troveranno alcune e non altre.
Anni fa inoltre furono qui reperite con pochi esemplari anche Ophrys sphecodes e fuciflora e Orchis ustulata e provincialis, ma la loro presenza da molto tempo non è più stata confermata: speriamo che qualcuno le ritrovi nuovamente e ce ne possa segnalare la presenza!!
Certamente anche in questi luoghi l''abbandono dei prati permette alla sterpaglia e al bosco di avanzare e riprendersi gli spazi che l''uomo aveva loro tolto, e questo fatto per certe orchidee significa la fine!
Nei pratelli aridi sopra una cappelletta votiva che si incontra presso una selletta alla base di una rupe, a settembre cresce la rara Spiranthes spiralis, che qui a 1000 m probabilmente conosce la sua stazione più alta finora nota in tutta la bergamasca.
La sorpresa più gradita però deve ancora arrivare: poco prima di Catremerio, antica contrada già ben evidente sull''altro lato della valle, in corrispondenza di una valletta ombreggiata solcata da un torrentello, a fine maggio si potranno ammirare splendidi esemplari di Orchis militaris, una delle orchidee più belle e più rare della bergamasca.

Non tralasciate una visita a Catremerio!
Questa tranquilla passeggiata richiede normalmente un''ora di cammino, ma per noi appassionati di flora il tempo è solo un''opinione e si potrebbero impiegare anche 3-4 ore!
Il dislivello contenuto la rende fattibile anche a chi non ha allenamento e le numerose baite che si incontrano offrono punti di riparo in caso di pioggia.
N.B. per chi volesse continuare la passeggiata fino al Rif. Lupi al Pizzo Cerro (1285 m) consigliamo la lettura dell''itinerario floristico "Da Brembilla al Rifugio Lupi", pubblicato sul Not. Floristico FAB n°4 (nov. 93) pag 19.
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