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CURIOSITA' SU CROCUS ALBIFLORUS



Crocus albiflorus Kit.
Zafferano alpino
Questa specie primaverile, si differenzia da Crocus biflorus per la diversa ecologia (prati concimati e pascoli alpini da 600 a 2000 metri) e per il perigonio generalmente bianco, ma con una bassa percentuale di corolle azzurre. Anche in questo caso il nome del genere (riutilizzato da Linneo nel 1737) ha un’ antica origine, perché, come precisato per la specie precedente, è stato tratto dal nome greco dello zafferano (κρόκος, leggi crókos), che a sua volta deriva dalla parola greca κρόκη (leggi cróke) = filo di tessuto, in riferimento alla forma sottile dei suoi stigmi rosso-aranciati. La struttura florale del vero zafferano si ripete anche nelle nostre specie selvatiche. Semplice invece è il significato di albiflorus, dal latino flos + albus, cioè “fiore bianco” che, come secondo termine del nome scientifico, è stato proposto dal botanico tedesco P. Kitaibel, ma pubblicato nella “Flora d’Austria” da J.A. Schultz nel 1814. (Ricordo peraltro che, nonostante il nome, il fiore è spesso violetto.)
Crocus albiflorus


 

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F.A.B. - Flora Alpina Bergamasca
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