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Questa specie primaverile, tipica delle basse quote, ha una corolla imbutiforme a fauce intensamente gialla in mezzo alla quale risaltano gli stigmi rosso-aranciati. I suoi petali, di colore bianco-violaceo, sono esternamente percorsi da marcate strie longitudinali di colore viola intenso. Il nome del genere (riutilizzato da Linneo nel 1737), deriva dall’antichissimo nome greco dello zafferano (κρόκος, leggi crókos), che a sua volta riceve il suo significato dalla parola greca κρόκη (leggi cróke) = filo di tessuto, in riferimento alla forma sottile degli stigmi del fiore. Questa piantina ha ricevuto il secondo nome del binomio scientifico (biflorus = due fiori) nel 1768 dal botanico inglese P. Miller, perchè in questa specie i fiori sono per lo più appaiati su ciascun fusticino.
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