La rosa selvatica è una delle specie del conosciutissimo genere Rosa che aveva tale nome anche presso i Romani [Plinio, Storia naturale, libro XXI (10), 14-21] come “
rosa sylvestris” (= rosa di bosco o selvatica). Essi avevano ereditato dai Greci (ρόδον, leggi
ródon) il nome del genere, la cui etimologia incerta è di origine orientale; questi ultimi chiamavano invece κυνόροδον (leggi
cunórodon) e cioè “rosa del cane”[da κύων (leggi
cúon = cane)] proprio tale comune specie di rosa. Molto curiosa ed interessante è la spiegazione dell’accostamento singolare dei due nomi “rosa” e “cane”, ripreso anche dal binomio linneano
Rosa canina (1753) ancora oggi valido, per un fiore molto grazioso ed appariscente che rallegra le siepi ed i margini dei boschi degradati. Non è stato facile reperire l’etimologia storica di tale accostamento pre-linneano, poichè nelle flore recenti l’aspetto filologico è quasi del tutto trascurato; solo ricorrendo a testi antichi si sono avute esaurienti risposte a tale problema. In Pier Antonio Mattioli,
Commentarii in Pedacii Dioscoridis Anazarbei de Materia Medica (1554), si trova infatti scritto: “
Nella qual credenza m’ha poscia fatto restar Plinio, perciò che chiama particolarmente il rosaio salvatico Cynorrhodon, cioè, rosa canina e non rouo canino: lodando maravigliosamente la radice per il morso de’cani rabiosi”. Consultato il testo di Plinio citato [
Idem, libro XXV (6), 17-18], possiamo leggervi la curiosa storia-leggenda che ha dato origine all’uso medicinale della radice della rosa selvatica per la cura dei morsi dei cani rabbiosi: “
Fino a questi ultimi anni (siamo nel I secolo d. C.)
è stato impossibile guarire il morso di un cane rabbioso, che provoca il terrore dell’acqua e di ogni bevanda. Poco tempo fa, la madre di un milite della guardia pretoriana fece un sogno in cui lei mandava al figlio, da prendere in pozione, la radice di una rosa selvatica detta cinorrodo: una rosa che il giorno prima aveva scorto in un cespuglio e da cui si era sentita attratta. Questo fatto avveniva in Lacetania, nella parte della Spagna più vicina a noi; e il caso volle che, quando il soldato morso dal cane cominciava ad aver terrore dei liquidi, arrivò una lettera della madre che lo pregava di ubbidire al segno divino; così, insperatamente fu salvo e altrettanto avvenne in seguito a chiunque fosse ricorso a tale rimedio”. Si fa infine notare che il nome antico
cinorrodio è passato ad indicare i rossi frutti delle rose selvatiche che, in autunno-inverno, brillano sui loro rami nudi ormai privi di foglie ed il cui uso in cucina è descritto nelle “
ricette con la Rosa canina” reperibili anch’esse in questo sito web.