Stampa la pagina

CURIOSITA' SU ILEX AQUIFOLIUM



Ilex aquifolium L.  agrifoglio
Chi osserva nel bosco autunnale gli alberi di agrifoglio selvatico nota subito due evidenti differenze nei frutti e nelle foglie: a) alcune piante sono cariche di bacche, mentre altre ne sono del tutto prive; b) tutte o parte delle foglie sono spinose, altre hanno invece bordi completamente lisci. Spieghiamo quindi brevemente entrambi i fenomeni:
- a) La presenza o meno di bacche dipende dal “sesso” della “singola” pianta. Anche nel mondo delle piante si verifica talvolta il fenomeno che avviene normalmente negli animali superiori e cioè che in alcune specie vegetali gli organi riproduttivi crescono a sessi separati in individui distinti; nel bosco vediamo, ad esempio, agrifogli con fiori “maschili”, cioè forniti soltanto di stami ed antere ed esemplari con fiori “femminili”, aventi solo ovario, stilo e stigma. Secondo il parere di Giovanni Fornaciari, già Direttore del Parco Nazionale dello Stelvio, in questo taxon il fenomeno della separazione sessuale è di origine evolutiva e non genetica, come si evince dalla saltuaria presenza di esemplari di agrifoglio recanti assieme rami maschili e femminili. E’ del tutto ovvio però che le notissime bacche rosse possano svilupparsi soltanto su esemplari (o rami) femminili di agrifoglio.
- b) La variabilità dell’orlo delle foglie alterne ha invece una diversa spiegazione: essa dipende sia dall’età che dal sesso della pianta; le foglie giovanili infatti sono più spinose di quelle portate dagli alberi più vecchi; nelle piante spontanee (non nei cultivars) esse possono avere fino ad un massimo di 7 spine acute per lato, di solito più robuste negli esemplari femminili; vicino alle infiorescenze le spine possono invece mancare del tutto. La spinescenza rappresenta comunque una difesa naturale della specie contro il morso degli animali; pertanto essa è presente soprattutto nei rami più bassi, mentre le foglie alte sono in genere a margini lisci.
Il fenomeno della spinescenza giustifica inoltre il nome scientifico dell’albero il cui binomio è stato creato da Linneo nel 1753; infatti il nome latino di specie, aquifolium,deriva dalle parole acus, acutus =ago, acuto e folia = foglia e cioè “[pianta dalle] foglie appuntite”; il nome del genere ripete invece la denominazione di specie del leccio (Quercus ilex L.), a causa di una qualche somiglianza della forma delle foglie in entrambe le piante.
Dalla spinosità deriva anche il comune nome dialettale bergamasco della pianta, “spinaràc” (Caffi, 1932, Vocabolario bergamasco di Storia naturale - Botanica, p. 58), che accomuna l’agrifoglio (detto anche in Toscana “pungitopo maggiore”: cfr. O.Penzig, 1924, Flora popolare italiana, p.242) al pungitopo vero o minore (Ruscus aculeatus L.). La denominazione dialettale deriva dall’uso storico di appendere i rametti spinosi di entrambe queste specie alla base dei pali delle “spalére” su cui erano esposte ad essiccare le pannocchie di granoturco, per impedirne l’accesso ai topi (in bergamasco rat-rač o sorèch).
Agrifoglio


 

Scheda precedente | Scheda successiva




Pagina proveniente dal sito:
F.A.B. - Flora Alpina Bergamasca
http://www.floralpinabergamasca.net/

Indirizzo pagina:
http://www.floralpinabergamasca.net/pagina_225.html