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CURIOSITA' SU BISCUTELLA LAEVIGATA



Biscutella laevigata subsp. laevigata L. Biscutella montanina

La descrizione analitica di questa sottospecie è riportata a pag. 456 del primo volume della Flora d’Italia di Sandro Pignatti  come (a)  subsp. laevigata var. laevigata, con la nota  che « Ovunque  è la sottospecie più diffusa ».

Nell’opera recentissima  Aeschimann, Lauber,  Moser, Theurillat  2004, Flora Alpina, ed. italiana Zanichelli, vol . 1°, pag. 586 la creazione di questa sottospecie è invece riferita direttamente a Linneo, 1771, Mantissa plantarum, 255.

Questa caratteristica erba con rosetta basale e fiori gialli, appartenente alla famiglia delle Crucifere, cresce nei prati sassosi aridi su suolo calcareo; anche per un botanico alle prime armi, inconfondibile è la forma del suo frutto (siliqua) a due valve appaiate, che simulano un paio di occhiali.

Proprio dall’osservazione di tale fenomeno Carlo Linneo nel 1735 (Systema naturae, la sua prima opera botanica) creò il genere Biscutella utilizzando due termini latini bis (= due volte) e scutellum (= piccolo scudo rotondo); successivamente (1771) formò il binomio scientifico ora in uso, coniando il termine laevigata (dal latino levigatus = liscio) in riferimento ai suoi semi piatti e lisci.

Anteriormente a Linneo, nell’opera del XVI secolo Histoire générale des plantes, quest’ erba era stata denominata Lunaria lutea dal medico lionese Jacques Daléchamps (1513-1588); a sua volta il farmacista veronese Giovanni Pona nel suo viaggio sul monte Baldo del 1595 la citava, secondo le perifrasi in uso a quel tempo, come “Thlaspi picciolo con foglia di Hieracio o Leucoio giallo” (Bertoloni, Flora Italica VI, p.526).

 

Foto: vedi  pag. 61  Sentiero dei fiori

Biscutella montanina

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