Questa poco frequente specie d’alta montagna propria degli ambienti silicei fra i 1800 ed i 2500 metri appartiene alla famiglia delle Campanulaceae, anche se la forma dei suoi fiori azzurro-pallidi, tubolosi e un po’ incurvati verso l’interno non è molto simile a quella propria di una campana, ma piuttosto a quella di un capolino rotondeggiante.
Il nome linneano del genere deriva dal termine greco φύτευμα (leggi: futeuma) che significa “pianta” in generale, mentre quello della specie indica che essa “ha le foglie simili a quelle dell’ Hedraianthus graminifolius (L.) DC., un fiore dell’Italia meridionale appartenente ad un genere diverso, ma della stessa famiglia delle Campanulaceae. A sua volta Hedraianthus significa “fiore sessile”, senza peduncolo [dal greco edraĩos = seduto + ánthos = fiore]. Il binomio scientifico di Phyteuma hedraianthifolium è stato creato nel 1904 dal botanico tedesco Roman Schulz (1873-1926), che ha staccato la pianta dal precedente nome linneano di Phyteuma hemisfericum, di cui era considerato una sottospecie (Fiori, 1925-29).