Stampa la pagina

CURIOSITA' SU CREPIS AUREA



Crepis aurea  (L.) Cass.   Crepide dorata
Il binomio scientifico ancora oggi valido di questa pianta alpina è stato coniato dal botanico francese specialista di Compositae Alexandre Henri Gabriel [vicompte] de Cassini nel 1822 e fu pubblicato nello stesso anno da Frédéric Cuvier nel suo Dictionnaire des sciences naturelles, tome 25, p. 88; Cassini ha spostato questa pianta dal basionimo Leontodon aureus, che era stato pubblicato nel 1759 da C. Linneo (Systema naturae, 10^ ed., n.1193)al genere Crepis, dove è  rimasto fino ad oggi; questo genere era stato anch’esso creato da Linneo nel 1737 (Genera plantarum, p.403), ma egli non vi aveva inserito l’attuale Crepis aurea.
Secondo Cesati, Passerini, Gibelli (1867-1901, Compendio della Flora Italiana, p. 454) esso «corrisponderebbe al nome greco della C. (Pterotheca) Dioscoridis», ma il senso non è chiaro.
Secondo Giuseppe Dalla Fior (1926, La Nostra Flora, 3^ ed., 1974, p. 666) il nome del Genere deriva «dalla parola greca κρηπίς (leggi “crepís”) = sandalo, forse per la forma dei frutti».
Secondo Eva Mameli Calvino (1992, Piante da fiore e ornamentali, pag.62) esso deriva dal greco krepis = calzare, ma «per la forma delle foglie basali di alcune specie, adagiate al suolo».
Se il nome del genere ammette differenziate spiegazioni, è invece certissimo il significato dell’ aggettivo latino aureus, ea, um (= dorato, a) che fa riferimento al colore aranciato delle ligule del capolino di questa specie.
.
Foto: vedi pag. 78 Sentiero dei fiori
Crepis aurea

 Torna all'indice





Pagina proveniente dal sito:
F.A.B. - Flora Alpina Bergamasca
http://www.floralpinabergamasca.net/

Indirizzo pagina:
http://www.floralpinabergamasca.net/pagina_401.html