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CURIOSITA' SU LOTUS ALPINUS



Lotus alpinus (DC.) Ramond  Ginestrino alpino

Questa leguminosa abbastanza nota, dai fiori giallo dorati o aranciati con macchia scura sul vessillo, dal portamento prostrato e molto comune nei pascoli dell’Arera, è abbastanza riconoscibile dall’osservatore; la spiegazione storico-filologica del significato del suo binomio scientifico è invece piuttosto complicata e viene tratta, con integrazioni, dall’opera Aeschimann, Lauber,  Moser, Theurillat  2004, Flora Alpina, ed. italiana Zanichelli, vol. 1°, pag. 938”.

Il basionimo, Lotus corniculatus var. alpinus DC., è stato pubblicato a Parigi nel 1805 in  Flore française, Ed. 3: 555 da Jean Baptiste Antoine Pierre Monnet de la Marck & Augustin.Pyrame. de Candolle.

Il nome del genere Lotus  è linneano (1735,  Systema naturae), e deriva dal greco λωτός [leggi lotόs, “vocabolo che comprende il nome di molte erbe da foraggio” (cfr. B. Bonazzi, 1919, Dizionario Greco-Italiano, Morano, Napoli, pag.689)].

Anche secondo Cesati, Passerini e Gibelli , Compendio della Flora Italiana, 1867, p. 707, « Lotus è il nome antico di varie piante, forse [per derivazione] dal verbo greco-dorico λώ  = desiderare, volendo significare piante gradite al gusto».

Il binomio scientifico attualmente in vigore è stato pubblicato nel 1825 dal botanico francese Louis  Ramond, baron de Carbonniéres sulla rivista Mémoires du Muséum d' Histoire naturelle, [ Paris.], 13: 275, traendo il nome della specie alpinus  e quello del suo primo autore (De Candolle) dal basionimo sopra citato.

 

Foto: vedi  pag. 86 Sentiero dei fiori

Lotus alpinus

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