Le proprietà medicinali di alcune piante del genere Gentiana erano già note nell’antichità; infatti ne parla Plinio in Storia Naturale, libro XXV°, paragrafo 34, dando anche la spiegazione dell’origine del nome: « Gentianam invenit Gentius rex Illyriorum, ubique nascentem, Illyrico tamen praestantissima . . .aquosis montibus subalpinis plurima » (= “La genziana è stata scoperta da Genzio, re degli Illiri; nasce dappertutto, ma nell’Illirico c’è il tipo più pregevole….Questa pianta è molto diffusa nelle zone umide dei monti subalpini”) [trad. AA.VV., Plinio, Storia Naturale , 1985, Eiunaudi, III**, pag 661]. La notizia è confermata anche da P.A. Mattioli ,1567, Materia Medica, vol III, cap. 3°, pag 358 in Edizione. Valgrisi, 1783.
Carlo Linneo nel 1735 (Systema naturae) riutilizzò il nome latino per il genere e nel 1753 (Species plantarum: 228) creò la specie collettiva Gentiana acaulis L., [denominazione ancora riportata in Aeschimann, Lauber, Moser, Theurillat, 2004, Flora Alpina, Zanichelli, II°:18], ma ora considerata non più valida dalla maggioranza degli autori, [cfr. Nota (**)] che dopo il 1853 hanno usato il binomio Gentiana clusii Perr. & Song. (cfr. Sandro Pignatti, 1982, Flora d’Italia, specie n. 2805, vol. II, p. 335).
Infatti in tale anno i due botanici francesi Eugène Perrier de la Bâthie e André Songeon (Bull. Soc. Hist. Nat. Savoie, 1853: 185) selezionarono nell’unica specie linneana sopra citata due specie autonome fra le quali una, propria dei terreni calcarei e riferita a questa scheda, è stata dedicata al botanico francese Charles de l’Ecluse (in lat. Carolus Clusius) - (1526-1609), mentre l’altra, tipica dei suoli acidi od acidificati, si chiama ora Gentiana kochiana Perr. & Song. in onore del botanico tedesco Wilhelm Daniel Joseph Koch (1771- 1849) (cfr. S. Pignatti, 1982, Flora d’Italia, specie n. 2807, vol. II, pag. 336).
La differenza più evidente fra le due specie sta nella forma dell’insenatura fra due denti contigui del calice che in G. clusii è acuta e senza membrana, mentre in G. kochiana è chiusa da una evidente membrana biancastra connettivale.
Nota (*): Nel testo pubblicato nel Sentiero dei Fiori a pag 96, c’è un errore di stampa nella prima riga dove l’autore è riportato come “L.”, anziché “Perr. & Song”.
Nota (**) Per la spiegazione particolareggiata vedasi S. Pignatti, 1982, Flora d’Italia, n. 2805, vol. II, pag. 335-337.