Il nome del genere è di origine linneana (1735, Systema naturae) e deriva dall’aggettivo latino aquilegus, a, um (= aquam lego, cioè raccolgo l’acqua) «per la forma dei petali ad imbuto atta ad accogliere l’acqua» (cfr. V. Cesati, G. Passerini e G. Gibelli (1867-1901, Compendio della Flora Italiana, p. 873).
Il binomio scientifico per questa delicata pianticella dei luoghi rupestri e ghiaiosi su suolo calcareo è però opera del botanico Friedrich Wilhelm Schultz che pubblicò il protologo nella sua opera Archives de la Flore de France et d' Allemagne, Bitche, Hagenau & Deux-Ponts. 1848: 135, e che dedicò la pianta al medico tedesco E. Einsele, che per primo scoprì la specie nel 1847.
Foto: vedi pag. 107 Sentiero dei fiori