E' la famiglia della carota, del finocchio, del cumino, del coriandolo, dell'anice, del prezzemolo, ma anche della cicuta! Alcune umbelliferae velenose contengono alcaloidi della piperidina tra cui la micidiale coniina (dal Conium maculatum}, la cui concentrazione è più alta nei frutti immaturi che nelle foglie e dipende anche dalla stagione e dalla posizione geografica di crescita. Un decotto di semi era un mezzo usato dagli antichi greci per le esecuzioni e venne scelto da Socrate per morire. Il nome volgare di cicuta viene attribuito a 3 specie diverse.
1. La Cicuta virosa (velenosissima), detta volgarmente cicuta acquatica, sebbene rara, è presente al lago di Alserio (CO), e segnalata in Alto Adige.
2. L'Aethusa cynapium chiamata anche cicuta aglina perché stropicciata emana forte odore di aglio, pure rara da noi, si può confondere col prezzemolo e ha una tossicità ancora oggetto di studio.
3. La terza cicuta, chiamata popolarmente cicuta maggiore, cresce tra i ruderi e in luoghi incolti, ve ne sono alcune stazioni anche in bergamasca ed è il: Conium maculatum (cicuta).

E' una fortuna che questa cicuta abbia un odore sgradevole. Nell'89 in Italia ci fu una intossicazione di 11 persone che avevano mangiato uccelli che a loro volta avevano ingerito germogli freschi della pianta (fu trovata coniina sia negli uccelli che nel siero e nelle urine degli intossicati).
Un simile modo di intossicarsi era noto fin dai tempi biblici per le quaglie e per fortuna ha un decorso di solito benigno (dolori muscolari, aumento delle transaminasi con epatite tossica, oliguria e mioglobinuria).
Lievi intossicazioni determinano sintomi gastrointestinali, gran sete, difficoltà alla parola, debolezza muscolare, disturbi della vista. I sintomi più gravi sono dovuti ad una progressiva paralisi della muscolatura respiratoria in perfetta conservazione dello stato di coscienza. Questi sintomi non corrispondono a quelli descritti da Platone per la morte di Socrate ("morte calma e dignitosa"} al quale probabilmente fu dato anche oppio.