|
Il significato del nome del genere è molto interessante, perchè è composto da tre vocaboli greci associati e cioè “a“ (con significato di alfa privativo) = non + spodós = cenere + élos = prato, prateria, quindi “prateria [che] non [si riduce in] cenere”, come si può ben vedere nelle garighe dei paesi meridionali europei, dove le diverse specie di asfodeli ricrescono subito abbondanti dopo gli incendi, perchè i loro organi sotterranei non vengono distrutti dal fuoco.
Secondo Omero (Odissea, XI, 675) i fiori di asfodelo (asfodelós) crescevano nell’Ade, dove “passeggiavano le ombre degli Eroi” ; proprio in forza di tale mito i Greci li consideravano “fiori dei defunti” e li piantavano vicino alle tombe dei loro morti, affinchè le loro anime si cibassero delle loro radici tuberose. Il nome della pianta, ricordata anche da Ippocrate, Dioscoride e Plinio per le proprietà ricostituenti dei suoi bulbi e per le sue funzioni di panacea universale e di contravveleno contro le punture di serpenti e di scorpioni, è stato ripreso da Carlo Linneo nel 1737 e completato nel 1768 dal botanico inglese P. Miller col termine latino albus = bianco, riferito al colore dei fiori.
|
 |