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CURIOSITA' SU ANDROSACE VANDELLII



Androsace vandellii (Turra) Chiov.
Androsace di Vandelli o Androsace multiflora
Il nome del genere ha un’origine oscura e controversa: è stato usato per la prima volta dal grande medico greco Dioscoride (I° secolo d. C.), come riporta Pier Andrea Mattioli (1544 d.C.) nei suoi “Commentarii ... Pedacii Dioscoridis, De medica materia”, Cap. CXLIIII, p. 476, ma per indicare un’alga marina a forma di scudo (Acetabularia sp.) che in oriente era usata come rimedio contro i calcoli renali, per cui la somma dei termini greci andrós = uomo + ákos = rimedio significherebbe quindi “medicina per l’uomo” .Un’altra fonte (Rocci) ritiene che tale denominazione deriverebbe dalla parola greca andrósakes, zoofito (= animale-pianta) sconosciuto, pure citato da Dioscoride; una terza interpretazione fa derivare l’etimologia dalla parola greca sákos = scudo, difesa, protezione (Omero, Erodoto), con significato complessivo di “protezione per l’uomo”.

Il nome della specie merita pure una più estesa informazione, perchè testimonia bene al lettore come sia spesso complicata e conflittuale la formazione del nome scientifico definitivo; nel 1919 la specie è stata infatti restituita da E. Chiovenda al nome di un grande botanico italiano, Domenico Vandelli (1732-1816) che non ebbe fortuna in patria, ma divenne celebre in Portogallo, dove nel 1768 fondò a Lisbona il primo Orto Botanico del paese e dal 1772 al 1789 fu professore di botanica a Coimbra. Egli infatti, prima di emigrare, descrisse per primo questa pianta, che aveva scoperta sulle pendici del M. Legnone in Val Varrone il 30 luglio 1763, durante un famoso ”Viaggio nei dintorni del lago di Como”. A.Turra la pubblicò nel 1771 col nome di Aretia multiflora Vandelli; ma nel 1822 G.Moretti., allora titolare della cattedra di botanica all’ Università di Pavia, la ripubblicò invalidamente a suo nome come Androsace multiflora; solo un secolo più tardi fu resa giustizia al suo primo scopritore, riattribuendogli la specie.
Androsace vandellii


 

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