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LE ROCCE SUL SENTIERO DEI FIORI CLAUDIO BRISSONI



Solo una serie di piante altamente specializzate è in grado di vivere sulle nude e inospitali pareti rocciose, trovando in questo difficile ambiente un sicuro rifugio dalla forte competitività che si sviluppa nei pascoli, dove sarebbero rapidamente sopraffatte.

Per crescere insinuano le loro radici alla ricerca di acqua ed elementi nutritivi anche nelle più impercettibili cavità e fratture della roccia, cioè ovunque si sia formato un minimo deposito di argilla e di humus.

Le loro foglie mostrano sovente particolari adattamenti: cuticole ispessite, densa pelosità e sviluppo di cuscinetti compatti, tutti accorgimenti utili per superare le forti escursioni termiche e limitare al massimo la traspirazione.

I fiori presentano quasi sempre un'intensa colorazione e sono relativamente grandi rispetto alle dimensioni complessive della pianta: nel breve ma intenso periodo di fioritura il richiamo per gli insetti impollinatori deve risultare infallibile.

L’eccesso di calcio assorbito dalle radici viene neutralizzato dalle piante con particolari processi metabolici, oppure espulso per via fogliare così da formare una caratteristica incrostazione.

Dall'alto a sinistra: Aquilegia einseleana e Campanila raineri, Primula auricula, Saxifraga hostii, Globularia cordifolia, Cerastium latifolium, Saxifraga vandellii, Silene acaulis, Saxifraga caesia, Minuartia sedoides, Viola biflora
Dall'alto a sinistra: Aquilegia einseleana e Campanila raineri, Primula auricula, Saxifraga hostii, Globularia cordifolia, Cerastium latifolium, Saxifraga vandellii, Silene acaulis, Saxifraga caesia, Minuartia sedoides, Viola biflora.
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