01/01/1970
LERANO – MONTE BRONZONE
Ritrovo 1: Bergamo, parcheggio di Colognola, h 7.30
Ritrovo 2: Lerano, slargo (parcheggio) a monte dell'abitato, h 8.30
Quota minima: 680 m
Quota massima: 1.334 m
Dislivello complessivo: circa 750 m
Lunghezza: circa 11 km
Durata: 7-8 h
Difficoltà: escursionismo facile (strade asfaltate, sterrati, sentieri CAI (E)


Con il suo caratteristico profilo, il Monte Bronzone domina la riva bergamasca del basso Sebino; cima estremamente panoramica, è floristicamente assai interessante, ospitando un gran numero di specie caratteristiche della fascia montana più esterna, prospicente alla pianura e al lago. L’itinerario proposto ricalca in gan parte alcuni tracciati CAI. Da Lerano (680 m), frazione di Viadanica, percorrendo una stretta strada asfaltata, si sale al Colle Cambline (776 m), da cui si raggiunge la località Prato Chierico (900 m); divenuta la strada uno sterrato e poi un sentiero che segue il crinale, si oltrepassa il Colle d’Oregia (918 m); dopo un valico (località La Rola) si aggira sulla sinistra una modesta elevazione e, raggiunta una piccola cascina, si taglia decisamente a sinistra verso la cresta sud-occidentale del Bronzone, seguendo la quale, con uno strappo un po’ ripido, si raggiunge la cima (1.334 m), con grande croce e campana. La discesa avviene sul versante opposto, dirigendosi verso la Punta Piagnole; nella sella prativa tra le due cime, in bellissima posizione, si trova la cascina Gombo Alto (1.190 m), da alcuni anni gestita come rifugio, dal quale si raggiunge facilmente anche la vicina Punta Piagnole (1.226 m). Si percorre quindi in discesa, per un buon tratto, lo sterrato di servizio al rifugio, fino ad imboccare un sentiero che riporta alla Rola ed al Colle d’Oregia; con una breve deviazione rispetto all’andata si raggiunge la panoramica Croce di Predore (930 m circa), dalla quale si scende al Colle Cambline e quindi a Lerano.

Tra le specie più interessanti si segnalano: Allium lusitanicum, A. cirrhosum, Anemone nemorosa, A. ranunculoides, Arctostaphylos uva-ursii, Aristolochia lutea, Arum maculatum, Asarum europaeum, Cardamine enneaphyllos, Crocus albiflorus, Campanula carnica, Carex humilis, Convallaria majalis, Coronilla vaginalis, Cytisus emeriflorus, C. hirsutus, C. purpureus, Dactylorhiza sambucina, Daphne mezereum, Erica arborea, Globularia cordifolia, G. vulgaris, Helianthemum nummularium, Iris graminea, Kernera saxatilis, Lonicera alpigena, Narcissus poëticus, Paeonia officinalis, Peucedanum verticillare, Phyteuma scheuchzeri subsp. columnae, Potentilla micrantha, Primula auricula, Pulmonaria australis, Saxifraga hostii subsp. rhaetica, Scrophularia vernalis, Sempervivum tectorum, Sesleria varia, Valeriana tripteris; solo sulle rocce acidofile del Colle d’Oregia si rinviene il raro Sempervivum arachnoideum.

IMPORTANTE: per il Bronzone esistono segnalazioni bibliografiche di Primula glucescens e Allium insubricum (!); il secondo è alquanto improbabile, ma guardiamoci attorno con attenzione!