Archivio Escursioni

04/07/2021
MEZZENO – MONTE VETRO – MONTE VINDIOLO
Ritrovo 1: Bergamo, h 7.00 al parcheggio presso la sede FAB
Ritrovo 2: Mezzeno, h 8.15
Quota minima: 1.600 m
Quota massima: 2.054 m
Dislivello complessivo: circa 600 m
Lunghezza: circa 11.5 km
Durata: 7/8 ore
Difficoltà: escursionismo facile


Note: - tra Roncobello e Capovalle, all'apposita colonnina, munirsi di ticket per il parcheggio (costo: 2 €)


Contatti: Luca Mangili, 035593518 - 3319465986


Meta di questa escursione è il bel crinale che corre dalla Cima di Menna alla Corna Piana, solitamente poco frequentato e ricco di fiori.

Da Roncobello si sale a Capovalle (lungo la strada munirsi di ticket per il parcheggio all’apposita colonnina) e si continua fino al termine della strada asfalta dove si parcheggia (1.600 m). Si imbocca il sentiero CAI 219 per il Passo Branchino, che subito attraversa il torrente, supera le Baite di Mezzeno e prosegue costantemente in salita sul versante occidentale del Corno Branchino, attraverso tratti di bosco misto e arbusteti di pino mugo e maggiociondolo, superando alcune vallecole; oltrepassata una piccola baita il sentiero piega decisamente a sinistra e, con alcuni saliscendi e un ultimo strappo, si porta al Passo Branchino (1.828 m), con bella vista sul lago sottostante. Dopo una sosta si prende a destra il sentiero CAI 231; si attraversano alcuni avvallamenti per poi portarsi sul panoramico crinale della Val Vedra (1.850 m circa, a breve distanza dal passo omonimo, da cui transita il Sentiero dei Fiori Claudio Brissoni) che si presenta come una grande conca interamente pascoliva; quasi subito, nei pressi di una pozza, si abbandona il sentiero e si inizia a risalire senza difficoltà il largo crinale, talvolta un po’ ripido, erboso sul versante meridionale, a tratti roccioso e precipite su quello settentrionale; superato il Monte Vetro (2.054 m) si prosegue fino al Monte Vindiolo (2.053 m), appena discosto dalla crinale, da cui si gode un panorama di primordine su gran parte delle Orobie Brembane; proseguendo in cresta ci si abbassa all’ampio Passo del Vindiolo (1.967 m), da cui una traccia abbastanza evidente contorna in quota la cima e riporta alla pozza in prossimità del crinale, oltre la quale si ripercorre il tracciato seguito all’andata.

L’intera escursione è floristicamente interessante, ma il tratto più ricco è quello del crinale, dove, fra le molte specie, è possibile osservare anche Allium victorialis, Anemonastrum narcissiflorum, Antennaria dioica, Arnica montana, Athamanta cretensis, Carex austroalpina, C. firma, Coeloglossum viride, Daphne mezereum, D. striata, Dryas octopetala, Fritillaria tubiformis, Gentiana clusii, G. lutea, Geum montanum, Gymnadenia conopsea. G. odoratissima, Hedysarum hedysaroides, Helianthemum nummularium subsp. grandiflorum, H. alpestre, Horminum pyrenaicum, Hypochoeris uniflora, Juniperus nana, Leontopodium alpinum, Linum alpinum, Nigritella rhellicani, Phyteuma orbiculare, Pinus mugo, Plantago serpentina, Platanthera bifolia, Polygonum viviparum, Potentilla aurea, Pseudorchis albida, Pulsatilla alpina subsp. austroalpina, Ranunculus thora, Salix reticulata, Salix serpyllifolia, Vaccinium gaultherioides, Valeriana saxatilis, Viola dubyana.

Sulle pendici del Corno Branchino, con un po’ di fortuna, nascoste nell’arbusteto si possono osservare alcuni esemplari della rara Pedicularis foliosa, presente con popolazioni più numerose oltre il passo.

27/06/2021
RESEGONE
Ritrovo 1: Bergamo, h 7.00, al parcheggio presso al sede FAB
Ritrovo 2: Fuipiano Imagna, h 8, in piazza
Quota minima: 1.130 m
Quota massima: 1.875 m
Dislivello complessivo: circa 800 m
Lunghezza: circa 9.5 km
Durata: 7/8 h
Difficoltà: facile, ma a tratti un po' faticosa, la salita al Resegone; è richiesta un po' di attenzione per la breve traversata al Pizzo Daina



Contatti: Luca Mangili, 035593518 - 3319465986


In posizione periferica e nettamente più elevato delle montagne circostanti, il Resegone è uno splendido punto di osservazione su gran parte dell’arco alpino, i laghi brianzoli e l’intera pianura fino all’Appennino; inoltre, per la sua collocazione al margine prealpino meridionale e la costituzione dolomitica, vanta una flora ricchissima, comprendente un gran numero di specie endemiche o rare, molte delle quali particolarmente attraenti per la loro bellezza.

Dal paese di Fuipiano Imagna si prende la strada per Brumano; dopo circa 3 km si parcheggia negli slarghi lungo la strada, in località “la sbarra” (1.130 m), dove inizia una strada sterrata agro-silvo-pastorale, cui inizialmente si sovrappone il sentiero CAI 578.

La si segue per circa 1.2 km, fino alle indicazioni per il rifugio Grande Faggio – Passo del Palio, dove il tracciato CAI piega a destra, diviene un sentiero fra i prati e rapidamente conduce al rifugio (1.255 m), lo oltrepassa, attraversa una valletta e quindi uno sterrato per poi salire tra pascoli, arbusteti e lembi di bosco fino alla Bocca di Palio (1.390 m), piccolo valico sul crinale tra le valli Imagna e Taleggio.

Si sale ora verso sinistra, sul sentiero CAI 571, che alterna tratti ripidi e un po’ faticosi ad altri più riposanti, dapprima nella faggeta ombrosa, poi fra gli arbusteti e infine nella prateria rocciosa; con un po’ di sforzo si giunge al rifugio Azzoni, annidato proprio sotto la cima principale, quindi, in pochi minuti, si è alla grande croce di vetta (1.875 m, denominata Monte Serrada o Punta Cermenati).

La cima, eccessivamente frequentata, è floristicamente impoverita; per osservare un maggior numero di specie bisogna portarsi in ambiente più integro, pertanto conviene ridiscendere al rifugio Azzoni e percorrere un tratto del sentiero delle creste (ancora segnavia CAI 571, ma nella direzione opposta a quella percorsa in precedenza), molto suggestivo e panoramico, che richiede un minimo di attenzione; aggirata la Torre di Valnegra (1.852 m) ci si abbassa ad una selletta e per poi risalire al Pizzo Daina (1.864 m), ricchissimo di fiori, dove si sosta per il pranzo.

Il ritorno avviene sul medesimo percorso dell’andata.

Tra le specie più interessanti presenti lungo il percorso si segnalano: Achillea clavennae, Allium insubricum, Aquilegia confusa, Arabis bellidifolia, Arctostaphylos alpinus, Atamantha cretensis, Barbarea bracteosa, Bupleurum petraeum, Campanula cochleariifolia, C. raineri, Carex ornithopoda, Centaurea rhaetica, Clematis alpina, Coeloglossum viride, Crepis froelichiana subsp. dinarica, Cytisus emeriflorus, Daphne striata, Dryas octopetala, Erigeron alpinus, Gentiana clusii, G. utriculosa, Globularia cordifolia, G. nudicaulis, Grafia golaka, Gymnadenia conopsea, G, odoratissima, Helianthemum alpestre, H. nummularium subsp. grandiflorum, Horminum pyrenaicum, Inula hirta, Laserpitium nitidum, Leontopodium alpinum, Linum alpinum, Pedicularis gyroflexa, Physoplexis comosa, Pinguicula leptoceras, Potentilla caulescens, Primula auricula, P. glaucescens, Pulsatilla alpina subsp. austroalpina, Ranunculus alpestris, R. thora, Rhaponticum scariosum, Rhododendron hirsutum, Rumex scutatus, Saxifraga aizoides, S.caesia, S. mutata, S. vandellii, Selaginella selaginoides, Telekia speciosissima, Valeriana saxatilis, Viola biflora, Viola dubyana.

13/06/2021
ESCURSIONE EXTRA-OROBICA ALLO SPLUGA
Ritrovo 1: Bergamo, piazzale della Malpensata, h 6.30
Ritrovo 2: Montespluga, h 9.00
Quota minima: 1880
Quota massima: 2050
Dislivello complessivo: 250 m circa
Lunghezza: 7 km circa
Durata: 6 h
Difficoltà: nessuna, percorso facile alla portata di tutti



Contatti: Luca Mangili, 035593518 - 3319465986


Il Passo dello Spluga si trova alla testata della Val San Giacomo, sul confine svizzero. Un grande lago artificiale occupa l’antico pianoro glaciale, alla cui estremità si trova il piccolo abitatoi di Montespluga (1920 m), partendo dal quale effetteremo una breve ricognizione sulle rive del lago e nella parte iniziale della Val Loga; quindi ci porteremo al parcheggio sotto la diga (1890 m), nei pressi del rifugio Stuetta, dal quale risaliremo i pascoli fino al Lago degli Andossi (2040 m).
Zona con fioriture ricchissime!

16/05/2021
AVOLASIO – ZUCCO DI MAESIMO
Ritrovo 1: Bergamo, h 7.00, al parcheggio presso la sede FAB
Ritrovo 2: Avolasio, h 8.10
Quota minima: 1.047 m
Quota massima: 1.664 m
Dislivello complessivo: 650 m circa
Lunghezza: circa 12 km
Durata: 7/8 h
Difficoltà: escursionismo facile



Contatti: Luca Mangili, 035593518 - 3319465986


L’itinerario proposto si svolge quasi interamente lungo il sentiero CAI 151 che ricalca l’antica mulattiera da Avolasio ai Piani di Artavaggio, oggi trasformata in una strada sterrata. Sempre appagante la vista, che spazia sull’intera Val Taleggio, dal Resegone al Sodadura al Sornadello, mentre si attraversano prati e pascoli in massima parte ancora utilizzati e ben curati, cosparsi di cascine e inframmezzati da alcuni tratti boscosi.

Da Vedeseta si raggiunge la minuscola frazione di Avolasio (1.047 m) e si parcheggia nei pressi della chiesa, a destra della quale si procede lungo la strada asfaltata (segnavia CAI 151, Piani di Artavaggio) che presto diviene uno sterrato. Un breve tratto ripido nel bosco rado conduce all’ampio dosso pianeggiante di Prato Giugno (1.268 m) in bellissima posizione panoramica e con un interessante nucleo di rustici, purtroppo parzialmente in rovina.

Dopo una salita non faticosa, superate alcune belle cascine, si procede in falsopiano fino al Prato del Tona (1.390 m), quindi in leggera discesa si raggiunge il valico di Sella (1.370 m), dove sorge un grande roccolo.

Da qui si riprende a salire moderatamente fino a raggiungere il crinale con la Valsassina (1.580 m circa) dove si abbandona il tracciato CAI per portarsi rapidamente alla grande Casera di Maesimo, al centro di un pascolo arioso.

Chi fosse stanco o già sufficientemente appagato dal percorso effettuato può attendere qua, mentre i più volenterosi potranno raggiungere lo Zucco di Maesimo (1.664 m), con una salita di circa mezz’ora; dalla cima, che emerge un po’ a fatica dal bosco, si gode un’ampia vista sulla Valsassina e la Val Taleggio.

Il ritorno si svolge sul medesimo percorso dell’andata, ma prevede una breve deviazione in località Prato del Tona, per raggiungere una cimetta molto panoramica (Sella Alta, 1.450 m circa) sormontata da un crocefisso.

Lungo l’itinerario non sono presenti specie rare o di particolare interesse, ma le copiose le fioriture dei prati e dei pascoli formano un vivacissimo caleidoscopio di colori; sulle roccette e nelle conche sommitali dello Zucco di Maesimo crescono alcune specie più interessanti, ma con fioriture concentrate in altri periodi.

09/05/2021
CAVLERA – BIVACCO PLANA
Ritrovo 1: h 8.30 all Bar della Stazione di Vertova in valle Seriana. Con mascherina !
Ritrovo 2: in località Cavlera, h 9.00 al parcheggio presso il “Rifugio Alpini”
Quota minima: 1.155 m
Quota massima: 1.300 m
Dislivello complessivo: circa 450 m
Lunghezza: circa 11.5 km
Durata: 6-7 h
Difficoltà: escursionismo facile



Contatti: per info Angiolino: 346 0380931


L’escusione si svolge lungo il crinale dolomitico che dalla cima dell’Alben (2.020 m) si protende verso i monti Secretondo (1.557 m) e Cima Tisa (1.320 m), separando la Val Vertova dalla Valle del Riso, in ambiente per lo più boschivo.

Raggiunta in auto l’ampio terrazzo pascolivo di Cavlera, con magnifca vista sulla bassa e media Valle Seriana, si parcheggia subito dopo il Rifugio Alpini.

Si torna per un brevissimo tratto sulla strada appena percorsa e subito si imbocca a destra il tracciato CAI 530, su di una stradina sterrata che s’innalza per poche decine di metri e contorna il versante occidentale della Cima Tisa, per poi abbassarsi rapidamente attraverso una bella faggeta fino ad un valico (1.140 m) poco prima della località Dasla; al bivio si tiene ancora a destra e si scende rapidamente alla cascina Squassoli (1.071 m), sul versante della Val del Riso, oltre la quale si incontra subito il sentiero CAI 526 A, ben tracciato e facilmente percorribile, che raggiunge il bivacco Plana con circa 2.8 km in falsopiano o leggera salita, aggirando di volta in volta alcune vallecole e cimette scoscese.

Il bivacco (1.250 m), ottenuto dalla ristrutturazione di una piccola cascina, si trova sul versante NE del Monte Secretondo, in una bella radura con vista sulla Valle del Riso e buona parte delle cime dell’alta Valle Seriana.

Per il ritorno si percorre a ritroso il medesimo tracciato dell’andata.

Il principale interesse floristico dell’escursione consiste nella presenza di ricche stazioni della rara Primula albenensis, magnifico endemita esclusivamente orobico rinvenibile solo in poche località, spesso difficilmente accessibili; da segnalare anche l’occasionale incontro di alcuni esemplari di Saxifraga petraea lungo il primo tratto del percorso. Copiose tutte le fioriture primaverili dei boschi e delle roccette dolomitiche.

La località Cavlera si raggiunge da Vertova, con una strada un po’ lunga (circa 7 km) e tortuosa, ma percorribile senza difficoltà; provenendo da Bergamo conviene entrare in paese da via IV Novembre (quella che costeggia il torrente) e seguirla fino a Largo Vittorio Veneto, dove si svolta a destra su via Don A. Brini; dopo alcuni tornanti, oltre la chiesa, si prende subito a sinistra Via Cereti (indicazioni: Monte Cavlera) che in seguito diviene Via degli Alpini, sulla quale si rimane fino al parcheggio.

21/02/2021
GAFFORELLI – COSTA DEI RONCHI – COL CROCE
Ritrovo 1: Bergamo, piazzale della Malpensata, h 8.00
Ritrovo 2: Gafforelli (Foresto Sparso), parcheggio a lato della chiesa, h. 9.00
Quota minima: 500 m
Quota massima: 720 m
Dislivello complessivo: 300 m
Lunghezza: 9.5 km
Durata: circa 6 h, soste comprese
Difficoltà: nessuna, percorso facilissimo



Contatti: Luca Mangili, 035593518 - 3319465986


Escursione facilissima, sulle colline tra la Val Cavallina e il basso Sebino, quasi interamente sul sentiero CAI 701, per lo più in ambiente boschivo. Una breve deviazione consente di raggiungere la suggestiva chiesetta di San Rocco, isolata e in posizione panoramica sulla cima di un colle. Fioriture di fine inverno

La partenza è dal parcheggio presso la chiesa di Gafforelli (frazione di Foresto Sparso).

25/10/2020
FONTENO – MONTE BOARIO
Ritrovo 1: Bergamo, piazzale della Malpensata, h 7.45
Ritrovo 2: Fonteno, parcheggio di Piazza Belvedere, h 8.45
Quota minima: 600 m
Quota massima: 1240 m
Dislivello complessivo: 700 m
Lunghezza: circa 11.5 km
Durata: 6-7 h
Difficoltà: Escursionismo facile



Contatti: Luca Mangili: 035593518 - 3316465986


Rivolta verso il Sebino, la Valle di Fonteno si presenta come una conca verdissima, dal paesaggio dolce e armonioso, sia pur profondamente plasmato dall’uomo, che nel passato ha creato vaste superfici prative a discapito del bosco; alla base dell’economia montana, la fienagione ha garantito per secoli la manutenzione del territorio, il cui utilizzo è sempre stato rispettoso anche se estremamente capillare, come testimoniano ancora oggi una densa toponomastica di antica origine, la fitta rete di mulattiere e sentieri, nonché lo straordinario numero di cascine, grandi e piccole, spesso pregevoli, che con qualche esagerazione vengono fatte assommare a 365, una per ogni giorno dell’anno.

L’itinerario proposto percorre interamente la valle, dal paese fino al crinale, facendone apprezzare i molteplici aspetti naturalistici e offrendo sempre bei panorami, soprattutto nella parte alta.

Si parcheggia l’auto in Piazza Belvedere (600 m), a sinistra appena prima della chiesa; da qui si raggiunge rapidamente la piazzetta antistante la chiesa e si prosegue sulla via principale (via Campello), che sale verso la parte alta del paese e in breve esce dall’abitato, trasformandosi in un percorso, inizialmente acciottolato e poi sterrato, che ricalca fedelmente l’antica mulattiera del Torès (Torrezzo). Dopo gli ultimi terrazzamenti sostenuti da muri di pietra, addentrandosi nella valle si supera l’antica chiesetta del Santello (701 m), quindi si procede in falsopiano per lo più nel bosco, senza mai abbandonare il tracciato principale. Dopo una leggera salita, lasciato a destra un bivio, la vista si apre sulla parte centrale della valle, tutta prati e cascine dai nomi evocativi (Stalet del Biosca, Mut, Dis, Stalet de Dis, I Sancc, Fudrighì). In località Santel Falsegn è presente una bella edicola, recentemente restaurata, dove accanto a una Madonna che regge Gesù deposto dalla croce sono raffigurati San Defendente e San Lucio, quest’ultimo particolarmente venerato da mandriani e pastori. La salita si accentua, si oltrepassano le località Camonga, Largon e la captazione dell’acquedotto di Fonteno (921 m); quindi si procede su una strada forestale, fra rimboschimenti di abete rosso e larice, e con alcuni tornanti si raggiunge il crinale in corrispondenza di un panoramico colletto (1240 m circa) tra i monti Torrezzo (1378 m) e Sicolo (1273 m), con bellissima vista sull’intera valle e gran parte delle montagne bergamasche.

Si continua, in leggera discesa, sulla stradina che taglia il versante del Sicolo; dopo un capanno il sentiero attraversa il crinale, portandosi sul versante settentrionale per poche centinaia di metri, quindi ritorna sul versante meridionale e mantenendosi sempre prossimo alla cresta, sfiora un paio di capanni e raggiunge la cima boscosa del Monte Boario (1231 m).

Un po’ ripidamente ci si abbassa ad un bel pianoro (1084 m) con una pozza e una moderna santella, quindi alla cascina Boer (1041 m), dominante un pascolo oggi in abbandono, in splendida posizione panoramica; rientrati nel bosco, il sentiero passa per il Colle di Luen (882 m), e dopo un’ulteriore discesa sbuca (832 m ) su una strada asfaltata (via Torquato Tasso) da seguire fino alla piazzetta della chiesa da cui si raggiunge il parcheggio.

Il percorso è ricco specie interessanti, anche assai vistose, ma alla fine di ottobre le fioriture sono ormai concluse; i colori che potremo ammirare saranno quelli autunnali di castagni, carpini neri, betulle, querce, noccioli e larici,  un vivace caleidoscopio di gialli, bruni e arancione  tra le macchie scure degli abeti rossi.

18/10/2020
FUIPIANO – I TRE FAGGI – I CANTI
Ritrovo 1: Bergamo, parcheggio presso la sede FAB, h 8.00
Ritrovo 2: Fuipiano Imagna, piazza, h 8.45
Quota minima: 1.180 m
Quota massima: 1.563 m
Dislivello complessivo: circa 500 m
Lunghezza: circa 7 km
Durata: 6-7 h
Difficoltà: escursionismo facile



Contatti: Luca Mangili, 035593518 - 3319465986


Escursione molto panoramica, tra pascoli con antiche cascine, belle faggete in abito autunnale e sorprendenti ambienti rocciosi.

20/09/2020
FORCELLA ALTA – PASSO PERTUS – MONTE OCONE
Ritrovo 1: Bergamo, parcheggio presso la sede FAB, h 8.00
Ritrovo 2: Forcella Alta, h. 9.00
Quota minima: Passo Pertus, 1.182 m
Quota massima: Monte Ocone, 1.353 m
Dislivello complessivo: circa 350 m
Lunghezza: circa 5 km
Durata: 5-6 h
Difficoltà: Escursionismo facile; un po' ripido l'ultimo tratto di salita alla cima



Contatti: Luca Mangili, 035593518 - 3319465986


Escursione facile e breve, sul crinale tra la Valle Imagna e la Val San Martino, che tocca alcuni dei luoghi più cari agli escursionisti che percorrevano le nostre Prealpi nei primi decenni del ‘900. Bei prati, faggete e belle vedute sui laghi brianzoli e gran parte delle montagne bergamasche.

06/09/2020
COSTA DEL PALIO – ZUCCO DI VALMANA
Ritrovo 1: Bergamo, parcheggio presso la sede FAB, h 7.50
Ritrovo 2: Fuipiano Imagna, nella piazza, h 8.30
Quota minima: 1.135
Quota massima: 1.546
Dislivello complessivo: circa 500 m
Lunghezza: circa 12.5 km
Durata: 6-7 h
Difficoltà: escursionismo facile



Contatti: Luca Mangili; 035593518 - 3319465986


Escursione su facili sentieri e sterrati, in massima parte sull’ampio crinale che divide la Valle Imagna dalla Val Taleggio, con belle vedute, soprattutto verso il Resegone.

05/07/2020
MEZZENO – LAGO DI PIETRA QUADRA – I TRE PIZZI
Ritrovo 1: h 7 a Bergamo, al parcheggio presso la sede FAB
Ritrovo 2: h 8.30 a Mezzeno
Quota minima: 1600 m
Quota massima: 2167 m
Dislivello complessivo: circa 650 m
Lunghezza: circa 8.5 km
Durata: 7/8 h
Difficoltà: Escursionismo facile


Note: - tra Roncobello e Capovalle, all'apposita colonnina, munirsi di ticket per il parcheggio (costo: 2 €) - l'escursione si svolge interamente su sentieri CAI.


Contatti: Luca Mangili


Ingiustamente trascurato dagli escursionisti, che partono da Mezzeno diretti per lo più ai Laghi Gemelli oppure al Passo Branchino, l’itinerario proposto conduce alla scoperta di luoghi appartati e dalla bellezza austera, caratterizzati dalla più tipica flora silicicola.

Da Roncobello si sale in auto alla frazione Capovalle e si prosegue fino al termine della strada, dove si parcheggia (1.600 m); è necessario esporre il ticket (2 €) precedentemente acquistato all’apposita colonnina posta in località Madonna della Mano, tra Roncobello e Capovalle (segnaletica).

Appena oltre il parcheggio, si inizia a risalire il versante a sinistra, lungo un sentiero CAI comune ai percorsi 215 e 217, purtroppo assai sconnesso per l’eccessiva frequentazione; il tracciato, ora al limite del pascolo, ora nella boscaglia rada, sale con alcuni bruschi tornanti tra le prese dell’acquedotto, finché alla quota di 1780 m sbuca su un pendio più dolce e si biforca.

Si tiene a sinistra la traccia 217, che sale ancora un poco fra folte macchie di mughi, e senza sforzo si arriva all’amplissimo pascolo di Monte Campo, con bella vista sulla bastionata calcarea che dall’Arera corre fino al Menna; si procede in falsopiano per un buon tratto, in direzione della Baita di Campo (1878 m), oltre la quale il sentiero riprende progressivamente a salire, mentre di fronte iniziano a far capolino le cime acuminate dei Tre Pizzi.

Entrati in un ampio vallone solitario, si risale gradualmente il pascolo cosparso di blocchi rocciosi, avendo sempre in vista le caratteristiche cime dei Tre Pizzi; superata una piccola baita (2116 m) si arriva ad un pianoro ondulato dall’evidente modellamento glaciale; ancora un breve tratto e, fra i dossi montonati sulla larga sella che separa i Tre Pizzi dal Pietra Quadra, ecco finalmente il piccolo lago, che nelle giornate serene appare di un blu profondo.

I Tre Pizzi sono ormai alle spalle; facilmente si può salire la cima settentrionale (2167 m), mentre quella centrale (2160 m) e meridionale (2151 m) sono più impegnative e distanti.

Di fronte, il Pietra Quadra appare come un muraglione roccioso severo e imponente.

Ovunque affiorano le rocce domina il caratteristico colore violaceo del Verrucano Lombardo, mentre sui pendii prevale il verde glauco delle praterie a festuca.

Proseguendo un po’ oltre la sella, con un facile sentiero si raggiunge il piccolo rifugio Tre Pizzi (2071 m), in posizione solitaria e suggestiva.

Gli ambienti vegetazionali presenti sono quelli tipici delle Orobie: rocce silicee, creste ventose, macereti grossolani e vallette nivali, versanti ripidi dominati da Festuca scabriculmis subsp. luedii, pascoli a nardo intervallati da ridotte aree umide o torbose, mugheta.

Tra le specie più caratteristiche di segnalano almeno: Agrostis rupestris, Ajuga pyramidalis, Androsace vandellii, Antennaria dioica, Anthoxanthum alpinun, Arnica montana, Astrantia minor, Avenella flexuosa, Botrychium lunaria, Campanula scheuchzeri, Carex echinata. C. pallescens, Cirsium spinosissimum, Daphne striata, Erica carnea, Eriophorum angustifolium, Gentiana acaulis, G. punctata, Geum montanum, Gnaphalium supinum, Homogyne alpina, Huperzia selago Hypochoeris uniflora, Juncus trifidus, Laserpitium halleri, Leontodon helveticus, Leucanthemopsis alpina, Mutellina adonidifolia, Nardus stricta, Pedicularis tuberosa, Peucedanun ostruthium, Phleum alpinum, Phyteuma betonicifolium, P. hedraianthifolium, P hemisphaericum, Pinguicula vulgaris, Potentilla aurea, P. nitida, Primula hirsuta, P. latifolia, Pseudorchis albida, Pulsatilla alpina subsp. apiifolia, Rhodiola rosea, Rhododendron ferrugineum, Saxifraga paniculata, Schlagintweitia intybacea, Sempervivum montanum, Silene acaulis, S. rupestris, Soldanella alpina, S. pusilla, Tricophorum caespitosum, Vaccimium gaultherioides, V. myrtillus, Viola palustris.