Eventi passati

16/10/2020
Proiezione
“Il mondo della castagna tra passato e futuro”
Relatore: Giambattista Moroni

Serata sospesa in data da definirsi.

02/10/2020
Relazione
Presentazione della “Flora del Trentino”
Relatore: Alessio Bertolli - Filippo Prosser

Serata sospesa in data da definirsi.

18/09/2020
Relazione
L’Orto Botanico di Bergamo è rilevante per la società?
Relatore: Gabriele Rinaldi

Serata sospesa in data da definirsi.

04/09/2020
Ripresa Attività

Tradizionale incontro per ripresa attività dopo le vacanze estive.

Serata sospesa causa pandemia.

05/07/2020
Escursione
Baite di Mezzeno – Laghetti di Pietra Quadra e Tre Pizzi

Vedi “ESCURSIONI PROGRAMMATE”

27/06/2020
Escursione Extraorobica
27–30 giugno in Val di Susa

ESCURSIONE EXTRA-OROBICA FAB 2020
VAL DI SUSA
1°Giorno: Sabato 27 Giugno: Oasi Xerotermiche di Foresto e di Oulx – Amazas
Ritrovo ore 10:00 presso Bar Trattoria “La Rosa Blu”, Chianocco (TO). Da Bergamo, prendere l’autostrada A4 direzione Torino, quindi tenere la direzione Frejus per Bardonecchia e prendere l’uscita 5 (Chianocco). Il bar trattoria “La Rosa Blu” è pochi metri a destra dopo la rotonda successiva all’uscita dall’autostrada. Distanza da Bergamo 222 km (2,30 ore). Dopo il ritrovo, raggiungeremo in auto il paese di Foresto (10 minuti), dove lasceremo le auto nei pressi delle Scuole. Da qui, seguiremo le indicazioni verso l’Orrido ed il sentiero 550 (via Gran Borgata), che, dopo una breve salita a fianco dell’Orrido, raggiunge un falsopiano posto a circa 650 m, caratterizzato da vegetazione xerofila, muretti a secco in abbandono, e, caratteristica davvero peculiare, una boscaglia arida con esemplari di Juniperus oxycedrus, rarissimo nelle Alpi. La zona è particolarmente ricca anche di orchidacee (generi Orchis ed Ophrys). Il sentiero prosegue lungo il versante e, con un percorso circolare, riconduce al piazzale delle scuole (1.30 ore).

Ritornati alle auto, riprenderemo l’autostrada in direzione di Oulx, dove usciremo, e, seguendo Via Cotolivier, raggiungeremo la località di Pierremenaud (1.445 m, 40 minuti di auto) dove parcheggeremo e potremo pranzare al sacco. Da qui, imboccheremo il facile sentiero che attraverso foreste di Pinus sylvestris e praterie xeriche, raggiunge la frazione di Soubras (1.488 m), mantenendosi praticamente alla stessa quota. Tra la specie più rilevanti, sarà possibile ricercare in quanto qui segnalate, oltre ad alcune orchidee, Salvia aethiopis e l’endemica Prunus brigantina: durata del percorso circa 2 ore, e quindi rientro all’Albergo “La Betulla” (Bardonecchia, Viale della Vittoria 4).

2°Giorno: Domenica 28 Giugno: Valle Stretta – Colle di Valle Stretta – Rifugio Thabor

Partenza ore 8:00 da Bardonecchia, per raggiungere la frazione Melezet (15 minuti da Bardonecchia) e, superando il confine francese, si entra in Valle Stretta dove si parcheggia nei pressi del rifugio “I Re Magi” (1.769 m). Da qui si segue il sentiero di fondovalle, che, con grandiosa vista sul monte Thabor (3.178 m), conduce al Colle di Valle Stretta (2.446 m) e, poco oltre, al rifugio Thabor (2.500 m), posto tra il Lac Long ed il Lac de Sant Margherite. Dislivello del percorso 730 m per circa 3 ore. Il percorso, inizialmente in bosco di larice, lascia ben presto spazio a zone pascolate. La valle è caratterizzata da un elevata varietà geologica, che alterna substrati silicei a coperture dolomitiche imponenti che ricordano i paesaggi delle Dolomiti: una caratteristica unica in questa zona delle Alpi. La varietà geologica si accompagna quindi, logicamente alla varietà floristica, di stampo prettamente alpino. Rientro al rifugio “Re Magi” per il medesimo sentiero.

3°Giorno: Lunedì 29 Giugno: Claviere – Colle Chaberton – Monte Chaberton (facoltativo)
Partenza ore 8:00 dall’albergo per raggiungere il paese di Claviere (1.760 m, mezz’ora di auto da Bardonecchia), ai piedi del Colle del Monginevro, dove parcheggeremo presso il villaggio Du Soleil. Si tratta della gita più impegnativa di tutto il soggiorno, ma anche della più spettacolare. Dal villaggio turistico di Du Soleil seguiremo il facile sentiero lungo il Vallone del Rio Secco, fino a raggiungere tra pascoli e boschi di larici il ricovere Sette Fontane (2.257 m.). Ora il sentiero si farà più ripido, e dopo un’ora raggiungere il Colle dello Chaberton (2.651 m), con grandiosa vista sulle Alpi
della Val di Susa e sul gruppo degli Ecrins: negli sfasciumi prossimi al passo, è possibile osservare la rara Berardia subacaulis. Per chi volesse proseguire, è possibile raggiiungere in un ulteriore 1.30 ore di cammino la Batteria dello Chaberton, sulla vetta della montagna (3.131 m), la più alta fortificazione alpina, costituita da una seri di torri corazzate (oggi in rovina). Discesa per il medesimo itinerario e rientro all’albergo.

4°Giorno: Martedì 30 Giugno: Colle del Moncenisio – Lac de Savin – Colle Clapier
Partenza ore 9:00 da Bardonecchia, si raggiunge prima la città di Susa e quindi la diga al passo del Moncenisio (1 ora da Bardonecchia). Da qui si supera la diga, e si prosegue in auto fino al rifugio Petit Moncenis (2.184 m) dove si parcheggia. Il sentiero prosegue lungo una sterrata con bella vista sulle Guglie dell’Ambin, diventando, successivamente, un sentiero, ma sempre facile che in poco più di 1 ora raggiunge la conca del Lac de Savin (2.449m), sovrastato dal ghiacciaio d’Ambin e, proseguendo ancora 30 minuti, il Colle Clapier (2.477 m). A differenza della giornata precedente, ci troviamo in un ambiente dominato da rocce silicee, pertanto potremo osservare altre specie, in particolare legate agli ambienti di torbiera, qui frequenti. Tutta l’area del Moncenisio è rinomata per la sua spettacolare flora alpina, tra cui Callianthemum coriandrifolium, Dracocephalum ruyschiana, Androsace carnea, Androsace vitaliana, Senecio halleri. Ritornati alle auto, si consiglia vivamente, prima di intraprendere la discesa, una visita al piccolo, ma caratteristico, Orto Botanico Alpino del Moncenisio, poco oltre la diga.

Per qualsiasi informazione: Federico Mangili 3496292935 – f.mangili@yahoo.it
Alloggio: Hotel “La Betulla” – Bardonecchia, Viale della Vittoria 4, tel. 0122-999846

19/06/2020
Proiezione
I Corti 8 – Brevi sequenze di immagini naturalistiche
Relatore: Autori vari

Purtroppo anche questa serata è annullata a causa della pandemia in atto !

07/06/2020
Escursione
Baite di Mezzeno – Mte Vedro e Mte Vindiolo

Purtroppo l’escursione è annullata a causa della pandemia in atto.

05/06/2020
Proiezione
Orchidee italiane: gioielli della natura
Relatore: G. Ravasio, C. Beltrami, V. Pizzamiglio

Serata annullata a causa della pandemia in atto.

29/05/2020
Relazione
Approfondimenti floristici: “Il genere Veronica”
Relatore: L. Mangili

Purtroppo la serata è sospesa causa pandemia. Verrà ripresa il prima possibile!

17/05/2020
Escursione
Avolasio – Mte Zucco di Maesimo

Escursione sospesa causa pandemia.

15/05/2020
Relazione
Peculiarità e conservazione delle praterie aride planiziali
Relatore: M. Barcella, G. Gheza

Serata sospesa causa pandemia!

19/04/2020
Escursione
Cavlera – Bivacco Plana (con ABB)

Escursione sospesa causa pandemia!

17/04/2020
Relazione
Cosa c’è sotto: genesi e sviluppo dei suoli
Relatore: G. Mariani

Serata sospesa causa restrizioni Covid19 !

03/04/2020
Proiezione
The mountain – Il respiro dell’anima
Relatore: G. Busi

Serata sospesa causa COVID-19

27/03/2020
Assemblea
Assemblea ordinaria

Serata sospesa causa COVID-19

20/03/2020
Proiezione
La straordinaria flora della Cordillera Blanca del Perù
Relatore: S. Sgorbati

Serata sospesa causa COVID-19

06/03/2020
Relazione
Biodiversità delle foreste tropicali, uno sguardo da Barro Colorado Island-Panama
Relatore: Francesco Gattesco

Serata sospesa causa COVID-19

IL RELATORE

Laureato in Scienze Naturali nel 1994 presso l’Ateneo di Milano, dopo varie collaborazioni presso l’Università di Milano ed in particolare con l’istituto di Entomologia Agraria, grazie ad una borsa di studio si reca a Panama sull’isola di Barro Colorado (BCI) presso lo Smithsonian Tropical Research Institute (STRI). Qui ed in altre aree neotropicali per quasi tre anni svolge attività di studio e ricerca in ecologia tropicale. Tornato in Italia prosegue il suo progetto di ricerca con la Statale di Milano e si dedica a brevi esperienze di insegnamento presso le scuole superiori. Dal 1997 lavora come naturalista e botanico presso la ditta Italiana Indena dove si occupa di controllo ed assicurazione di qualità dei materiali botanici, acquisto degli stessi ed in particolare di ricerca botanica e sostenibilità. Per lavoro e per passione è in contatto con STRI ed altri istituti di ricerca. Appassionato di fotografia ed illustrazione naturalistica, cerca di approfondire e gustare le bellezze naturali possibilmente in compagnia di altri naturalisti, famigliari ed amici. Di recente è entrato a far parte della famiglia del FAB.

LA SERATA

Francesco ci ha inviato le seguenti note sul contenuto e sul significato della sua serata:

“Gli ambienti tropicali sono da lungo tempo fonte di stupore e meraviglia per gli esseri umani. Sono stati vissuti da esploratori, viaggiatori, colonizzatori o comunque dai singoli individui come paradisi o inferni. Tra gli ecosistemi tropicali spiccano per l’elevata ricchezza di forme di vita le barriere coralline e le foreste tropicali. Negli ultimi decenni questa varietà di vita è stata chiamata Biodiversità ed il termine è diventato un po’ di moda. Le foreste tropicali sono ricche di specie di alberi spesso a prima vista molto simili tra di loro, e questo fatto, unito alle dimensioni ed alla biologia degli stessi, rende piuttosto difficoltoso uno studio approfondito di queste formazioni vegetali. Tra i numerosissimi filoni di ricerca, a BCI è stato sperimentato (e poi applicato in altri luoghi) un approccio che ha prodotto e continua a produrre una grande quantità di informazioni, ha contribuito a chiarire alcuni temi e generato nuove domande Mentre vengono distrutte ad un ritmo davvero allarmante, le foreste tropicali continuano ad essere fonte di sostanze utili, di ricchezza economica, di stupore e di nuovi interrogativi riguardanti la vita sul pianeta e come questa si è evoluta nel tempo”.

AVVISO IMPORTANTE !!

Con vivo rammarico,

a seguito della proroga delle misure di contenimento del COVID-19,

la conferenza di

venerdì 6 marzo

“Biodiversità delle foreste tropicali,

uno sguardo da Barro Colorado Island – Panama”

È ANNULLATA

Resta inteso che sarà recuperata appena possibile.

Per l’appuntamento successivo sarà data comunicazione

in merito alla possibilità del suo svolgimento.

Il presidente LUCA MANGILI

21/02/2020
Proiezione
Viaggio alle Isole Orcadi
Relatore: Barbara Valle

a cura di Barbara Valle

La Relatrice

Attualmente dottoranda in Scienze Ambientali a Milano, Barbara studia in particolare l’ecologia di comunità vegetali e animali dei ghiacciai alpini. La sua tesi magistrale aveva come titolo “Comunità epiglaciali di piante e artropodi su tre debris-covered glacier dolomitici”. Collaboratrice dell’Orto Botanico di Città Studi a Milano, realizza lavori di divulgazione scientifica e in particolare articoli e testi divulgativi per percorsi glaciologici. Va segnalato che Barbara, in rappresentanza del FAB, ha presentato con grande successo a Roma la “Flora Vascolare della Lombardia Centro Orientale”, durante la giornata di studio “La Flora in Italia: stato delle conoscenze, nuove frontiere, divulgazione”, svoltosi il 7 dicembre 2018. È inoltre una delle organizzatrici del prossimo corso di botanica, interamente affidato alle giovani leve del FAB, e ha partecipato più volte agli accompagnamenti all’Isolotto di Ponte San Pietro, sempre dimostrando competenza e ottima capacità di relazionarsi con i visitatori.

La serata

Barbara ci ha inviato le seguenti note sul contenuto e sul significato della sua serata:

Con questa serata cercherò di raccontare le isole Orcadi, la propaggine settentrionale della Scozia, attraverso i miei occhi di turista e di botanica. Queste isole sono lambite dal Mare del Nord e dall’Oceano Atlantico, che erodono le antichissime scogliere e modellano le spettacolari falesie. Qui crescono meravigliose piante tipiche dei mari del nord. Qui si vedono paesaggi peculiari, vaste distese di pascoli, campi, brughiere, paludi salmastre e boschi di betulle e sorbi che arrivano al livello del mare. L’uomo da millenni vive nelle “isole delle foche” in piccoli nuclei abitati, ed è riuscito a instaurare un rapporto equilibrato con questi ambienti”.

07/02/2020
Proiezione
Piante, uomini, paesaggi
Relatore: Riccardo Guarino

Piante, uomini, paesaggi

Il Relatore

Laureato in Scienze Naturali nel 1994 presso l’Ateneo di Pavia, dopo varie esperienze all’estero e in altre sedi universitarie italiane, dal 2008 Riccardo è ricercatore presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche Chimiche e Farmaceutiche dell’Università di Palermo, ove svolge un’intensa attività didattica, curando in particolare studi di Ecologia e Biologia vegetale. Autore di alcune monografie scientifiche (ricordiamo ad esempio Guarino R. & Sgorbati S., 2004: Guida Botanica al Parco Alto Garda Bresciano), ha inoltre prodotto numerosissimi articoli su riviste scientifiche anche di rilevanza internazionale, oltre che contributi per riviste e monografie divulgative. Non si contano poi le sue pubblicazioni in atti di convegni e resoconti di attività sociali. Tra le attività “in itinere” e più recenti va sottolineata la collaborazione con il Prof. Sandro Pignatti nella realizzazione di archivi multimediali e di chiavi politomiche per la determinazione delle piante vascolari della flora italiana (questa moderna “Flora digitale”, prodotta insieme a Marco La Rosa, è allegata al vol. 4 della nuova Flora d’Italia). Non vanno dimenticate poi la collaborazione con ENEA (Unità Tecnica Agri-Eco) e con Forum Plinianum nella definizione delle aree agricole ad alto valore naturalistico e nell’individuazione di indicatori floro-vegetazionali per le stesse. Infine vanno menzionate le sue continue ricerche in varie aree mediterranee, prealpine e alpine, finalizzate al monitoraggio ambientale e a studi territoriali con approccio geobotanico.

La serata

Riccardo ci ha inviato le seguenti note sul contenuto e sul significato della sua serata:
“La vita vegetale è radicalmente legata a luoghi diversi. Il legame che ci unisce alla vita vegetale è altrettanto radicale e profondo, sebbene raramente vi si presti attenzione durante le nostre attività quotidiane. Malgrado la nostra disattenzione, le piante continuano a produrre ossigeno e nutrimento per tutti gli organismi non fotosintetici, uomo incluso. Essendo di indole sedentaria, le piante si sono adattate in vario modo alle caratteristiche dei luoghi a cui sono legate, al punto da divenire gli indicatori più analitici e manifesti di paesaggi diversi e, talora, della storia umana che vi si è avvicendata. Alcuni esempi significativi ci offriranno lo spunto per riflettere insieme sull’ineluttabilità delle relazioni, non sempre idilliache, tra piante, uomini, paesaggi”.

Grazie..! Giuseppe Laino, Luca Mangili e Riccardo Guarino.
17/01/2020
Relazione
“Valtellina, vallis amoenissima – La flora valtellinese tra passato, presente … e un possibile futuro”
Relatore: R. Ferranti

“Valtellina, vallis amoenissima – La flora valtellinese tra passato, presente… e un possibile futuro ”

a cura di Roberto Ferranti

Il Relatore

Laureato in Scienze Biologiche e attivo collaboratore del Museo Civico di Storia Naturale di Morbegno, Roberto Ferranti è autore di svariate pubblicazioni a sfondo botanico. Oltre a numerosi articoli prodotti per riviste scientifiche (soprattutto per il “Naturalista Valtellinese”), Roberto ha già realizzato in passato alcune opere librarie giustamente apprezzate, che molti soci del FAB possiedono e spesso consultano. Tra esse è doveroso ricordare lo splendido catalogo della mostra sul “Paesaggio vegetale della provincia di Sondrio”, (prodotta nel 2002 da Roberto in collaborazione con Augusto Pirola e Fabio Penati), autentica miniera di informazioni per un naturalista attento ai vari aspetti del territorio, e il libro “Flora alpina di Valtellina e Valchiavenna”, pubblicato nel 2006 da Lyasis edizioni e presentato in anteprima al FAB con una memorabile serata. Di questo manuale, assai apprezzato dagli appassionati e andato rapidamente esaurito, nella primavera del 2012 è uscita una nuova edizione, ancor più ricca e completa della precedente, con dati ampliati e aggiornati. Socio del FAB da moltissimi anni, Roberto è stato più volte nostro gradito relatore regalandoci numerose serate indimenticabili. Per brevità ricordiamo solo le ultime quattro: “Le piante e il mondo vivente: cooperazione e antagonismi”, “La lunga storia della flora alpina”, “Valtellina, vallis amoenissima: passato e presente della flora di Valtellina e Valchiavenna”,

“Profumi e colori: viaggio nella flora mediterranea”. Roberto è anche tra i coordinatori principali del “Gruppo Floristico F. Massara” che da qualche anno svolge una proficua attività di ricerca floristica e di promozione della cultura botanica in provincia di Sondrio. Per i meriti acquisiti nel campo della ricerca e della divulgazione botanica, nel 2013 gli è stato attribuito dal Gruppo Botanico Amici del Verde di Monza il prestigioso “Acero d’oro”. Infine non possiamo dimenticare la grande competenza e la disponibilità con cui Roberto, che siamo orgogliosi di avere come nostro Socio da moltissimi anni, ha guidato gli amici del FAB in escursioni extra-orobiche (nel 2003 in Valtellina nel Bormiese, nel 2007 in Val Malenco, nel 2008 nelle Alpi Liguri….), facendoci conoscere fiori e ambienti straordinari !

La serata

Roberto ci ha inviato le seguenti note sul contenuto della sua relazione:

“ La relazione si propone di offrire un quadro generale sulle conoscenze del patrimonio floristico in provincia di Sondrio, area che si compone principalmente dei due grandi solchi vallivi della Valtellina e della Val Chiavenna. La prima parte della presentazione riassume sommariamente le vicende del passato, cioè i viaggi e le esplorazioni che botanici e naturalisti, stranieri e italiani, hanno compiuto nel territorio a partire dal ‘500, lasciando testimonianze e memorie scritte delle loro osservazioni e costruendo quelle che Albert Haller definì le “fondamenta dell’edificio” per chi, dopo di loro, ha potuto avanzare nelle ricerche botaniche. La seconda parte intende descrivere lo stato attuale delle conoscenze floristiche locali, attraverso i dati raccolti fino ad ora nell’archivio informatico utilizzato dagli “esploratori” odierni, che hanno nel Museo civico di Storia Naturale di Morbegno la loro base operativa; verranno pertanto delineate alcune caratteristiche generali della flora valtellinese e verranno descritti habitat e distretti geografici di particolare interesse botanico. L’ultima parte riguarda la possibile evoluzione futura di questo lavoro di ricerca, ancora ben lontano dai grandi risultati ottenuti in aree limitrofe della Lombardia; alla luce delle molte novità e scoperte emerse con la ricerca di questi ultimi anni, cercherò di ipotizzare idee, progetti, prospettive e possibili linee di indagine, ma anche di evidenziare ostacoli e difficoltà presenti, uniti alle mie (spero non utopiche) speranze che si arrivi col tempo a quel livello di conoscenze botaniche che permetta alla provincia di Sondrio, territorio a cui sono sempre stati riconosciuti grande bellezza e interesse naturalistico, di avere quella rilevanza e considerazione che merita anche in questo campo”.

Grazie..! Luca Mangili, Roberto Ferranti e Federico Mangili.
20/12/2019
Incontro sociale
Festa Natalizia 2019

“Festa natalizia augurale del FAB”

IL PROGRAMMA DELLA FESTA 

( Attenzione: apertura della sala alle 19.30 per consegnare i cibi e le bevande e predisporre al meglio tavoli, sedie e premi della lotteria; inizio buffet alle 20 !!)