Escursioni programmate

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06/03/2022
I FONTANILI DELLA PIANURA: FONTANILI (E BOSCHI) DI SPIRANO, POGNANO E LURANO
Ritrovo 1: Colognola, parcheggio lungo via S. Bernardino, h 8.30
Ritrovo 2: Spirano, parcheggio di via Fontanili h 9 (appena prima del cimitero voltare a destra)
Quota minima: 140
Quota massima: 155
Dislivello complessivo: insignificante
Lunghezza: circa 6 km l'escursione del mattino (Spirano), circa 5 km quella del pomeriggio (Pognano - Lurano)
Durata: 6-7 h
Difficoltà: nessuna



Contatti: Luca Mangili, 035593518 - 3319465986





Nel cuore della pianura bergamasca, quasi ovunque compromessa dall’urbanizzazione e dall’agricoltura intensiva, sono ancora presenti alcune aree naturalisticamente importanti, sia pure assai ridotte. Le escursioni proposte, facili e di nessun impegno fisico, vogliono farne conoscere due delle più significative, caratterizzate dalla presenza di numerose sorgenti e discreti lembi boschivi.

Il mattino sarà dedicato ai fontanili ed ai boschi di Spirano, ultima sopravvivenza dell’antica foresta planiziale! Dalla periferia Sud del paese si raggiungerà la Cascina Uplida; da qui, seguendo le aste dei fontanili, si arrivera fino all’antico Fosso Bergamasco, un tempo confine con il territorio milanese.

Nel pomeriggio, dopo un previssimo trasferimento in auto, si visiteranno i numerosi fontanili nella campagna tra Pognano e Lurano, probabilmente non tutti attivi (è possibile che l’acqua sgorghi solo dal maggiore, il Rampazzone), in un piacevole contesto di prati, piccoli boschi, siepi e rogge.

Le specie presenti sono molte, alcune delle quali rare o eccezionali per la pianura (Aristolochia lutea, Arum maculatum, Asparagus tenuifolius, Carex pilosa, Corydalis cava, Crocus biflorus, Erythronium dens-canis, Euphorbia dulcis, Festuca heterophylla, Helleborus foetidus, Leucojum vernum, Luzula campestris, L. pilosa, Potentilla sterilis, Scilla bifolia, ecc.); speriamo di incontrare anche Daphne mezereum e Convallaria majalis, da anni non più osservate! E poi una ricca varietà di specie arboree, con querce, ontani, pioppi, olmi, platani, noccioli e biancospini.

itinerario Spirano Fontanili di Spirano Bosco dei Fontanili, Crocus biflorus Bosco dei Fontanili, Leucojum vernum Bosco dei Fontanili, Scilla bifolia Bosco dei Fontanili, Erythronium dens-canis Corydalis cava itinerario Pognano - Lurano Bosco San Giuseppe Bosco San Giuseppe Fontana Nuova Rampazzone Rio Rampazzone Rio Rampazzone campagna a S del Rampazzone verso il Bosco San Giuseppe San Canziano
24/04/2022
LERANO – MONTE BRONZONE
Ritrovo 1: Bergamo, piazzale della Malpensata, h 7.30
Ritrovo 2: Lerano, slargo (parcheggio) a monte dell'abitato, h 8.30
Quota minima: 680 m
Quota massima: 1.334 m
Dislivello complessivo: circa 750 m
Lunghezza: circa 11 km
Durata: 7-8 h
Difficoltà: escursionismo facile (strade asfaltate, sterrati, sentieri CAI (E)



Contatti: Luca Mangili, 035593518 - 3319465986





Con il suo caratteristico profilo, il Monte Bronzone domina la riva bergamasca del basso Sebino; cima estremamente panoramica, è floristicamente assai interessante, ospitando un gran numero di specie caratteristiche della fascia montana più esterna, prospicente alla pianura e al lago. L’itinerario proposto ricalca in gan parte alcuni tracciati CAI. Da Lerano (680 m), frazione di Viadanica, percorrendo una stretta strada asfaltata, si sale al Colle Cambline (776 m), da cui si raggiunge la località Prato Chierico (900 m); divenuta la strada uno sterrato e poi un sentiero che segue il crinale, si oltrepassa il Colle d’Oregia (918 m); dopo un valico (località La Rola) si aggira sulla sinistra una modesta elevazione e, raggiunta una piccola cascina, si taglia decisamente a sinistra verso la cresta sud-occidentale del Bronzone, seguendo la quale, con uno strappo un po’ ripido, si raggiunge la cima (1.334 m), con grande croce e campana. La discesa avviene sul versante opposto, dirigendosi verso la Punta Piagnole; nella sella prativa tra le due cime, in bellissima posizione, si trova la cascina Gombo Alto (1.190 m), da alcuni anni gestita come rifugio, dal quale si raggiunge facilmente anche la vicina Punta Piagnole (1.226 m). Si percorre quindi in discesa, per un buon tratto, lo sterrato di servizio al rifugio, fino ad imboccare un sentiero che riporta alla Rola ed al Colle d’Oregia; con una breve deviazione rispetto all’andata si raggiunge la panoramica Croce di Predore (930 m circa), dalla quale si scende al Colle Cambline e quindi a Lerano.

Tra le specie più interessanti si segnalano: Allium lusitanicum, A. cirrhosum, Anemone nemorosa, A. ranunculoides, Arctostaphylos uva-ursii, Aristolochia lutea, Arum maculatum, Asarum europaeum, Cardamine enneaphyllos, Crocus albiflorus, Campanula carnica, Carex humilis, Convallaria majalis, Coronilla vaginalis, Cytisus emeriflorus, C. hirsutus, C. purpureus, Dactylorhiza sambucina, Daphne mezereum, Erica arborea, Globularia cordifolia, G. vulgaris, Helianthemum nummularium, Iris graminea, Kernera saxatilis, Lonicera alpigena, Narcissus poëticus, Paeonia officinalis, Peucedanum verticillare, Phyteuma scheuchzeri subsp. columnae, Potentilla micrantha, Primula auricula, Pulmonaria australis, Saxifraga hostii subsp. rhaetica, Scrophularia vernalis, Sempervivum tectorum, Sesleria varia, Valeriana tripteris; solo sulle rocce acidofile del Colle d’Oregia si rinviene il raro Sempervivum arachnoideum.

IMPORTANTE: per il Bronzone esistono segnalazioni bibliografiche di Primula glucescens e Allium insubricum (!); il secondo è alquanto improbabile, ma guardiamoci attorno con attenzione!

Itinerario Prato Chierico, verso il Bronzone Erica arborea Narcissus poëticus Primula auricula Paeonia officinalis Dactylorhiza sambucina Monte Bronzone Monte Bronzone, vista verso il lago Croce di Predore, verso il Bronzone Croce di Predore, verso il lago
08/05/2022
PREDORE – CORNO (escursione abbinata al corso di botanica)
Ritrovo 1: Bergamo, piazzale della Malpensata, h 7.45
Ritrovo 2: Predore, parcheggio a fianco del cimitero, h. 8.30
Quota minima: 190 m
Quota massima: 600 m
Dislivello complessivo: circa 500 m
Lunghezza: circa 6 km
Durata: 6-7 h
Difficoltà: escursionismo facile; alcuni tratti di strada asfaltata molto ripidi



Contatti: Luca Mangili - 035593518 - 3319465986





Rivolto a Sud ed esposto all’azione mitigatrice del lago, il territorio di Predore manifesta per larghi tratti una chiara impronta mediterranea, altrove poco osservabile nella nostra provincia. Olivi, cipressi, oleandri e opunzie sono ampiamente presenti al margine dell’abitato e sui terrazzamenti ancora coltivati, mentre scure macchie di leccio crescono alla base del Corno, dove vennero piantate diversi decenni fa. Ma ad essere più interessante è la vegetazione spontanea osservabile lungo il panoramico sentiero alto del Corno, che si snoda a quota più o meno costante tra rocce, prati aridi e boscaglie termofile, caratterizzato dalla presenza di numerose specie di grande bellezza, spesso, alquanto rare o molto localizzate nella Bergamasca. Notevole anche il contingente di specie presente nei prati asciutti e negl oliveti condotti ancora tradizionalmente, dove è facile osservare un buon numero di orchidee.

L’itinerario proposto ha inizio dal parcheggio (190 m) presso il cimitero; in breve si arriva alla strada asfaltata che risale la Valle di Predore e la si percorre fino alla località Dessi (santella, 433 m), dove è facile incontrare alcune splendide orchidee; tornati sui propri passi si raggiungono le case di Mantolina e quindi, subito a monte della chiesa di San Gregorio (400 m) , si imbocca una ripida stradina che porta all’inizio del Sentiero Alto del Corno (550 m circa), che verrà percorso per un lungo tratto. Per il ritono si scende nuovamente a San Gregorio, dove si prende la lunga scalinata che riporta sulla strada principale, un po’ a monte del paese, al quale si arriva rapidamente.

Tra le molte specie presenti si segnalano: Argyrolobium zanonii, Anacamptis pyramidalis, Anthericum liliago, Artemisia alba, Arum italicum, Asparagus tenuifolius, Biscutella cichoriifolia, Buglossoides purpurocaerulea, Carduus nutans, Centranthus ruber, Campanula erinus, Convolvulus cantabrica, Cotinus coggygra, Dianthus seguieri, Dictamnus albus, Echinops sphaerocephalus, Erica arborea, Euphorbia flavicoma, Fraxinus ornus, Fumana procumbens, Geranium sanguineum, Globularia cordifolia, Helianthemum apenninum, Helianthemum nummularium, Iris graminea, Isatis tinctoria, Lactuca perennis, Melissa officinalis, Melittis melissophyllum, Misopates orontium, Orchis papilionacea, O. simia, Orlaya grandiflora, Pistacia terebinthus, Polygala chamaebuxus, P. nicaeensis, Polygonatum odoratum, Prunus mahaleb, Ruta graveolens, Sempervivum tectorum, Silene otites.

itinerario lungo il sentiero alto del Corno lungo il sentiero alto del Corno Orchis simia Fraxinus ornus Argyrolobium zanonii Lactuca perennis Ruta graveolens Dictamnus albus Convolvulus cantabrica Helianthemum apenninum Biscutella cichoriifolia Isatis tinctoria
12/06/2022
MONTE GARDENA (escursione abbinata al corso di botanica)
Ritrovo 1: Bergamo, secondo distributore di via C. Correnti, h 6.30
Ritrovo 2: Schilpario, strada del Vivione, presso la "baracca rossa", h 8.00
Quota minima: 1.550 m
Quota massima: 2.116 m
Dislivello complessivo: circa 600 m
Lunghezza: circa 7.5 km
Durata: 7-8 h
Difficoltà: escursionismo facile (quasi la totalità del percorso è su strada sterrata)



Contatti: Luca Mangili, 035593118 - 3319465986





Facile cima da cui si ammira interamente la splendida conca dei Campelli, il Monte Gardena è floristicamente assai ricco, vantando alcune fioriture davvero spettacolari. L’itinerario ha inizio dalla strada per il Passo del Vivione, dopo aver parcheggiato l’auto nei pressi della “baracca rossa” (1.550 m circa). Nel tratto iniziale si segue lo sterrato che risale al Passo dei Campelli, ma presto lo si abbandona e, attraversato il torrentello, si sale verso la malga Rena (1.675 m), mantenendosi per un buon tratto sulla vecchia stradina di servizio alle miniere di barite; ad un tornante si prende un sentiero a sinistra e lo si segue fin presso i ruderi di Glaiola, ormai sull’ampia sella (1.923 m) tra il Monte Gardena e I Colli, con piccole torbiere e grandi macchie di rododendri e mirtilli; da qui, percorrendo senza difficoltà il crinale, si raggiunge la cima (2.116 m), con magniifica vista sui monti circostanti. Seguita per pochi metri la cresta in direzione N, si scende verso il Passo del Giovetto (1.814 m), per lo più attraverso vaste praterie (in alternativa è possibile mantenersi alla base della parete rocciosa, con la possibilità di osservare alcune specie poco comuni). Dal Passo del Giovetto, per strada sterrata, con un ampio giro intorno alla conca dei Campelli, si ritorna alla strada del Vivione; se ci sarà il tempo verrà effettuata una breve deviazione al lago dei Campelli.

Tra le specie osservabili si segnalano: Anemonastrun narcissiflorum, Anthyllis vulneraria, Arabis brassica, Arctostaphylos alpinus, Arabis alpina, Arnica montana, Aster alpinus, Bartsia alpina, Biscutella laevigata, Cirsium spinosissimum, Clematis alpina, Coeloglossum viride, Crocus albiflorus, Dactylorhiza fuchsii, D. sambucina, Daphne mezereum, D. striata, Draba aizoides, D. dubia, Dryas octopetala, Fritillaria tubiformis, G. acaulis, G. lutea, G. punctata, G. verna, Geranium phaeum, G. sylvaticum, Geum montanum, Globularia cordifolia, Gymnadenia conopsea, Hippocrepis comosa, Horminum pyrenaicum, Kalmia procumbens Laserpitium halleri, Lilium bulbiferum subsp. croceum, L. martagon, Listera ovata, Minuartia sedoides, Molopospermum peloponnesiacum, Myosotis alpestris, Onobrychis montana, Orchis mascula, Paradisea liliastrum, Pedicularis verticillata, Phyteuma orbiculare, P. ovatum, Platanthera bifolia, Polygala alpestris, P. chamaebuxus, Polygonatum verticillatum, Primula elatior, P. glaucescens, Pulsatilla alpina subsp. alpina, P. alpina subsp. austroalpina, Ranunculus lanuginosus, R. platanifolius, R. thora, Rhododendron ferrugineum, R. hirsutum, Salix reticulata, Sambucus racemosa, Saussurea discolor, Saxifraga hostii subsp. rhaetica, Scorzonera aristata, Silene acaulis, Sorbus chamaemespilus, Thalictrum aquilegifolium, Traunsteinera globosa, Trollius europaeus, Vaccinium gaultherioides, V. myrtillus, Viola culminis, V. palustris.

itinerario salendo al Monte Gardena, vista verso il Passo di Valzellazzo e il Monte Vai Piane Anemonastrum narcissiflorum Fritillaria tubiformis Paradisea liliastrum Viola culminis verso Glaiola verso Glaiola sella tra I Colli e il Gardena Monte Gardena Monte Gardena, vista verso il Sellero Dactylorhiza sambucina Lilium bulbiferum subsp. croceum Scorzonera aristata Monte Gardena
26/06/2022
FOPPOLO – PASSO DI DORDONA
Ritrovo 1: Bergamo. parcheggio presso la sede FAB, h 7.15
Ritrovo 2: Foppolo, via Cortivo, h 8.30
Quota minima: 1.620 m
Quota massima: 2.163 m
Dislivello complessivo: circa 600 m
Lunghezza: circa 8 km
Durata: 7-8 h
Difficoltà: escursionismo facile



Contatti: Luca Mangili, 035593518 - 3319465986





Tra il Monte Cadelle (2.483 m) e il Monte Toro (2.516 m), il largo valico del Passo di Dordona (2.061 m) è uno dei punti meno elevati del crinale orobico principale, secondo solo al Passo San Marco. Tutta l’area è caratterizzata dal modellamento glaciale, all’origine di piccoli laghetti e conche torbose derivate dal loro progressivo interramento; larghi tratti dei versanti sono coperti da imponenti accumuli di grandi massi di gneiss, scarsamente colonizzati dalla vegetazione, che è decisamente acidofila.

Da Foppolo, dopo aver parcheggiato l’auto in via Cortivo, si imbocca lo sterrato per il Passo di Dordona , ma dopo poche decine di metri lo si abbandona per prendere, a sinistra, il sentiero panoramico, che attraverso pascoli, lariceti, grandi blocchi di frana e torbiere conduce al passo in circa 90 minuti; è un tracciato facile, che offre una bella vista soprattutto verso il Monte Pegherolo. Al passo sono presenti consistenti resti delle fortificazioni della Linea Cadorna, approntata durante la Grande Guerra, la cui visita è opportuna, non solo per motivi storici: scavi e trincee sono ormai colonizzati dalle piante, spesso con una ricchezza di specie maggiore che nelle aree circostanti!

Si punta quindi all’ampio versante pascolivo del Monte Toro, che si risale per un tratto senza alcuna fatica; approssimandosi al crinale si ha una bella vista sulla Val Madre e sui numerosi esemplari di Pinus cembra (alcuni di ragguardevoli dimensioni) che crescono coraggiosamente abbarbicati sui dirupi strapiombanti. Ancora una breve salita e si raggiunge una piccola torbiera (2.135 m). notevole per la presenza copiosa di Primula integrifolia. Chi se la sente, in una decina di minuti, può salire ad un laghetto (2.163 m) incastonato tra le rocce, dal quale si gode un magnifico panorama. Tornati al Passo di Dordona, si rientra a Foppolo seguendo lo sterrato.

Tra le specie osservabili si segnalano: Ajuga pyramidalis, Androsace vandellii, Antennaria dioica, Asplenium septentrionale, Aster alpinus, Astrantia minor, Bartsia alpina, Carex curvula, C. echinata, C. pallescens, C. sempervirens, Crocus albiflorus, Cryptogramma crispa, Dactylorhiza fuchsii, Daphne mezereum, D. striata, Doronicum clusii, Festuca scabriculis subsp. luedii, Gentiana acaulis, Geum montanum, Gnaphalium supinum, Homogyne alpina, Huperzia selago, Kalmia procumbens, Laserpitum halleri, Leucanthemopsis alpina, Lonicera coerulea, Minuartia sedoides, Mutellina adonidifolia, Molopospermum peloponnesiacum, Orchis mascula, Pedicularis tuberosa, Phyteuma hedraianthifoilium, Pinguicula leptoceras, Pinus cembra, Primula hisuta, P. integrifolia, P. latifolia, Pulsatilla alpina subsp. apiifolia, Rhododendron ferrugineum, Sempervivum montanum, S. wulfenii, Silene acaulis, Soldanella pusilla, Vaccinium gaulterioides, V. myrtillus, V. vitis-idaea, Veronica fruticans, Viola biflora, V. palustris, V. thomasiana.

itinerario lungo il "sentiero panoramico" lungo il "sentiero panoranico", vista sul Pegherolo lungo il "sentiero panoramico" lungo il "sentiero panoramico", vista sul Pizzo del Vescovo Passo di Dordona, trincee e vista sul Monte Cadelle Geum montanum Pinus cembra sui dirupi verso la Val Madre torbiera q. 2.135 laghetto q. 2.163 Primula integrifolia Pulsatilla alpina apiifolia Minuartia sedoides Primula hirsuta
23/07/2022
ESCURSIONE EXTRA-OROBICA SUI MONTI DI VIPITENO – PASSO DI VIZZE
Ritrovo 1: 4° tornante della strada per il Passo di Vizze (ampio parcheggio gratuito), h 10.30
Quota minima: 1.800 m
Quota massima: 2.251 m
Dislivello complessivo: circa 500 m
Durata: 6-7 h
Difficoltà: escursionismo facile



Contatti: per informazioni - iscrizione: Myriam Traini, 3382391166






Partenza da BG, ritrovo al 4° tornante del Passo di Vizze (ampio parcheggio gratuito) ore 10:30 . Da Bergamo circa 4 ore (autostrada Milano-Venezia, uscita Peschiera, seguire per Affi, rientro in autostrada direzione Brennero, uscita Vipiteno, seguire per la Val di Vizze). L’escursione segue l’ampia strada carrozzabile, un tempo percorribile anche dalle automobili, ma ora chiusa al traffico. Per chi volesse salire rapidamente al passo (molto panoramico!) è possibile prendere il segnavia 3, che, anche se assai più ripido della carrozzabile, conduce alla meta molto più velocemente. Dopo circa un’ora di cammino, usciremo dall’ambiente forestale per entrare in una fascia di pascoli e prateria con ampia vista sulla valle. Ancora un’ora e mezza e si raggiunge comodamente il Passo di Vizze: l’area, impostata su rocce granitche, è vasta e pianeggiante, caratterizzata da moltissimi laghetti che formano anche numerose torbiere, ed offre numerosissime possibilità di esplorazione botanica. Al passo è presente anche un rifugio. Terminata l’escursione, ci dirigeremo verso l’alloggio, presso l’Hotel Kranebitt in Val di Vizze (30 min dal parcheggio).

itinerario
24/07/2022
ESCURSIONE EXTRA-OROBICA SUI MONTI DI VIPITENO – RIFUGIO VEDRETTA PIANA
Quota minima: 1.417 m
Quota massima: 2.245
Dislivello complessivo: 837 m
Durata: 7-8 h
Difficoltà: escursionismo facile



Contatti: per informazioni - iscrizione: Myriam Traini, 3382391166






Partenza ore 8:30 dall’Hotel Kranebitt, da dove ci dirigeremo in auto alla testata della Val Ridanna (parcheggio presso museo ex-miniere, 35 minuti dall’Hotel). La zona è caratterizzata dalla presenza della Vedretta Piana, il più grande ghiacciaio dell’Alto Adige, che influenza notevolmente clima e geomorfologia dell’area. Dal parcheggio ex-miniere seguiremo il sentiro n°9, che sale inizialmente per un tratto boscato, fino a sbucare nell’ampia piana di Aglsboden, caratterizzata dalla presenza di una vasta torbiera. Da qui il sentiero si fa più ripido, descrivendo un ampio curvone in salita fino al rifugio Vedretta Piana (2.254 m), posto in posizione panoramica su un’amplissima piana proglaciale caratterizzata da rocce di natura metamorfica (filladi e micascisti) a nostra disposizione per un’accurata esplorazione botanica. A tal proposito, chi volesse, può proseguire fino al laghetto Ubeltalsee (45 min dal rifugio Vedretta Piana), posto proprio di fronte ad una delle lingue del ghiacciaio. Attenzione: il rifugio è aperto solo saltuariamente! Rientro per il medesimo itnerario dell’andata. Circa 2-3 h per la salita

itinerario
25/07/2022
ESCURSIONE EXTRA-OROBICA SUI MONTI DI VIPITENO – RIFUGIO GENZIANA – CIMA DELLA STANGA
Quota minima: 1.309 m
Quota massima: 2.388 m
Dislivello complessivo: 1.079 m
Durata: 7-8 h
Difficoltà: escursionismo facile



Contatti: per informazioni - iscrizione: Myriam Traini, 3382391166






Partenza ore 8:30 dall’Hotel Kranebitt, da dove in auto raggiungeremo la località di Terme di Brennero (1.309 m) dove si parcheggia. Da qui si segue il sentiero n°4, toccando Malga Bagno, Malga Zirago e il Rifugio Genziana (1.894 m). Il percorso segue una comoda strada ex-militare, attualmente non più percorribile da mezzi motorizzati. Raggiunto il Rifugio Genziana, si prosegue in vasto ambiente prativo lungo il percorso 4A, che in circa ancora un’ora ci porta al Passo della Chiave (2.212 m.), posto a cavallo con la val di Vizze e immediatamente sopra il nostro albergo (attenzione: non saliamo dal versante della Val di Vizze poichè il sentiero è molto più stretto e ripido). Dal passo, in altri 40 minuti, si raggiunge per semplice cresta la Cima della Stanga (2.388 m). Ritorno per il medesimo itinerario, ma chi volesse potrebbe scendere dal Passo della Chiave in Val di Vizze direttamente a Kematen all’Hotel. 3-4 ore di salita alla cima.  

itinerario
26/07/2022
ESCURSIONE EXTRA-OROBICA SUI MONTI DI VIPITENO – TELFER WEISSEN
Quota minima: 1.900 m
Quota massima: 2.566 m
Dislivello complessivo: 666 m
Durata: 5-6 h
Difficoltà: escursonismo facile



Contatti: per informazioni - iscrizione: Myriam Traini, 3382391166






Partenza ore 8:30 dall’Hotel Kranebitt, da dove raggiungeremo la partenza della cabinovia Rosskopf
presso Vipiteno (22 minuti), che ci porterà da 950 a 1.900 m di quota (orari apertura 8:30 – 17:00,
biglietto a/r 18,50 euro). Scesi dalla funivia si segue la stradina pianeggiante n° 23, che ci porta in
mezz’ora a malga Kuhalm (servizio di rifugio), in ambiente molto panoramico sulla conca di Vipiteno.
Da qui si prenderà il sentiero 23, che più ripidamente ci permetterà di raggiungere la forcella
Ochsenscharte (2.168 m), in suggestivo ambiente calcareo, da cui, seguendo il crinale est della
montagna, si raggiunge facilmente la cima orientale (2.566 m). La cima vera e propria, 22 m più alta, è
raggiungible dalla cima orientale calandosi in un piccolo caminetto con corde fisse, raggiungendo una
forcella intermedia, e percorrendo da qui la cresta. Dalla forcella Ochsenscharte è possibile tornare
alla cabinovia per lo stesso itinerario dell’andata, oppure prendere il sentiero 24 che ci porta alle baite
di Vallminger, e successivamente il sentiero 19 verso la cabinovia.

itinerario
23/10/2022
ANELLO DEL PIZZO CERRO
Ritrovo 1: Bergamo, parcheggio presso la sede FAB, h 7.45
Ritrovo 2: Brembilla, frazione Foppa, h 8.30
Quota minima: 817 m
Quota massima: 1.285 m
Dislivello complessivo: circa 500 m
Lunghezza: circa 5.7 km
Durata: 7-8 h
Difficoltà: escursionismo facile


Note: Da Brembilla, per salire alla frazione Foppa, all'ingresso del paese si deve prenere a destra via Ravagna e, poco dopo, svoltare a sinistra su via Cadamone; circa 3.2 km di strada con numerosi tornanti.


Contatti: Luca Mangili, 035593518 - 3319465986





A monte di Brembilla, sul versante meridionale del Pizzo Cerro e del Castel Regina, sono presenti piccoli nuclei rurali e cascine isolate, oggi quasi totalmente in abbandono, che testimoniano l’intenso utilizzo del territorio nelle epoche passate; oggi, i prati non più falciati ed i pascoli sono stati riconquistati dagli arbusti e dal bosco termofilo, mentre qua e là persistono limitati lembi di faggeta. Del fitto reticolo di sentieri che generazioni di contadini, pastori e carbonai hanno percorso innumerevoli volte, solo pochi sono ancora ben evidenti e usati dagli escursionisti quando si allontanano dai tracciati più battuti.

Da Brembilla si sale in auto alla frazione Foppa e, superato il nucleo di Cà Donzelli, si parcheggia al termine della strada (817 m) o in corrispondenza dell’ultimo tornante (con qualche difficoltà, perchè lo spazio è limitato; è opportuno raggrupare più persone per auto). Subito ha inizio un bellissimo sentiero (tracciato CAI 592, un tempo strada comunale!) che presto attraversa la minuscola contrada Fienili (862 m) e, con una salita impercettibile, si dirige verso Catremerio, contornando il Pizzo Cerro; dopo la selletta di Truca (santella, 960 m), prima di Catremerio, ad una valletta percorsa da un ruscello, si abbandona il sentiero CAI per deviare a sinistra e salire decisamente nel bosco, a tratti faggeta; dopo alcune svolte l’ambiente diviene più aperto, si guadagna il crinale e lo si segue fino alla cima (1.285 m), molto panoramica. Scesi al rifugio Lupi di Brembilla (1.260 m), si prosegue per un tratto sul tracciato CAI 596, in discesa; ad un bivio, si prende a sinistra il sentiero 596 bis, che attraverso le località Pradelli (1.100 m circa) e Piane (942 m) arriva al punto di partenza.

Le specie presenti lungo il percorso sono molte, ma dato il periodo solo poche saranno ancora in fioritura; confidiamo nella vivacità dei colori autunnali e nella bellezza dei panorami!

itinerario Fienili salendo al Pizzo Cerro, vista verso il Menna e l'Arera Pizzo Cerro Pizzo Cerro, vista verso il Menna e l'Arera Pizzo Cerro, vista verso il Castel Regina faggeta verso i Pradelli I Pradeli, vista verso il Resegone vista verso la Corna Camoscera Piane