Escursioni programmate

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12/03/2023
VALLE DI ALBANO – SANTA MARIA D’ARGON
Ritrovo 1: Bergamo, al parcheggio di Colognola, h 8.00
Ritrovo 2: Albano Sant'Alessandro, al parcheggio di Via Valle di Albano, h 8.30
Quota minima: 256 m
Quota massima: 482 m
Dislivello complessivo: circa 450 m
Lunghezza: circa 8 km
Durata: 6-7 h
Difficoltà: nessuna; tutto il percorso si svolge su facili sentieri escursionistici o strade sterrate



Contatti: Luca Mangili, 3319465986 - 035593518





I “Monti d’Argon” sono una bella dorsale collinare che si distende tra gli abitati di Torre de’ Roveri, Albano S. Alessandro, San Paolo d’Argon e Cenate Sopra, ultima propaggine dei rilievi ta le valli Seriana e Cavallina; quasi interamente boscosi, sono percorsi da numerosi sentieri e offrono vari spunti d’interesse. L’itinerario inizia dal parcheggio in Valle di Albano (256 m), dal quale si sale al Colle di San Giorgio (434 m), dominato dall’omonima chiesetta in posizione panoramicissima; di seguito, con alcuni saliscendi, si percorre tutto il crinale fino al punto culminante (482 m) dove sorge l’antica chiesa di Santa Maria d’Argon, di origini romaniche e pregevole fattura. Imboccando la scalinata dietro la chiesa, ci si abbassa per oltre un centinaio di metri, fino ad incontrare uno sterrato (a sinistra) che percorre a mezza costa il versante nordorientale della collina, toccando un paio di roccoli nel bosco; giunti ad un prato lo si risale verso sinistra e in breve di sbuca sulla stradina di crinale, in località Colle dei Pasta; si prende a sinistra e, superato l’oratorio di Santa Croce (localmente chiamato anche San Cristoforo), si procede verso la chiesa di Santa Maria per poi ripercorre parzialmente il crinale in direzione di San Giorgio, fino ad incontrare (a destra) il sentiero del bosco comunale di Albano S. Alessandro; con una veloce discesa si arriva alla base della collina e in breve al parcheggio.

Dato il periodo, le fioriture osservabili saranno quelle precoci primaverili, spesso copiosisssme nel bosco, più rare nei ridotti lembi di prato arido: Ajuga reptans, Anemone nemorosaAsarum europaeum, Cornus mas, Erythronium dens-canis, Helleborus viridis, Hepatica nobilis, Lathyrus vernus, Omphalodes verna, Polygala chamaebuxus, Potentilla verna, Primula vulgaris, Prunus spinosa, Pulmonaria australis, Scilla bifolia, Scorzonera austriaca, Symphytum tuberosum, Tussilago farfara, Vinca minor, Viola alba, V. hirta, V. odorata, V. reichenbachiana; preziosa una ridottissima stazione di Blechnum spicant, notevoli esemplari di Quercus cerris lungo il crinale e interessanti zone umide in Valle di Albano.

itinerario Ajuga reptans Colle di San Giorgio San Giorgio Cornus mas Quercus cerris Viola alba Viola hirta Santa Maria d'Argon Scorzonera austriaca Potentilla verna Pulmonaria australis Erythronium dens-canis Vinca minor
16/04/2023
SBARDELADA – MONTE MISMA
Ritrovo 1: Bergamo, al secondo distributore di via cesare Correnti, h. 8.00
Ritrovo 2: Pradalunga, parcheggio in licalità "Sbardelada", circa un km dopo il Santuario della Forcella, h 8.30
Quota minima: 660 m
Quota massima: 1.161 m
Dislivello complessivo: circa 550 m
Lunghezza: circa 8.5 km
Durata: 6/7 h
Difficoltà: escursinismo facile, quasi totalmente su sentieri CAI



Contatti: Luca Mangili, 3319465986 - 035593518





Il Misma è una delle montagne bergamasche più note e frequentate: dalla sua cima la vista spazia immensa dalla pianura all’intero arco delle Orobie, mentre lungo i suoi sentieri la varietà degli ambienti appaga l’escursionista attento alla bellezza della natura. Quello proposto è un itinerario ad anello che inizia in località “Sbardelada”, poco a monte del Santuario della Forcella, raggiungibile in auto da Pradalunga; oltre il santuario si procede per quasi un chilometro, fino al parcheggio (660 m circa) realizzato su una vecchia discarica delle cave di pietre coti. Subito a monte, a sinistra, il segnavia CAI 510 indica il sentiero per Albino, dapprima coincidente con uno sterrato; presto lo si abbandona, per procedere con lieve pendenza nel prato fra radi castagni, quindi si attraversa un breve tratto di bosco e si giunge ad un bel prato con alcuni rustici; rientrati nel bosco per alcune centinaia di metri, si sbuca nel grande prato della Stalla Cura (863 m), in posizione molto panoramica. Abbandonato il sentiero CAI, si prende a destra una traccia molto evidente e un po’ ripida che punta alla sommità del prato per poi inoltrarsi nel bosco, mantenendosi sempre in prossimità del crinale; quando la pendenza si addolcisce si è ormai prossimi alla Croce di Sant’Antonio (1.053 m), appena sporgente dal bosco; superata una selletta si inizia a salire regolarmente verso la cima, lasciando a destra la grande prateria sommitale. Oltre la cima (1.161 m) si mantiene la linea di cresta; quando il sentiero si biforca si segue a sinistra il segnavia CAI 601, che percorre il crinale orientale in direzione della Costa di Misma. Inizialmente la discesa è un po’ ripida e disagevole, ma poi diviene più facile e, senza particolari difficoltà, si arriva ad una larga sella (868 m); si procede diritti e, dopo un capanno, si scende a una cascinetta e in breve si raggiunge la suggestiva chiesa di Santa Maria del Misma. Da qui si prende il sentiero CAI 513/626, che con alcuni saliscendi e lunghi tratti in falsopiano attraversa in quota la Val Predina; in corrispondenza del valico tra il Misma e il monte Bastia (790 m), in località Roccolone (Rocolù) si abbandona il tracciato CAI e si prende, a destra, un bel sentiero di raccordo che, in leggerissima salita, taglia il versante meridionale del Misma fino alla località Mesolt (800 m circa); da qui uno sterrato porta al castagneto secolare di Pratolina, quindi si scende in val Sbardellata fino a ritrovare il parcheggio.

Tra le specie osservabili nell’escursione si segnalano: Acer campestre, A. pseudoplatanus, Ajuga reptans, Anemone nemorosa, Arabis brassica, A. hrisuta, Aristolochia lutea, Arum maculatum, Asarum europaeum, Asperula taurina, Cardamine heptaphylla, Castanea sativa, Cornus mas, Corylus avellana, Crataegus monogyna, Daphne laureola, D. mezereum, Erythronium dens-canis, Euphorbia amygdaloides, E. carniolica, E. dulcis, E. flavicoma, Globularia bisnagarica, Fagus sylvatica, Fraxinus ornus, Hepatica nobilis, Helleborus foetidus, H. niger, H. viridis, Lathyrus linifolius, L. vernus, Mespilus germanica, Narcissus poëticus, Orchis mascula, O. pallens, O. provincialis, Ostrya carpinifolia, Paeonia officinalis, Paris quadrifolia, Petasites albus, Polygala nicaeensis, Potentilla alba, P. verna, Primula veris, P. vulgaris, Pulmonaria australis, P. officinalis, Quercus cerris, Q. pubescens, Ranunculus bulbosus, Saxifraga hostii subsp. rhaetica, Sempervivum tectorum, Sorbus aria, Symphytum tuberosum, Tamus communis, Viburnum lantana, Vinca minor, Viola alba, V. hirta.

itinerario boschi lungo il crinale Euphorbia amygdaloides Arabis turrita Narcissus poëticus verso la cima verso la cima Costa di Misma Costa di Misma Santa Maria Arum maculatum Paris quadrifolia
21/05/2023
PIANI DELL’AVARO – MINCUCCO
Ritrovo 1: Bergamo, parcheggio presso la sede FAB, h 7.00
Ritrovo 2: Cusio, Piani dell'Avaro, h 8.30
Quota minima: 1678 m
Quota massima: 2010 m
Dislivello complessivo: circa 550 m
Lunghezza: circa 9.5 km
Durata: 6/7 h
Difficoltà: escursionismo facile


Note: ATTENZIONE: il parcheggio ai Piani dell'Avaro è a pagamento; bisogna esporre il ticket del costo di 2 € acquistabile alla colonnina all'uscita di Cusio.


Contatti: Luca Mangili, 3319465986 - 035593518





Il Mincucco è una facile cima poco frequentata, perché discosta rispetto ai percorsi escursionistici più noti; la si raggiunge con un itinerario piacevole e poco impegnativo, sempre appagante per la bellezza dei panorami e caratterizzato dalla tipica flora degli ambienti silicei. Dal parcheggio ai Piani dell’Avaro (1678 m) si prende lo sterrato che attraversa i pascoli e sale dolcemente a una larga sella (1756 m), quindi in leggera discesa attraversa un valloncello nei pressi di un gruppo di baite (1737 m) per poi portarsi senza strappi alle Baite della Croce (1813 m) e al Colletto di Monte Foppa (1880); da qui taglia il versante E del Triomen fino alla Baita Foppa (1908), in suggestiva posizione nei pressi di un laghetto completamente interrato; ormai su sentiero, con pochi tornanti si aggira una cima rocciosa (2.024 m) e ad una baita nei pressi di antichi scavi minerari si piega a destra (a sinistra di va a i laghi di Ponteranica); tra roccette, piccole torbiere, arbusteti e pascoli si procede in lieve discesa su un’ampia dorsale con bella vista sulla cima del Mincucco che, infine, si raggiunge con una breve salita. Dalla cima, contrassegnata da un grande omino di pietra, si scende liberamente nel pascolo lungo il versante meridionale fino alla Baita Mincucco (1839 m), affiancata da un caratteristio bàrek ben conservato, dove avverrà la sosta per il pranzo al sacco; i più intraprendenti, in una decina di minuti, possono spingersi fino alla Croce di Mincucco (1833 m), che spicca su un ardito sperone roccioso. Per il ritorno si segue il medesimo itinerario, con una breve variante per evitare di risalire la cima.

Alcune delle specie osservabili: Ajuga pyramidalis, Androsace vandellii, Anemonastrum narcissiflorum, Barbarea bracteosa, Cardamine asarifolia, Crocus albiflorus, Draba aizoides, Gentiana acaulis, Geum montanum, Kalmia procumbens, Luzula lutea, Molopospermum peloponnesiacum, Myosotis alpestris, Polygala alpestris, Potentilla aurea, Primula elatior, P. hirsuta, Pulsatilla alpina subsp. apiifolia, Ranunculus montanus, Rhamnus pumila, Rhododendron ferrugineum, Saxifraga paniculata, Scilla bifolia, Sempervivum montanum, Silene acaulis, Soldanella alpina, S. pusilla, Trichophorum cespitosum, Viola thomasiana.

itinerario Ajuga pyramidalis Soldanella alpina dal Colletto di Monte Foppa alla Baita Foppa Anemonastrum narcissiflorum verso la cima q. 2024 Androsace vandellii piccole torbiere verso il Mincucco primula hirsuta Pulsatilla alpina subsp. apiifolia verso il Mincucco verso il Mincucco sulla cima del Mincucco verso la Croce di Mincucco
11/06/2023
CERESOLA – CORNA GRANDE
Ritrovo 1: Bergamo, parcheggio presso la sede FAB, h 7.00
Ritrovo 2: Valtorta, parcheggio ai Piani di Ceresola, h 8.30
Quota minima: 1.330 m
Quota massima: 2.089 m
Dislivello complessivo: circa 800 m
Lunghezza: circa 10 km
Durata: 7/8 h
Difficoltà: escursionismo facile; un po' di attenzione per salire alla cima dal passo dei Megoffi.



Contatti: Luca Mangili, 3319465986 - 035593518





La Corna Grande è il contrafforte più settentrionale del gruppo dello Zuccone dei Campelli; da Valtorta appare dirupata e quasi inaccessibile, mentre può essere salita senza particolari difficoltà dai Piani di Bobbio tramite la Valle dei Megoffi, un bellissimo anfiteatro calcareo racchiuso da imponenti pareti. Dalla cima si gode una splendida vista verso tutte le montagne circostanti. L’itinerario parte a monte di Valtorta, dal parcheggio ai Piani di Ceresola (1.330 m); da qui si prende la strada sterrata che sale ai Piani di Bobbio (1.700 m), si aggira la testata della Val Lavazzero (radicalmente rimodellata dagli impianti sciistici) e si attraversano dei dossi coperti di mughi, fino a incontrare il sentiero che risale la Val dei Megoffi appoggiandosi al versante della Corna Grande; con una salita costante e alcuni tornanti per vincere i tratti più ripidi si arriva al Passo dei Megoffi (2.010 m), un caratteristico intaglio sul crinale che si collega allo Zucco Barbesino, transitato dal sentiero CAI 101 delle Orobie Occidentali. L’ampia cima della Corna Grande (2.089 m) viene raggiunta risalendo liberamente e con un po’ di attenzione il versante meridionale, tra roccette, mughi e larghi tratti di prateria. Ridiscesi al passo, si percorre il sentiero CAI 101 che punta verso la base dell’imponente parete dello Zucco Barbesino, caratterizzata da un vasto ghiaione dove, dopo gli inverni normali, almeno un po’ di neve persiste fino a stagione inoltrata; facilmente si arriva ai Piani di Bobbio, da cui si torna al parcheggio seguendo la strada sterrata percorsa all’andata.

La varietà di ambienti (faggeta, pascolo, arbusteti nani, mugheta, ghiaioni e rocce calcaree) consente di osservare un notevole numero di specie, fra cui. Actaea spicata, Adenostyles alliariae, A. glabra, Anemonastrum narcissiflorum, Arabis alpina, A. bellidifolia, Arctostaphylos alpinus, Aruncus dioicus, Botrychium lunaria, Bupleurum petraeum, Cardamine heptaphylla, Carex firma, C. sempervirens, Cerastium carinthiacum subsp. austroalpinum, Cirsium heterophyllum, C. montanum, Clematis alpina, Coeloglossum viride, Convallaria majalis, Cyclamen purpurascens, Cytisus emeriflorus, Daphne mezereum, D. striata, Erica carnea, Gentiana acaulis, G. clusii, G. verna, Geranium pyrenaicum, Globularia cordifolia, G. nudicaulis, Hornungia alpina, Kernera saxatilis, Lathyrus vernus, Lonicera coerulea, Myrrhis odorata, Petasites paradoxus, Polygala alpestris, Potentilla crantzii, Primula elatior, P. glaucescens, Pulsatilla alpina subsp. austroalpina, Ranunculus alpestris, R. lanuginosus, R. montanus, Rosa pendulina, Salix reticulata, S. retusa, Saxifraga caesia, S. hostii subsp. rhaetica, S. mutata, Sesleria coerulea, Sorbus chamaemespylus, Stellaria nemorum, Thesium alpinum, Trisetum distichophyllum, Valeriana saxatilis, V. tripteris, Veronica aphylla, Viola biflora.

Data la stagione precoce non saranno osservabili alcune specie di pregio, come Aquilegia confusa, Campanula raineri, Gentiana lutea, Leontopodium alpinum, Nigritella rhellicani, Scabiosa dubia, Silene elisabethae, Telekia speciosissima, ecc.; se un precedente sopralluogo ne avrà accertata la fioritura, si effettuerà una breve deviazione per vedere una piccola stazione di Cypripedium calceolus.

itinerario la Corna Grande dai Piani di Ceresola Clematis alpina Globularia nudicaulis Potentilla crantzii Primula glaucescens la Corna Grande dal Passo dei Megoffi Arabis bellidifolia Hornungia alpina Valle e Passo dei Megoffi Cypripedium calceolus
01/07/2023
ESCURSIONE EXTRA-OROBICA IN VAL DI FASSA – 1° giorno: PASSO PORDOI – RIFUGIO VIEL DAL PAN
Ritrovo 1: Passo Pordoi, presso il Monumento dei Caduti, h 11
Quota minima: 2239 m
Quota massima: 2432 m
Dislivello complessivo: circa 250 m
Lunghezza: circa 6.5 km
Durata: 5 h
Difficoltà: escursionismo facile



Contatti: per informazioni - iscrizione: Myriam Traini, 3382391166






Ritrovo ore 11:00 presso il Monumento dei Caduti al Passo Pordoi (2.239 m, ore 4 da Bergamo, 292 km direzione Brescia – Verona, Brennero, uscita Egna – Ora, Predazzo, seguire per Passo Pordoi dove vi sono diversi parcheggi, la maggior parte a pagamento). Dal Passo Pordoi, ci si porta presso la cappella opposta alla funivia e si prende il sentiero CAI 601, che raggiunge con facile salita il Rifugio Fredarola a 2.370 m di quota. Da qui, il sentiero prosegue in falsopiano verso il rifugio Viel dal Pan, che si raggiunge in circa 1.30 ore dalla partenza e per uno sviluppo di 6 km.
Vista spettacolare sul versante nord della Marmolada lungo tutto il percorso. La zona, seppure dolomitica, presenta curiosi affioramenti di rocce d’origine vulcaniche, per cui, oltre alla tipica flora delle praterie alpine dolomitiche (interessante la presenza di Hypochaeris facchiniana) sarà possibile osservare anche specie “silicee”. Possibilità, per chi non avesse pranzo al sacco, di pranzare al Rifugio Viel del Pan. Poco a monte e poco sotto il rifugio, è presente la rarissima Potentilla nivea. Rientro per il medesimo itinerario a Passo Pordoi entro le ore 16:30, in modo da arrivare all’hotel (Hotel Miramonti, Vigo di Fassa) entro le ore 17-17:30 per espletare le registrazioni e l’assegnazione delle camere. Il paese di Vigo di Fassa merita una visita a se stante, in quanto annoverato tra i Borghi più Belli d’Italia.

itinerario Passo Pordoi Marmolada
02/07/2023
ESCURSIONE EXTRA_OROBICA IN VAL DI FASSA – 2° giorno: PASSO ROLLE – LAGHI DI COLBRICON – CIMA CAVALLAZZA – PASSO ROLLE
Ritrovo 1: Passo Rolle, h 9.30
Quota minima: m 1.910
Quota massima: m 2.322
Dislivello complessivo: circa 450 m
Lunghezza: circa 7.5 km
Durata: circa 7 h
Difficoltà: escursionismo facile



Contatti: per informazioni - iscrizione: Myriam Traini, 3382391166






Partenza ore 8:30 dall’Hotel, e arrivo a Passo Rolle per le ore 09:30 (50 minuti di auto il tragitto Vigo di Fassa – Passo Rolle). Si parcheggia nei pressi di Malga Rolle (1.910 m) da dove inizia l’escursione ad anello. Dalla Malga, si imbocca il sentiero CAI 348, che quasi pianeggiante, ci conduce in un’ora ai Laghi di Colbricon (1.920 m), dove è presente un piccolo rifugio (non sempre aperto!). Ci troviamo nel gruppo del Lagorai, caratterizzato dalla presenza di rocce porfiriche assai diverse per forma e chimismo da quelle dolomitiche. I laghi di Colbricon sono assai rilevanti dal punto di vista floristico, ospitando i rarissimi Potamogeton praelongus e Potamogeton alpinus. L’escursione prosegue lungo il sentiero che, con qualche ripida serpentina, conduce a Cima Cavallazza (2.322 m), da cui si gode impareggiabile vista sul gruppo dolomitico delle Pale di San Martino. Da qui, si prosegue su facile crinale per la Cavallazza Piccola (2.303 m) e la Tognazza (2.209 m), da cui facilmente si rientra per piste da sci a Passo Rolle e Malga Rolle; possibilità di deviare, per chi volesse, verso il nascosto lago della Cavallazza. Durata complessiva dell’anello (soste escluse), 4 ore. Il crinale Colbricon – Cavallazza – Passo Rolle è di estremo interesse floristico, oltre che paesaggistico: sulle rocce e nelle vallette nivali, è infatti possibile rinvenire specie quali Androsace wulfeniana, Primula minima, Saponaria pumila, Saxifraga cernua, Saxifraga depressa e Draba fladnizensis. Ritorno alle auto indicativamente entro le ore 17:00 in modo da essere in hotel alle ore 18:00.

itinerario Malga Rolle Laghi di Colbricon
03/07/2023
ESCURSIONE EXTRA-OROBICA – 3° giorno: CAMPITELLO DI FASSA – COL RODELLA – RIFUGIO PERTINI
Ritrovo 1: Campitello di Fassa, stazione delal funivia per il Col Rodella, h 9
Quota minima: m 2.300
Quota massima: m. 2.500
Dislivello complessivo: circa 250 m
Lunghezza: circa 5.5 km
Durata: circa 6 h
Difficoltà: escursionismo facile



Contatti: per informazioni - iscrizione: Myriam Traini, 3382391166






Partenza ore 8:30 dall’Hotel, per raggiungere a Campitello di Fassa (20 minuti di auto) la stazione della funivia del Col Rodella. Dall’arrivo della funivia (2.484 m), si può raggiungere il rifugio soprastante, con bella vista panoramica su Passo Sella, Catinaccio, Sasso Lungo e Marmolada. Da qui, si può prendere il sentiero per Punta 5 dita, dove ai primi ghiaioni è possibile trovare Gentiana terglouensis, e, con un po’ di fortuna, la rarissima Saxifraga cernua. Successivamente si ritorna alla funivia e si segue il comodissimo sentiero 557 “Alta Via Friedrich August”, che in circa 1 ora conduce al rifugio Pertini (2.300 m), ai piedi delle pareti del Sasso Piatto e Sasso Lungo. La brevità dell’escursione non deve ingannare: numerosissima è infatti la flora che ci terrà impegnati. Tra le specie più interessanti, ricordiamo
Androsace vitaliana, Doronicum glaciale, Ranunculus segueri, Geranium argenteum, Primula minima … e molto altro!
Al Col Rodella esiste inoltre una segnalazione del 1845 di Dianthus glacialis, specie estremamente rara in contesto dolomitico. Infine, sempre nei pressi del Col Rodella, rifugio Des Alpes, è presente anche la rara Gentiana prostrata.
Possibilità di pranzare al rifugio, rientro alla funivia entro le ore 17:00 (ultima discesa!), e ritorno all’Hotel per cena.

itinerario Col Rodella Rifugio Pertini
04/07/2023
ESCURSIONE EXTRA-OROBICA – 4° giorno: VIGO DI FASSA – RIFUGIO GARDECCIA – RIFUGIO VAJOLET
Ritrovo 1: Vigo di Fassa, stazione seggiovia per Ciampedile, h 8.45
Quota minima: m 1.998
Quota massima: m. 2.243
Dislivello complessivo: circa 400 m
Lunghezza: circa 8 km
Durata: 5/6 h
Difficoltà: escursionismo facile



Contatti: per informazioni - iscrizione: Myriam Traini, 3382391166






Partenza ore 8:30 da Vigo di Fassa per prendere dal paese la seggiovia che ci porta al pianoro di Ciampedie (1.998 m). L’ambiente, dapprima boscoso, si apre sempre più procedendo verso il rifugio Gardeccia (sentiero CAI 640), con superba vista sul Vajolet: il rifugio si raggiunge in circa 45 minuti. Dal Gardeccia si prosegue verso il rifugio Vajolet (2.243 m), segnavia 546, con ancora 1 ora di cammino su comoda carrareccia: possibilità di pranzare al rifugio.
Grandiosa vista sulle tre torri del Vajolet. Lungo il percorso si attraversano diversi ambienti, bosco, prati e rocce in prossimità del rifugio, con possibilità di osservare pertanto una flora molto diversificata, con specie tipicamente dolomitiche come Phyteuma sieberi, Androsace hausmanni, Valeriana elongata. Ultima corsa della seggiovia ore 18:00, per cui si consiglia di partire dal rifugio Vajolet non oltre le 15:00.

itinerario Rifugio Gardeccia Torri del Vajolet
15/10/2023
PASSO DELLA PRESOLANA – COLLE DELLA PRESOLANA
Ritrovo 1: Bergamo, al secondo distributore di via Cesare Correnti, h 7.30
Ritrovo 2: Parcheggio al Passo della Presolana, h 8.30
Quota minima: 1.295 m
Quota massima: 1.830 m
Dislivello complessivo: circa 600 m
Lunghezza: circa 9.5 km
Durata: 6-7 h
Difficoltà: escursionismo facile, interamente su sentieri CAI e strade sterrate



Contatti: Luca Mangili, 3319465986 - 035593518





Facile itinerario ad anello fra i boschi e i pascoli del versante meridionale del massiccio della Presolana, spesso avvolti dalla foschia nel periodo estivo, ma solitamente tersi in autunno. Dal parcheggio (1.295 m) appena prima del Passo della Presolana, si imbocca lo sterrato con il segnavia CAI 315 che conduce al rifugio Baita Cassinelli (1.568 m); poco oltre si prende, a sinistra, il sentiero CAI 319 A che, attraversa la colata detritica della Val dell’Ombra, supera una pozza per l’abbeverata e si innalza bruscamente per un centinaio di metri con alcuni tornanti, per poi proseguire per un lungo tratto in lievissima salita sul versante Sud del Pizzo di Corzene, quasi sempre in un’ariosa prateria con ampia vista sulla conca di Castione e i monti circostanti; arrivati al crinale (1.830 m circa), lo si segue in discesa e in breve si giunge al Colle della Presolana, piccolo valico dominato dal Monte Cornetto (1.786 m). Per il ritorno si segue dapprima il sentiero 319 fino ad incrociare uno sterrato che, seguito verso sinistra, passa nei pressi delle malghe Corzene e Corzenine e, infine, riporta al Passo della Presolana.

Poche le fioriture osservabili, data la stagione avanzata; saranno sicuramente presenti Colchicum autumnale, Gentianella anisodontha, Gentianopsis ciliata, Solidago virgaurea; scendendo dal Colle della Presolana, nelle nicchie delle rocce è comune Campanula elatinoides, mentre lungo lo sterrato, prima delle malghe Corzene e Corzenine, sono visibili alcuni esemplari di Pinus cembra, risalenti a rimboschimenti degli anni ’60.

itinerario verso il Monte Cornetto e il Colle della Presolana sul sentiero 319 A, verso il Monte Cornetto e il Colle della Presolana lungo il sentiero 319 A, sul versante Sud del Pizzo Corzene Solidago virgaurea lungo il sentiero 319 A, sul versante Sud del Pizzo Corzene Gentianopsis ciliata Monte Cornetto e Colle della Presolana Gentianella anisodonta