Escursioni programmate
Quota massima: m 649
Dislivello complessivo: m 350 circa
Lunghezza: km 6.5 circa
Durata: 6/7 h
Difficoltà: escursionismo facile
Contatti: Luca Mangili, 3319465986 - 035593518
Escursione alla portata di tutti, in una zona solitamente poco percorsa che merita di essere meglio conosciuta. Dal piccolo parcheggio (413 m) presso il cimitero di Celana di scende al ponticello (390 m) sul sottostante torrente, che viene attraversato un po’ più a valle (370 m) per risalire al borgo di Perlupario (416 m); dapprima su strada e poi su sentiero si risale ad Opreno (561 m), in bella posizione panoramica, che viene raggiunto con una breve deviazione. Da qui, per mulattiera, ci si porta alla Forcella di Burligo (582 m), per poi salire il colle immediatamente a sud (649 m), dominato da un bella radura con un capanno per la caccia. Passando per Prà Cerit si scende a Formorone, percorrendo un versante boscoso e un bel tratto a vigneto, quindi, con un sentiero nei prati si arriva al ponticello sottostante al cimitero di Celana e in breve al parcheggio. Pur se in parte rimaneggiati, i nuclei abitativi presenti lungo l’itinerario conservano l’antico impianto rurale, oltre a numerosi rustici e alcuni edifici di culto pregevoli nella loro semplicità, La flora è quella caratteristica della fascia collinare, con tutte le più comuni fioriture stagionali; particolarmente belli i prati a valle di Perlupario e Formorone.
itinerario
verso Perlupario e Opreno
a valle di Perlupario
Opreno
colle q. 649
Pulmonaria australis
a monte di Formorone
vigneto a monte di Formorone
Formorone Quota massima: m 1.360
Dislivello complessivo: circa 380 m
Lunghezza: circa 6 km
Durata: 6-7 h
Difficoltà: escursionismo facile
Contatti: Luca Mangili, 3319465986 - 035593518
Escursione molto nota, per la singolare bellezza dei luoghi e la ricchezza della flora. Dal parcheggio di Cantul (1.020 m) si sale verso la Cornagera seguendo il classico sentiero CAI; si evita di raggiungere la cima per dedicarsi all’esplorazione floristica del “labirinto” (1.270 m) ricchissimo di specie endemiche, rare o insolite per la quota, che impreziosiscono i detriti e le pareti rocciose (tre le molte si ricordano: Campanula carnica, Carex mucronata, Clematis alpina, Gentiana clusii, G. verna, Globularia cordifolia, Kernera saxatilis, Pedicularis acaulis, Pinguicula alpina, Potentilla caulescens, Primula auricula, P. glaucescens, Rhododendron hirsutum, Rhodothamnus chamaecistus, Rubus saxatilis, Saxifraga hostii subsp. rhaetica, S. rotundifolia, Telekia speciosissima, Valeriana montana, V. tripteris). Si prosegue attraversando una suggestiva fenditura nella roccia, il Buco della Carolina, quindi, raggiunto il crinale, si sale alla panoramica cima del Monte Poieto (1.360 m) per poi attraversare un bel tratto di faggeta e scendere alla Forca di Aviatico (1.160 m); poco sotto, tra boschi e prati, un tracciato in quota riporta al parcheggio di Cantul. Molto ticca la flora nemorale e numerose le specie di orchidee, soprattutto al margine del bosco.
itinerario
verso i torrioni della Cornagera
verso i torrioni della Cornagera
il "labirinto"
Primula glaucescens
Saxifraga hostii subsp. rhaetica
Rhodothamnus chamaecistus
Cornagera
Pedicularis acaulis
faggeta verso la Forca di Aviatico
dalla Forca di Aviatico a Cantul Quota massima: 1.460 m
Dislivello complessivo: circa 500 m
Lunghezza: circa 7 km
Durata: 7-8 h
Difficoltà: escursionismo facile
Contatti: Luca Mangili, 3319465986, 035593518
Il monte Pigolotta (1.503 m) domina l’abitato di Valtorta, ma dal fondo valle è poco visibile e anche dai monti circostanti il suo profilo è poco evidente, perchè dominato dall’imponente Pizzo dei Tre Signori. Lo si può salire dalle frazioni Costa o Cantello di Valltorta, ma qui il parcheggio è pressochè impossibile, per cui si propone un itinerario da Ornica (980 m), dapprima sul tratto iniziale del sentiero per la Val d’Inferno e poi su una comoda strada agrosilvopastorale quasi pianeggiante (grandi esemplari di Abies alba!), che tocca il Colle Dudello (1.335 m); infine, poco prima che la strada scenda verso Costa, con un breve strappo si raggiungono i prati del monte Pigolotta (1.460 m), in bellissima posizione e con ampia vista, con alcune cascine e una cappelletta in un tripudio di fiori. Tornati al Colle Dudello, si scende ad Ornica con un sentiero alternativo, in parte su substrato calcareo, con una flora che differisce da quella tipicamente acidofila incontrata precedentemente.
- itinerario
- Val d'Inferno, verso il Pizzo di Cusio e l'Arera
- verso il Colle Dudello e il Pizzo Baciamorti
- lungo la strada agrosilvopastorale, verso il Valletto
- Abes alba
- lungo la strada agrosilvopastorale
- prati del Monte Pigolotta
- prati del Monte Pigolotta
- prati del Monte Pigolotta
- prati del Monte Pigolotta
- verso il Pizzo dei Tre Signori
itinerario
Val d'Inferno, verso il Pizzo di Cusio e l'Arera
verso il Colle Dudello e il Pizzo Baciamorti
lungo la strada agrosilvopastorale, verso il Valletto
Abes alba
lungo la strada agrosilvopastorale
prati del Monte Pigolotta
prati del Monte Pigolotta
prati del Monte Pigolotta
prati del Monte Pigolotta
verso il Pizzo dei Tre Signori Quota massima: m 1.350
Dislivello complessivo: circa 350 m (+ 230 m per l'eventuale salita al Monte Disner)
Lunghezza: circa 5.8 km (+ 1.9 km per l'eventuale salita al Monte Disner)
Durata: 7-8 h
Difficoltà: escursionismo facile
Contatti: Luca Mangili, 3319465986 - 035593518
Con la sua forma quasi perfettamente conica, il Pizzo di Cusio separa gli abitati di Cusio e Ornica; da nord appare interamente boscoso, mentre il versante meridionale è ancora largamente occupato da una prateria magra in fase di lento rimboschimento. L’escursione evita di raggiungere la cima (1.465 m), effettuandone invece il periplo. Parcheggiata l’auto presso il cimitero di Cusio (1.020 m), si percorre un breve tratto di strada asfaltata all’interno del paese (alcune specie interessanti sui muri e a bordo strada) per poi imboccare una carrareccia (1.050 m) che dolcemente sale al valico (1.120 m) tra il Pizzo di Cusio e il Monte Disner, dove sorge l’antico Oratorio di San Giovanni, una semplice costruzione che all’interno custodisce affreschi dei Baschenis, purtroppo non visitabile. Per chi se la sente si consiglia la salita al Monte Disner, poco impegnativa, panoramicissima (spendida vista verso il Pizzo dei Tre Signori) e floristicamente ricca; tra salita e discesa occorre considerare 90 minuti. Tornati a San Giovanni, si imbocca il sentiero del periplo, che si porta a circa 1.300 m di quota per poi mentenersi in falsopiano, aggira la montagna e infine scende al Colle della Maddalena, dove transita la strada per il Monte Avaro. Per il ritorno a Cusio si segue una mulattiera ben segnata, quasi sempre a lato di un torrentello. Tra le specie presenti (non tutte fiorite): Abies alba, Acer pseudoplatanus, Actaea spicata, Adenostyles glabra, Aegopodium podagraria, Amelanchier ovalis, Aposeris foetida, Aquilegia atrata, A. confusa, Aruncus dioicus, Asperula cynanchica, Asperula purpurea, Asplenium ruta-muraria, Asplenium trichomanes, Astrantia major, A. minor, Berberis vulgaris, Biscutella laevigata, Brachypodium rupestre, B. sylvaticum, Briza media, Bromus condensatus, Buddleja davidii, Buphthalmum salicifolium, Campanula glomerata, Campanula martinii, C. rapunculoides, C. trachelium, Cardamine heptaphylla, Carduus defloratus, C. personata, Carex alba, C. baldensis, C. digitata, Carlina acaulis, Centaurea nigrescens, C. rhaetica, C. scabiosa, Centaurium erythraea, Centranthus ruber, Cephalanthera damasonium, Ceterach officinarum, Chelidonium majus, Cirsium erisithales, C. palustre, C. vulgare, Clematis recta, Clinopodium vulgare, Convallaria majalis, Corylus avellana, Cotoneaster horizontalis, C. tomentosus, Cruciata laevipes, Cyclamen purpurascens, Cymbalaria muralis, Cytisus emeriflorus, Dactylis glomerata, Dactylorhiza maculata fuchsii, Daphne mezereum, Daucus carota, Epipactis atropurpurea, Erica carnea, Eupatorium cannabinum, Euphorbia amygdaloides, E. dulcis, E. variabilis, Fagus sylvatica, Fragaria vesca, Fraxinus excelsior, Galium anisophyllum, G. laevigatum, G. lucidum, G. verum, Genista radiata, Gentiana asclepiadea, G. clusii, Geranium pyrenaicum, G. robertianum, G. sanguineum, Geum urbanum, Gladiolus palustris, Glechoma hedera, Globularia cordifolia, G. nudicaulis, Gymnadenia conopsea, Gymnocarpium robertianum, Helianthemum nummularium, Helleborus niger, H. viridis, Hepatica nobilis, Heracleum sphondylium, Holcus lanatus, Homogyne alpina, Horminum pyrenaicum, Hypericum perforatum, Juniperus communis, Kernera saxatilis, Knautia drymeia, K. velutina, Koeleria pyramidata, Lamiastrum galeobdolon, Larix decidua, Laserpitium krapfii gaudinii, L. nitidum, L. peucedanoides, L. siler, Leontodon tenuifloru, Ligustrum vulgare, Linum catharticum, Listera ovata, Lonicera alpigena, L. xylosteum, Luzula nivea, Maianthemum bifolium, Malva neglecta, Medicago lupulina, Melica nutans, Melittis melissophyllum, Mercurialis perennis, Molinia arundinacea, Mycelis muralis, Neottia nidus-avis, Nigella damascena, Origanum vulgare, Ostrya carpinifolia, Oxalis acetosella, Parietaria diffusa, Pedicularis gyroflexa, Petasites hybridus, Peucedanum oreoselinum, Phleum pratense, Phyteuma ovatum, P. scheuchzeri columnae, Picea excelsa, Pinguicula alpina, Pinus mugo, P. sylvestris, Platanthera bifolia, Polygala chamaebuxus, P. nicaeensis, Polygonatum odoratum, P. verticillatum, Polypodium vulgare, Populus tremula, Potentilla caulescens, P. erecta, Prunella grandiflora, Pteridium aquilinum, Ranunculus nemorosus, Rhododendron hirsutum, Rubus saxatilis, Salix glabra, Salvia pratensis, Sanguisorba minor, Saponaria ocymoides, Scabiosa gramuntia, Sedum album, S dasyphyllum, Sedum spurium. Sesleria varia, Silene livida, S. saxifraga, Solidago virgaurea, Sorbus aria, Sorbus aucuparia, Stachys alopecuros, S, recta, S. sylvatica, Symphytum officinale, Tanacetum corymbosum, Teucrium chamaedrys, T. montanum, Thalictrum minus, Thesium bavarum, Tofieldia calyculata, Trifolium pratense pratense, Trifolium repens, Ulmus glabra, Urtica dioica, Vaccinium myrtillus, Valeriana tripteris, Veratrum nigrum, Verbascum lychnitis, V. thapsus, Veronica chamaedrys, V. urticifolia, Viburnum lantana, Vicia cracca, Vinca minor, Viola pinnata.
itinerario
Monte Disner, verso Baciamorti, Sodadura e Cima Piazzo
Leontodon tenuiflorus
Monte Disner, verso Pizzo di Cusio e Pizzo dei Tre Signori
Tofieldia calyculata
Pedicularis gyoflexa
Cytisus emeriflorus Quota massima: m 2.100
Dislivello complessivo: circa 450 m
Lunghezza: circa 7 km
Durata: 7/8 h
Difficoltà: escursionismo facile
Contatti: Luca Mangili, 3319465986 . 035593518
Sul crinale orobico principale, il passo del Verrobbio viene facilmente raggiunto dalla Cà San Marco con un facile sentiero attraverso i pascoli e gli arbusteti dell’alta Val Mora, con bella vista sul gruppo del Ponteanica e ricchi di fioriture (sono presenti: Aconogon alpinus, Aconitum napellus, Allium victorialis , Androsace vandellii, Antennaria dioica, Arnica montana, Astrantia minor, Betonica hirsuta, Bupleurum stellatum, Calluna vulgaris, Campanula barbata, C. scheuchzeri, Carduus defloratus subsp. tridentinus, Carex sempervirens, Dactylorhiza fuchsii, Carlina acaulis, Centaurea nervosa, Cirsium palustre, C. spinosissimum, Crepis aurea, C. paludosa, Crocus albiflorus, Daphne mezereum, D. striata, Deschampsia caespitosa, Epilobium alsinifolium, Erica carnea, Euphrasia minima, Festuca scabriculmis subsp. luedii, Gentiana acaulis, Geum montanum, Gymnadenia conopsea, Huperzia selago, Hypericum maculatum, H. richeri, Hypochoeris uniflora, Juncus alpinoarticulatus subsp. alpinoarticulatus, Laserpitium halleri, Leontodon helveticus, Leucanthemopsis alpina, Leucanthemum heterophyllum, Lilium bulbiferum subsp. croceum, L. martagon, Linaria alpina, Luzula alpino-pilosa. L. lutea, Molinia coerulea, Molopospermum peloponnesiacum, Nardus stricta, Paradisea liliastrum, Parnassia palustris, Pedicularis tuberosa, Persicaria vivipara, Peucedanum ostruthium, Phleum alpinum, Phyteuma betonicifolium, Pinguicula alpina, Pinus mugo, Platanthera bifolia, Polygala alpestris, P. chamaebuxus, Potentilla aurea, Primula hirsuta, Pseudorchis albida, Pulsatilla alpina subsp. apiifolia, Rhododendron ferrugineum, Rubus idaeus, Saxifraga cotyledon (nel tratto iniziale del sentiero), S. paniculata, S. stellaris, Schlagintweitia intybacea, Silene rupestris, Solidago virgaurea, Sorbus chamaemespilus, Trifolium alpinum, Trollius europaeus, Vaccinium gaultherioides, V. myrtillus, Veronica fruticans, V. officinalis, Viola biflora). Sul passo, affacciato sulla solitaria Val di Bomino, sono presenti alcune fortificazioni della linea Cadorna, mentre appena sotto, sul versante valtellinese, c’è un piccolo lago. Un breve giro fra le rocce montonate in direzione del Ponteranica rivela alcuni laghetti effimeri e permette di osservare la caratteristica flora acidofila, comprese numerose specie artico-alpine e nivali (Bartsia alpina, Carex curvula, Cerastium cerastioides, Diphasium alpinum, Doronicum grandiflorum, Erigeron uniflorus, Gnaphalium supinum, Huperzia selago, Leontodon helveticus, Lloydia serotina, Lycopodium annotinum, Myosotis alpestris, Pedicularis kerneri, P. rostrato-spicata, Phyteuma hemisphaericum, Primula latifolia, Salix herbacea, S. retusa, Saxifraga seguieri, Sibbaldia procumbens, Silene acaulis, Soldanella pusilla, Trichophorum cespitosum, Trifolium alpinum, Veronica alpina). Al ritorno si visiterà il Piano dell’Acqua Nera, una vasta torbiera che raccoglie le acque delle cime circostanti, purtroppo parzialmente rovinata dal pascolo, dove si rinvengono Carex irrigua, C. panicea, Drosera rotundifolia, Eriophorum vaginatum, Pinguicula leptoceras, Triglochin palustre, Viola palustris.
itinerario
Piano dell'Acqua Nera e gruppo del Ponteranica
Lilium bulbiferum subsp. croceum
Lilium martagon
Paradisia liliastrum
Passo e Monte Verrobbio
verso il Pizzo della Nebbia
Silene acaulis
Leucanthemopsis alpina
Primula hirsuta Contatti: Federico Mangili 3496292935 - Myriam Traini 3382391166.
Punto di ritrovo per la prima escursione sarà lo spiazzo appena prima della Frazione Epinel indicata
nel cerchio rosso. Per raggiungere la valle di Cogne, da Bergamo prendere l’autostrada direzione
Milano, quindi seguire per la Milano-Torino, svoltare verso Aosta. L’autostrada della Val d’Aosta è
estremamente costosa anche per pochi km: si consiglia caldamente di prendere l’uscita di
Chatillon (2 ore da Bergamo, 200 km), e proseguire sulla statale verso Aosta e Cogne (1 ora da
Chatillon, 49 km). Ritrovo poco prima di Epinel (spiazzo panoramico) per le ore 11:00.
Dopo il ritrovo di tutti i partecipanti, lasceremo le macchine e proseguiremo bordo strada in
direzione contrario a quella di arrivo, dedicandoci all’esplorazione del fianco in destra idrografica.
E’ questo uno dei biotopi più interessanti della Val d’Aosta, se non delle Alpi Italiane, in quanto
ospita una popolazione del rarissimo Astragalus alopecurus, ma non solo: sono segnalati anche
Astragalus cicer, A. exscapus, A. glycyphyllos, A. sempervirens, A. onobrychis, A. monspessulanus,
Potentilla pensylvanica e numerose altre specie di ambienti xerofili di media montagna. Terminata
l’esplorazione, torneremo alle auto per raggiungere in pochi minuti la frazione Lillaz per una
semplice escursione alle celebri cascate che possono essere osservate con un facile sentiero ad
anello di 1 ora. Rientrati alle auto, raggiungeremo l’hotel “La Vallèe de Cogne” dove soggiorneremo.
punto di ritrovo poco prima di Epinel
stazione di Astragalus alopecurus
cascate di Lillaz
Astragalus alopecurus Contatti: Federico Mangili 3496292935 - Myriam Traini 3382391166.
Partenza ore 8:30 dall’Hotel; in 10 minuti di auto si raggiunge la frazione di Gimillan (1.600
m), da cui imboccheremo il sentiero 8, che seguendo il vallone del Grauson ci porterà all’omonimo
Rifugio (2.533 m) in circa 2 ore e 45 minuti. Il sentiero, mai difficile, attraversa ampi prati e lariceti,
intervallati da affioramenti rocciosi di diversa natura, tra cui spiccano calcescisti e serpentini ben
caratterizzati dalla relativa flora. Nei pressi del torrente è possibile osservare il rarissimo
Aethionema thomasianum, e addentrandosi sempre più nel vallone anche Campanula alpestris,
Campanula cenisia, Crepis pygmaea, Saxifraga diapensioides, Valeriana saliunca e molto altro.
Eccezionale il paesaggio alle spalle sul Ghiacciaio della Tribolazione. Pranzo al rifugio e rientro per il
medesimo intenerario.
Vallone del Grauson
Campanula alpestris Contatti: Federico Mangili 3496292935 – Myriam Traini 3382391166.
Partenza ore 8:30 dall’Hotel, da cui ci dirigiamo nuovamente alla vicina frazione di Lillaz (1.600 m).
Da qui prendiamo il sentiero per il Vallone dell’Urtier, con cui raggiungeremo prima le baite di Gollies
(1.854 m), poi la cappella del Cret (2.020 m) ed infine l’alpeggio di Tsavanis (2.295 m): il vallone è
ancora molto lungo, ma già qui potremo ammirare parecchie specie interessanti. Nei pressi della
cappella sono infatti presenti Artemisia chamaemelifolia, Potentilla multifida, Matthiola valesiaca e
Viola pinnata, mentre nelle zone a megaforbie si rinvengono Aquilegia alpina e la rara Cortusa matthioli. Nel tratto oltre la cappella è possibile osservare Callianthemum coriandrifolium e Pulsatilla halleri. Rientro per il medesimo itinerario.
Vallone dell'Urtier
Callianthemum coriandrifolium Contatti: Federico Mangili 3496292935 – Myriam Traini 3382391166.
Partenza ore 9:30 dall’Hotel, da cui si raggiunge la frazione di Lauson per una visita all’orto botanico
Paradisia (apertura ore 10:00, biglietto 3 euro). Il giardino, su una superficie di 10.000 mq,
ricostruisce gli habitat del Parco Nazionale del Gran Paradiso con la relativa flora. La visita dura almeno
un’ora e ci permetterà un rilassante saluto alla Valle di Cogne. Al termine della visita, rientro libero
per Bergamo.
Giardino Paradisia
Giardino Paradisia, Dracocephalum ruyschiana
Giardino Paradisia, Codonopsis dicentrifolia Quota massima: 1.440 m
Dislivello complessivo: circa 350 m
Lunghezza: circa 6.8 kn
Durata: 6/7 h
Difficoltà: escursionismo facile
Contatti: Luca Mangili, 3319465986 - 035593518
La baita Campo (1.440 m) è situata su un arioso pianoro che costituisce una sorta di balcone naturale sull’intera Val Brembana, con bellissima vista in ogni direzione. Prati, pascoli e boschi nei loro colori autunnali sono lo sfondo di questa facile escursione che ha inizio da una piazzola (1.150 m) lungo la strada che collega Brembella a Cespedosio. Inizialmente si percorre un sentiero nel bosco e dopo l’attraversamento di un paio di vallecole si sbuca su una strada agrosilvopastorale che con pendenza moderata e alcuni tornanti arriva in prossimità della baita, sempre con lo sguardo rivolto all’accidentato crinale che dalla cima del Venturosa corre fino al Pizzo di Mezzodì.
itinerario
il Cancervo dalla strada per Cespedosio
verso il Venturosa
faggeta
verso il Venturosa
Cancervo, Passo Grialeggio e Venturosa
strada agrosilvopastorale per la baita Campo
pianoro della baita Campo, verso il Venturosa 